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Prezzi in rialzo per vino e spirits: i distributori chiedono un passo indietro ai produttori

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Prezzi in rialzo per vino e spirits e i distributori del mondo Horeca alzano la voce. Fra inflazione e stretta creditizia l’economia italiana attraversa una fase delicata, infatti, il potere di acquisto degli italiani è stato messo a dura prova da una serie di aumenti che hanno alimentato una pericolosa spirale inflattiva. Una ridotta capacità a poter aprire il portafoglio che è emersa in tutta la sua criticità nella stagione estiva appena trascorsa, nel corso della quale si sono registrate minori presenze di italiani in vacanza e minor spesa pro-capite nei consumi fuoricasa. Tanto che, segnala Italgrob, Federazione italiana distributori Horeca, che anche questo canale che nel 2022 aveva dato prova di resilienza, nell’ultimo semestre non registra alcuna crescita, se non quella a valori, dovuta unicamente ai consistenti aumenti che negli ultimi 12 mesi sono stati già messi in atto dai produttori. Ed è per questo che la distribuzione domanda alle aziende del vino e degli spirits, ma non solo, un passo indietro nei listini.

Aumenti nei listini per vino e spirits: la contestazione dei distributori Horeca ai nuovi prezzi

“Di fronte a questo scenario, e ancor più in questa fase con alle porte un periodo di grande incertezza per l’economia del Paese troviamo sconcertante apprendere che alcune fra le più importanti industrie di beverage hanno rimesso mano ai listini e sono pronte nuovamente e per l’ennesima volta a scaricare nella filiera del fuoricasa altri consistenti aumenti che dovrebbero essere compresi in un forbice fra il 4 e il 6%”, denuncia Antonio Portaccio, presidente Italgrob, Federazione italiana distributori Horeca . “Aumenti inaccettabili, inopportuni e deleteri”.

Prezzi in rialzo per vino e spirits: i distributori chiedono un passo indietro ai produttori davanti a un nuovo aumento dei listini Horeca.

Le motivazioni alla base di questi aumenti sarebbero i picchi relativi agli incrementi e alla mancanza delle materie prime causati dalla guerra tra Russia e Ucraina. Ma Italgrob risponde che queste dinamiche sarebbe già state ampiamente assorbite con un rientro nella normalità e non possono essere additate a causa di una revisione dei listini. 

“Ci troviamo pertanto di fronte ad aumenti calati dall’alto senza tener conto delle già gravi criticità legate all’inflazione”, prosegue Portaccio. “Come se i consumi fuoricasa degli italiani fossero inscalfibili, come se il canale Horeca e chi opera al suo interno potesse assorbire tout-court, senza conseguenza ogni presunta necessità che parte a monte dai produttori”. 

Aumenti, di conseguenza, denunciati come unilaterali, che mettono evidentemente in gravissima difficoltà anche la distribuzione Horeca costretta a sua volta a rivedere i già risicati margini operativi per non compromettere i volumi di vendita a valle. 

Operazione questa ancora più gravosa specie quando gli aumenti in oggetto non vengono imposti con la stessa tempestività nel canale dei consumi domestici, provocando in tal modo evidenti conflitti di intercanalità, le cui pesanti conseguenze affliggono unicamente la categoria dei distributori Horeca. 

“Chiediamo vivamente ai produttori”, conclude Portaccio, “di rivedere queste maldestre politiche commerciali basate unicamente sulla leva del prezzo che non tengono conto delle reali condizioni di mercato e inevitabilmente condizionano e minano i rapporti di partnership con i distributori beverage, una collaborazione che invece deve essere valorizzata con strategie e iniziative condivise e finalizzate ad una crescita comune, sana ed equa”.

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