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Cosa rende diverso il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: in volo con WineCouture sulle colline Patrimonio Unesco

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Fresco, versatile e dalla moderata alcolicità, il Prosecco, icona dell’italianità e del suo stile nel mondo, non è tutto uguale. Si tratta, infatti, di un universo colorato che aggrega tante sfumature a dare forma a un insieme dove spicca quella bollicina che, per geografia e posizionamento, è detta Superiore. È nel territorio collinare in provincia di Treviso, a metà strada tra Venezia e le Dolomiti, che la magia dello spumante più bevuto al mondo si trasforma in mito. Lo fa lungo la dorsale che collega 15 comuni: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto, in rigoroso ordine alfabetico. Con i due a dare il nome alla Denominazione di origine controllata e garantita, Conegliano e Valdobbiadene, a rappresentare l’una la capitale culturale e l’altra il cuore produttivo. Sono queste le colline del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, dal 2019 Patrimonio dell’Umanità come paesaggio culturale dove proprio l’opera dei viticoltori ha contribuito a creare uno scenario unico, si estendono – da Est a Ovest – tra i suoi due paesi simbolo. Ma cosa rende diverso il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg? Ve lo mostriamo portandovi in volo in elicottero con noi sulle colline Patrimonio Unesco.

Conegliano Valdobbiadene, dove il Prosecco è Superiore: in elicottero con WineCouture sulle colline Patrimonio Unesco

È nel versante esposto a Sud delle colline del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg che rigogliosi si sviluppano i vigneti, godendo della migliore esposizione solare. 

Sul versante a Nord, invece, la biodiversità regna sovrana, grazie ai boschi che contribuiscono a garantire quella marcata eterogeneità territoriale che è il punto di forza di un paesaggio in cui natura e uomo convivono a stretto contatto. 

Proprio come vi vogliamo mostrare, portandovi in volo con noi di WineCouture in un viaggio esclusivo in elicottero (e ritorno) che parte dalla Cantina I Magredi di Domanins (Pordenone) e giunge fino alla Valdo Spumanti a Valdobbiadene (Treviso).

Un’occasione unica per comprendere fino in fondo l’unicità del territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, la culla di questa pregiata bollicina, tra Rive, le pendici delle colline più ripide del territorio, 43 cru riconosciuti e censiti, e Cartizze, vero vertice qualitativo e sintesi aurea della Denominazione, 106 ettari di vigneto compreso tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol.

Partendo dai vigneti della pianura friulana potrete osservare come muta la conformazione del paesaggio sulle vocate colline della provincia di Treviso, dove i vigneti sono affiancati dalla biodiversità dei boschi, in un incastro che regala una vista davvero indimenticabile. Ma il segreto delle vocate bollicine del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg non è solo da ricercare in profondità nei suoli e sui pendii.

Cosa rende Superiore il Prosecco

È, infatti, un vero e proprio patrimonio di segreti e tradizioni, tramandati generazione in generazione lungo i secoli dai viticoltori che costellano le colline del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, a perpetuare il “saper fare” di queste terre, dove oltre alla vocazione del territorio e la sua cultura enologica, a risultare decisiva è la passione degli uomini e delle donne che le abitano. 

Su questi scoscesi pendii, infatti, per ogni ettaro di vigneto collinare sono necessarie circa 600 ore di lavoro annue, a differenza delle 150 medie della pianura. E oggi sono oltre 3mila i viticoltori che custodiscono il Conegliano Valdobbiadene. 

Cosa rende diverso il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: viaggio in volo in elicottero sulle colline Patrimonio Unesco.
Ph. Beatrice Pilotto (in copertina, Ph. Arcangelo Piai)

Una viticoltura “eroica”, la loro, fatta di perizia manuale e fatica, che fin dal 1962 è tutelata e promossa dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene, ente nato per disciplinare la produzione e proteggere la qualità e l’immagine di un vino unico, dal 1969 trasformatosi in Doc riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura. 

Una Denominazione poi riorganizzata nel 2009, con l’istituzione della Docg, massimo livello qualitativo italiano, per la zona di Conegliano Valdobbiadene. 

Ed è così che il Prosecco di queste colline così vocate è diventato anche “ufficialmente” Superiore.

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