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“Bolo Beve Bene”: Doc e Docg Colli Bolognesi lanciano la campagna per bere local

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Bere consapevolmente significa valorizzare la zona d’origine delle etichette che si acquistano, con un occhio di riguardo al territorio senza trascurare la qualità e la tracciabilità del prodotto finale. È proprio su questi aspetti che ha posto l’accento la campagna “Bolo Beve Bene” promossa dal Consorzio Vini Colli Bolognesi con il contributo del Masaf, ai sensi del decreto direttoriale n. 553922 del 28 ottobre 2022.

“Bolo Beve Bene”: promossa dal Consorzio Vini Colli Bolognesi Doc e Docg lanciano la campagna per bere Local

Il progetto è nato con l’obiettivo di dare voce ai produttori vinicoli che sulle pendici a sud di Bologna si impegnano ogni giorno per proteggere la viticoltura di collina, sfidando i cambiamenti climatici e intrecciando tradizione antica e sperimentazione. Doc e Docg Colli Bolognesi, dunque, si fanno sempre più promotrici di una maggiore consapevolezza nelle scelte e invitando i wine lover a riflettere sull’importanza di bere local.

“Con la campagna Bolo Beve Bene”, spiega Antonio Capelli, Presidente del Consorzio Vini Colli Bolognesi, “abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro, sottolineando come la certificazione alla base dei vini Doc e Docg sia un criterio fondamentale per guidare il consumatore nella scelta di un vino.

In queste etichette, infatti, il processo di coltivazione e vinificazione è regolamentato da criteri precisi, con verifiche attraverso analisi organolettiche e sensoriali in ogni fase della produzione. Questo è sicuramente un aspetto che non si può trascurare quando ci si trova a selezionare un vino in enoteca, al ristorante o al supermercato”.

Le denominazioni dei vini dei Colli Bolognesi al centro della campagna “Bolo Beve Bene”

Il messaggio della campagna “Bolo Beve Bene” è stato veicolato mantenendo un focus geografico nell’area circostante il capoluogo emiliano, attraverso un insieme di strumenti utili a far comprendere al consumatore l’importanza della qualità certificata e della tracciabilità, valori alla base delle due denominazioni tutelate dal Consorzio, ovvero la Docg Colli Bolognesi Pignoletto e la Doc Colli Bolognesi.

Le produzioni che riportano in etichetta la Doc e la Docg, infatti, rispettano normative definite da specifici disciplinari che non solo evidenziano precise zone geografiche di produzione, ma stabiliscono anche le condizioni da soddisfare.

Dalle analisi chimiche ed organolettiche, ai quantitativi di uva che si possono ottenere, così come il titolo alcolometrico naturale minimo, nel disciplinare si trovano riportati tutti i parametri specifici in cui è necessario rientrare per ottenere la certificazione.

All’areale di Bologna appartengono due differenti denominazioni: la prima è la Denominazione di Origine Controllata e Garantita Colli Bolognesi Pignoletto, che prende vita dal Grechetto gentile, vitigno localmente conosciuto anche con il nome tradizionale di Alionzina.

La seconda è invece la Denominazione di Origine Controllata Colli Bolognesi che ha al suo interno sia vitigni internazionali, quali il Cabernet Sauvignon (base del Rosso Bologna) e Sauvignon (base del Bianco Bologna), che vitigni autoctoni come la Barbera. Queste varietà vengono coltivate nel territorio dei Colli Bolognesi per dare vita a vini che oggi sono conosciuti in tutto il mondo.

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