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Come è andata il Merano WineFestival 2023

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Una virata per tutto il settore: è quella impostata dal Merano WineFestival 2023. A partire dall’attenzione sempre maggiore verso gli operatori per i quali la manifestazione, annunciano gli organizzatori, sarà sempre più disegnata. 6.500 presenze totali, un numero contenuto e fortemente voluto dal patron Helmuth Köcher a conferma del suo obiettivo di rendere sempre più fruibili gli spazi per i visitatori e operatori del settore. E, poi, un nuovo termine “Sosteconomicità”, coniato da The WineHunter per indicare il contenitore all’interno del quale i parametri della “sostenibilità” devono essere declinati. “Il concetto prezioso di sostenibilità deve essere collocato all’interno di un contesto più ampio dove chi produce rispetta la terra in ogni settore della filiera e allo stesso tempo, non rinunciando a fare impresa, immagina in questi termini il futuro della sua azienda”, la sintesi di Köcher per definire quello che ci attende. Ecco come è andata per The WineHunter l’edizione numero 32 della kermesse altoatesina.

6.500 presenze nelle cinque giornate della manifestazione

Giro di boa, dunque, per Merano WineFestival che con l’edizione 32, ideata da Helmuth Köcher nel 1992 e andata in scena dal 3 al 7 novembre, fa un salto nel futuro dell’enogastronomia e della viticoltura, lanciando con una metafora un messaggio chiaro alle nuove generazioni. “Quando si parla della Terra che ci ospita, compito dell’ospite è quello di rispettare l’oste capace di mettergli a disposizione così tanta ricchezza e così tanta varietà”, esordisce Köcher tirando il proprio personale bilancio su come è andato Merano WineFestival 2023.   

Come è andata il Merano WineFestival 2023: i premi The WineHunter Award e 6.500 presenze per la manifestazione di Helmuth Köcher.

Tanti gli eventi che hanno caratterizzato la manifestazione. A partire dai dibattiti nella cornice dei Summit “Respiro e Grido della Terra”, passando per i vari workshop con la partecipazione di importanti stakeholder i quali da anni scelgono il salotto di Merano per ragionare su quale sarà il futuro della viticoltura in un contesto geopolitico e ambientale in rapida evoluzione. 

Come di consueto Merano WineFestival 2023 è stata, inoltre, occasione perfetta per l’assegnazione di importanti riconoscimenti nel settore enogastronomico come i The WineHunter Award Platinum, il Premio Nel Segno di Zierock assegnato a Silvano Clementi, il Premio Godio conferito a Martino Longo e il concorso Emergente Sala che ha nominato i quattro finalisti che parteciperanno alla fase conclusiva di EmergenteSala in programma a metà maggio 2024 alla Villa Reale di Monza: Gianluca Grossi di Glam a Venezia, Andrea D’Alonzo di Il Fenicottero Rosa Gourmet all’interno di Villa Abbondanzi a Faenza (Ra), Alessandro Scarsi di Trattoria Contemporanea a Lomazzo (Co), Alessia Rivano di Hostaria Ducale a Genova. 

The WineHunter Award: i premi al Merano WineFestival 2023

Anche in questa edizione la sezione “The Festival” è stata dedicata alle menzioni speciali del The WineHunter Helmuth Köcher che quest’anno ha deciso di andare oltre. Infatti, accanto alla menzione Platinum – per quei prodotti che nel 2023 hanno raggiunto un punteggio superiore a 95/100 – e a Next Platinum – dove sono racchiuse le promesse del futuro già insignite del The WineHunter Award Gold nelle diverse categorie – il patron del Festival ha voluto presentare anche due nuove menzioni: Iconic è la menzione speciale attribuita a quei vini che rappresentano un riferimento di eccellenza nazionale ed internazionale per un territorio, sono già stati insigniti del The WineHunter Award Gold, risultano già presenti sul mercato da almeno 25 anni e, infine, vengono prodotti da aziende storiche con almeno 50 anni di attività. 

