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Imt su DM etichettatura: “Nome vitigni in etichetta atto di trasparenza, no a eccezioni”

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Il vino delle Marche batte un colpo in merito alla querelle Montepulciano scatenata dal vicino Abruzzo e interviene sul tema del DM etichettatura, che rischia di infiammare un già caldo agosto. “Il Testo unico del vino prevede l’inserimento in etichetta, con la dovuta regolamentazione, del nome del vitigno utilizzato”, afferma l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) in relazione alla discussione sull’utilizzo del nome dei vitigni in etichetta (articolo 44, comma 6) e relativo decreto attuativo del ministero dell’Agricoltura. “Riteniamo perciò, al pari delle principali organizzazioni del vino sia in ambito nazionale che comunitario, che le corrette informazioni in etichetta rappresentino una garanzia a tutela dei consumatori, e quanto stabilito dal Testo unico per i vini Dop e Igp vada in questa direzione”. Secondo Imt, la norma orizzontale riguarda tutti i vitigni che compongono i blend dei vini a denominazione, compresi molti marchigiani a partire dal Verdicchio, e non ci sarebbe perciò ragione di fare eccezioni.

Il vino delle Marche sul DM etichettatura: Imt dice sì al nome vitigni in etichetta come atto di trasparenza

Il vino delle Marche, dunque, si schiera con una posizione ben chiara sulla querelle relativa al DM etichettatura. E lo fa affermando il principio di eguaglianza, che rischierebbe di essere violato se si proponessero eccezioni, come ipotizzato da un nuovo comma (n. 16, articolo 5) del decreto attuativo già criticato dalla maggioranza delle organizzazioni di filiera. 

“Il mondo del vino, come previsto dal Testo unico, deve ambire alla massima trasparenza nei confronti dei consumatori”, sottolinea una nota di Imt, “anche e soprattutto per un vitigno, il Montepulciano, coltivato in quasi tutte le regioni italiane per un totale di 35 mila ettari, 2 Docg, 36 Doc e 88 Igt”. 

Il vino delle Marche sul DM etichettatura e querelle Montepulciano: Imt dice sì al nome vitigni in etichetta come atto di trasparenza.

“Imt confida che lo schema di decreto, al momento in stallo per queste ragioni, possa confermare – pur con alcuni contenimenti eventualmente concordati – gli obiettivi di tutela e informazione prefissati in merito alle varietà di uva utilizzate per la produzione dei prodotti senza incorrere in sanzioni comminate fino ad oggi”, conclude compatto il vino marchigiano.

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