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La Massa 2020: un tocco di Bordeaux nel cuore del Chianti Classico

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Tenuta La Massa è lieta di presentare la nuova annata del suo vino omonimo: La Massa. Un tocco di Bordeaux in terra toscana che racconta la storia di un uomo, di un luogo, di un terroir. Ribelle di nascita ma classico di fatto, La Massa è stato il primo vino prodotto dall’azienda e rappresenta il percorso di crescita personale e professionale del suo produttore, Giampaolo Motta.

“Desideravo dare vita ad un vino che fosse espressione della mia passione per la viticoltura e l’enologia nata in territorio francese, una passione libera da schemi e formule prestabilite, un vino dallo spirito internazionale ma che parlasse dell’affascinante luogo di origine”. E nasce così La Massa, una cuvée per il 50% di vitigni bordolesi, Merlot, Cabernet Sauvignon, Alicante Bouschet e Petit Verdot, e per l’altra metà il vitigno principe della Toscana, il Sangiovese.

Tenuta La Massa presenta la nuova annata del suo vino La Massa. Un tocco di Bordeaux in terra toscana firmato Giampaolo Motta.

In Giampaolo Motta la consapevolezza che “in vigna è la natura a dettare le sue regole, ma in cantina è poi l’uomo a giocare la sua partita”, ha condizionato negli anni le scelte viticole ed enologiche.

“In cantina”, precisa “si cerca da sempre di preservare ciò che la natura regala e di valorizzare le specifiche di ciascun vitigno attraverso una vinificazione per suoli”.

Il fattore suolo e lo studio per capirlo e interpretarlo attraverso i vini è stato, infatti, un filo conduttore della filosofia lavorativa.

Le viti affondano le radici in terreni costituiti prevalentemente da argille scagliose e galestro divise in differenti formazioni geologiche che regalo sfumature specifiche a ciascun vitigno e quindi al vino, alternando spalla e vigore a frutti vivaci e tannini educati.

La Massa 2020 ben interpreta una stagione regolare e una maturità delle uve lenta ed equilibrata. Alla vista ammalia per il suo colore rosso rubino brillante, mentre al naso si percepiscono sentori di frutta nera e grafite seguite da note balsamiche e speziate.

La Massa 2020: l’assaggio

All’assaggio il gusto pieno è impreziosito da un’acidità sostenuta e tannini maturi ma vivaci.

“Una nota sapida molto pronunciata, caratteristica dei nostri terreni, regala a La Massa 2020 un finale persistente”, lo descrive Giampaolo Motta e aggiunge: “Il Cabernet Sauvignon è poliedrico e ammaliante e qui, nella Conca d’Oro, nel Chianti Classico, offre al vino un’identità ben precisa, dona corpo e struttura. Esprime contemporaneamente tutte le caratteristiche varietali tipiche ma al contempo rispecchia perfettamente anche quelle del terroir di coltivazione. Il Sangiovese regala al blend un forte contributo identitario. Infine, il Merlot completa la sinfonia di aromi esprimendosi in tannini morbidi e coinvolgenti”.

In La Massa coesistono, quindi, lo spirito internazionale e l’appartenenza al territorio d’origine. Un vino figlio di vitigni la cui origine diventa il luogo che vivono.

Giampaolo Motta: l’indissolubile unione tra l’uomo e il terroir

Nel 1992 Giampaolo Motta, napoletano di nascita ma toscano di adozione, incontra La Massa: da quel momento si forma un’unione indissolubile tra l’uomo e il suo terroir.La tenuta, nella magnifica Conca d’Oro di Panzano, cuore del Chianti Classico, conta 25 ettari di vigneto esposti a sud-ovest.

Negli anni ’90 inizia una lunga opera di ripristino dei vigneti presenti e un approfondito studio dei suoli nella costante ricerca di una forma da dare al sogno attraverso i suoi vini: Giorgio Primo, Carla 6 e La Massa.

Tenuta La Massa presenta la nuova annata del suo vino La Massa. Un tocco di Bordeaux in terra toscana firmato Giampaolo Motta.

Le scelte viticole ed enologiche messe in atto rompono gli schemi tradizionali toscani, lasciando che i vini esprimono la forza interpretativa dei suoli, vero simbolo della ricchezza del luogo.

La Massa è il primo vino prodotto, rappresenta la decisa identità di un territorio aspro come quello di Panzano in Chianti, allo stesso tempo elegantemente vestita dalla personalità enologica del suo artefice. Qui il Sangiovese dialoga con Cabernet Sauvignon e Merlot.

Poi Carla 6, dedicato alla figlia Carla e all’appezzamento numero 6: Sangiovese in purezza, è il tributo a un vitigno che incarna la terra toscana.

Giorgio Primo, in memoria del nonno, un taglio bordolese di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot è l’essenza della tenuta e rappresenta la sintesi di un lavoro di perfezionamento continuo e puntiglioso, sia nelle tecniche viticole sia in quelle enologiche.

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