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Schiava: dall’Alto Adige tre vini dell’autoctono perfetto per l’estate

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La Schiava è senza alcun dubbio il vino rosso più rappresentativo dell’Alto Adige, quello che ha raccontato, e tutt’oggi racconta, la storia e l’antica tradizione vinicola di questa terra. Se oggi siamo abituati a considerare l’Alto Adige come una regione di grandi vini bianchi, che prontamente tornano sulle nostre tavole durante l’estate, questa situazione in realtà è frutto di una rivoluzione abbastanza recente.

La Schiava è senza alcun dubbio il vino rosso più rappresentativo dell’Alto Adige. Ecco tre etichette da provare quest’estate

Fino al secondo dopoguerra, l’Alto Adige era il regno indiscusso della Schiava, un’uva a bacca rossa, coltivata in grande quantità per produrre vino sfuso da consumare sul territorio e vendere in Svizzera e nei paesi del Nord Europa. Col passare dei decenni, la situazione è cambiata profondamente e la regione ha intrapreso una via diversa, verso la produzione di vini diversi, privilegiando le famose varietà internazionali sia a bacca bianca che rossa.

Ma, nonostante ciò, la Schiava in Alto Adige gioca ancora un ruolo molto importante nell’ambito del panorama del vino altoatesino e ancora oggi continua a sedurre e incuriosire esperti e appassionati.

Schiava: tre etichette perfette per l’estate, alla scoperta dell’uva storica dell’Alto Adige

Rosso, schietto, senza fronzoli, povero di tannini e di grande bevibilità. Questo è il vino Schiava e la sua anima semplice e diretta è proprio ciò che conquista il cuore e il palato.

Versatile e di bassa acidità, tra frutto e morbidezza, è certamente il vino da provare e portare in tavola quest’estate, sdoganando ancora una volta quel protagonismo esclusivo ed ormai stanco dei vini bianchi.

Ecco, dunque, tre etichette da provare quest’estate per assaporare un vitigno autoctono figlio dello splendido territorio altoatesino.

  • Tramin Schiava “Hexenbichler” Alto Adige Doc

Sono 160 le famiglie che cooperano nel progetto vitivinicolo della cantina sociale Tramin a Termeno. Tutte unite nel progetto di rappresentare e produrre vini di grande impronta territoriale e stilistica, proprio come la Schiava Hexenbichler, che vi proponiamo di provare per questa calda stagione.

La parola d’ordine di questa Schiava è senza alcun dubbio leggerezza. Un vino dal carattere fruttato di grande beva, talmente schietto e sincero da essere un perfetto vino da compagnia.

La Schiava “Hexenbichler” Alto Adige Doc di Tramin si presenta di un colore rosso granato scarico. Al naso si propone fruttato e floreale, con note di frutti di bosco rossi e mandorle amare. Al sorso è fresco, diretto e di grande piacevolezza. Rinfrescata per qualche minuto in glacette, sarà una compagna perfetta per ogni pranzo o cena della stagione estiva.

La Schiava è senza alcun dubbio il vino rosso più rappresentativo dell’Alto Adige. Ecco tre etichette da provare quest’estate.
  • Castel Sallegg Schiava “Bischofsleiten” Alto Adige Lago di Caldaro Doc

Castel Sallegg è una storica realtà vitivinicola situata a Caldaro, a conduzione familiare che si basa da sempre basa la produzione dei suoi vini sulla passione, la tradizione, il terroir e la sostenibilità. Ed è grazie a questi punti cardine che prendono forma vini capaci di conquistare il cuore e il palato di appassionati ed esperti.

La Schiava “Bischofsleiten” Alto Adige Lago di Caldaro Doc di Castel Sallegg si presenta di un colore rosso rubino leggero con riflessi porpora. Al naso si presenta intenso con note di frutti rossi croccanti, fiori e spezie. Il sorso è delicato e bilanciato grazie ad un’acidità moderata e ai tannini finissimi. Persistente e fresco è perfetto per giocare con abbinamenti sia di carne che di pesce.

La Schiava è senza alcun dubbio il vino rosso più rappresentativo dell’Alto Adige. Ecco tre etichette da provare quest’estate.
  • Elena Walch Kalterersee Classico Superiore “Per SéAlto Adige Doc

Dalla storica cantina dell’Alto Adige Elena Walch, oggi guidata dalla quinta generazione della famiglia, vengono prodotti vini di territorio, concetto e stile inconfondibili proprio come la Schiava “Per Sé”.

Il Kalterersee Classico Superiore “Per Sé” di Elena Walch si presenta di un rosso rubino dai riflessi brillanti e intensi. Al naso presenta un bouquet di profumi ampio e intenso. Note di frutti rossi, lampone, ribes, petali di violetta e note di pepe bianco. In bocca è vivace e succoso con buona freschezza e persistenza sul finale. Una Schiava dal gusto autentico e territoriale perfetta per ogni occasione ed ogni stagione.

La Schiava è senza alcun dubbio il vino rosso più rappresentativo dell’Alto Adige. Ecco tre etichette da provare quest’estate.
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