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Champagne “all’italiana”: De Vilmont e la bollicina francese secondo Serena Wines 1881

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Lo Champagne ha anche un volto italiano. Sempre più, infatti, l’eccellenza in bottiglia di Reims e dintorni parla la nostra lingua. Ne è un fulgido esempio l’elegante Champagne De Vilmont, oggi tra i brand di punta di Serena Wines 1881. Le colline di Conegliano, infatti, non sono mai state così vicine alla Francia: o, meglio sarebbe dire, ai dolci pendii dell’Aoc Rilly la Montagne, al cuore della Champagne. 

La storia dello Champagne “all’italiana” di Serena Wines 1881

Il progetto nasce nel 2007, quando per volontà dello zio di Luca Serena, Gerardo, grande estimatore delle più prestigiose bollicine transalpine, la famiglia veneta decide d’investire nell’Appellation d’Origine Contrôlée Rilly la Montagne, ampliando così il proprio portfolio. Un marchio dedicato che affonda le radici in un’area vocata, come testimonia il fatto che a esservi prodotto è storicamente lo Champagne che celebra il nobile marchese di San Crevés, François Alphonse Donatien De Vilmont, vissuto a fine 1700. 

Champagne “all’italiana”: De Vilmont e la bollicina francese secondo Serena Wines 1881. De Vilmont brut Grande Réserve Premier Cru Italia

Leggenda narra che l’ex ufficiale della Guardia Reale di Luigi XVI, passato nel 1792 tra le file del neonato esercito rivoluzionario, dopo aver conseguito un’importante vittoria militare contro le armate austro-prussiane a Valmy, festeggiò con gli ussari francesi sul campo di battaglia sciabolando una bottiglia di Champagne. 

Oggi, la famiglia Serena dimostra lo stesso coraggio, portando avanti fieramente il testimone di una lunga tradizione, dando vita a cuvée e millesimati di alta qualità, proprio a marchio De Vilmont, da uve provenienti dalla zona Premier Cru Aoc Rilly La Montagne, a poca distanza da Reims. 

Ci si trova in un’area collinare con esposizione delle vigne prevalentemente a Sud, accarezzata da un clima continentale, segnato da una temperatura media annuale intorno ai 10,5°C, che favorisce una maturazione lenta degli acini e regala, insieme a un suolo particolarmente ricco per via della presenza di Calcare, Gesso e Marna, tratti di freschezza e vivacità alla bollicina che tra i suoi filari prende forma. Uno Champagne che ha proprio nel Belpaese il suo primo mercato di destinazione, non tradendo le origini del nome dietro al marchio. 

Oggi, infatti, l’Italia assorbe il 70% dei volumi totali venduti, cioè 35mila bottiglie su 50mila complessive commercializzate ogni anno. Ma gli orizzonti di De Vilmont lo conducono davvero in ogni angolo del globo, spaziando, nelle sue destinazioni principe, da Austria, Russia e Santa Lucia nelle Antille Inglesi, con circa 2mila bottiglie cadauna, Germania, circa 1.500 bottiglie, Svezia, Repubblica Ceca e Polonia, attorno alle 1.000 bottiglie ciascuna.

Dopo proprio la Svezia, che rappresenta il mercato di più recente apertura grazie alla riconquista della catena Elite Hotels e dei suoi bistrot Bishop, l’azienda italiana si sta muovendo ora verso l’America, dove sta lavorando alla realizzazione di un progetto da circa 8mila bottiglie l’anno. 

Champagne “all’italiana”: De Vilmont e la bollicina francese secondo Serena Wines 1881. De Vilmont  e il brut Grande Réserve Premier Cru
Luca Serena

“L’obiettivo in Italia è continuare a servire Signorvino, sia per la visibilità sia per il prestigio di far parte del loro assortimento accanto ai migliori Champagne delle piccole Maison”, esordisce Luca Serena di Serena Wines. Negli ultimi anni, a partire dal Covid, il bilancio del brand è sempre stato positivo. “Siamo passati da 30mila bottiglie nel 2020 a 40mila nel 2021, per arrivare a 50mila nel 2022”, prosegue. 

“Ora che abbiamo raggiunto questo importante traguardo, che era l’obiettivo dell’azienda quando abbiamo acquisito il marchio De Vilmont nel 2006, credo che sia fondamentale impegnarci al massimo per consolidarlo”. 

De Vilmont e il suo Brut Grande Réserve Premier Cru

Per la famiglia Serena, da sempre Champagne significa qualità: dunque, un prodotto e un marchio di primo livello che, pur ad un prezzo concorrenziale, si rivolga esclusivamente all’Horeca e, al tempo stesso, innalzi il percepito di tutti gli spumanti a metodo Charmat prodotti e commercializzati dalla realtà con sede a Conegliano. 

“Per questo”, chiosa Luca Serena, “siamo pronti ad investire in Pos e materiale dedicato per i locali italiani che decideranno di diventare ambassador del marchio De Vilmont, mentre all’estero puntiamo ad un’ulteriore e graduale crescita in tutti quei mercati che siano in grado di apprezzare e fare spazio alla qualità e al pregio di uno Champagne di matrice italiana”. 

Fiore all’occhiello della gamma De Vilmont è il Brut Grande Réserve Premier Cru. La sua elegante complessità inizia dall’assemblage: 50% Chardonnay, 25% Pinot Noir e 25% Meunier. I profumi, la freschezza, la verticalità e la buona struttura sono poi raggiunti dopo il periodo minimo di 36 mesi sui lieviti. Cristallino, dal colore dorato con riflessi ramati, si distingue per il perlage fine e vivace e per un bouquet armonico e complesso. Fine e delicato, è ben strutturato, in un giusto intreccio tra acidità e morbidezza, lasciando una sensazione finale rotonda ed equilibrata. 

Uno Champagne perfetto per la tavola tricolore: sia in aperitivo sia con antipasti, come crostini di pâté al fegato, tartare di salmone o formaggi, ma anche abbinato a portate principali come ravioli di ricotta e piatti elaborati, spaziando da pesce a carni.                    

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