Come è andata il Merano WineFestival 2023: i premi The WineHunter Award e 6.500 presenze per la manifestazione di Helmuth Köcher.

Unique, invece, è la menzione che certifica i prodotti già riconosciuti dal The WineHunter Award Gold, considerati unici per tipologia di vinificazione e/o affinamento, così come per vitigno oppure per condizioni pedo-climatiche estreme se non eroiche. 

Inoltre, Helmuth Köcher assieme al giornalista e membro The WineHunter della commissione di assaggio Andrea Radic ha pensato di riconoscere quest’anno il lavoro delle aziende inserendo in questa edizione cinque premi assegnati alle persone che si sono contraddistinte per gli elementi di Genialità, Famiglia, Innovazione, Conquista e Territorio assegnati rispettivamente a Dott. Camillo Zulli, Bio Cantina Orsogna, Cantina Colosi, Emanuele Kottakhs di UnderWaterWines, Maurizio Zanella, Fondatore di Ca’ Del Bosco e Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. 

Gli highlights della rassegna

Tra i tanti momenti indimenticabili del Merano WineFestival 2023, sicuramente l’apertura con la rassegna bio&dynamica con i vini biologici, biodinamici, naturali, orange, Piwi e da agricoltura integrata sui quali Helmuth Köcher è un vero e proprio precursore e che, sempre più, si stanno ritagliando uno spazio importante nel contesto del festival, in particolare, anche per la capacità che questi prodotti hanno di esprimere la genuinità dei territori. Quest’anno Merano WineFestival ha visto in esposizione ben 160 produttori e più di 300 etichette bio&dynamica. 

Una partenza con la gettonatissima Masterclass firmata dall’enologo Luca D’Attoma a tema la territorialità. Quindi, il Mercato della Terra, a cura di Slow Food Alto Adige, è stato intitolato ad Agitu Ideo Gudeta, la pastora di origini etiopi ma trentina d’adozione freddata da un suo collaboratore. Una intitolazione alla quale ha partecipato Barbara Nappini, presidente nazionale di Slow Food. 

Nella sala grande del Kurhaus, la serata di Gala alla quale sono state invitate 450 persone, ha visto la presenza di tanti ospiti importanti che hanno potuto assaggiare il “Freedom Blend 2014”, ovvero un grande vino della Pace dal valore simbolico perché prodotto con vitigni provenienti dall’Ucraina, dalla Moldavia e Georgia. 

Sempre molto apprezzati gli showcooking, tra alcuni gli chef Antonio Tubelli, Umberto Mazza, Sara Preceruti e Umberto De Martino, nei due veri e propri palcoscenici di Campania Felix e Abruzzo Sostenibile che hanno accompagnato tutto il festival presentando il meglio di queste due regioni capaci di tradurre nel piatto e nel bicchiere il concetto di territorialità enogastronomica. 

Come è andata il Merano WineFestival 2023: i premi The WineHunter Award e 6.500 presenze per la manifestazione di Helmuth Köcher.

Iconici i due eventi nel Castello Principesco dove è stata proposta una verticale 2006, 2016 e 2019 di Masseto la cui storia è stata raccontata direttamente dal Marchese Lorenzo Frescobaldi. Quindi, le “Vite parallele del Tignanello e del Sassicaia” nelle annate 1990, 2008 e 2018 sono state presentate da Oscar Farinetti alla presenza della Marchesa Albiera Antinori e della Principessa Priscilla Incisa della Rocchetta. 

Spettacolare la sciabolata di 32 Magnum sulla passerella Lenoir alla quale hanno partecipato le istituzioni, partner della manifestazione e giornalisti. 

Tra i tanti appuntamenti fuori festival, la presentazione presso Cantina Merano – Marlengo della Guida Osterie d’Italia 2014 by Sloow Food. Inoltre, l’importanza della cultura del calice per esaltare l’unicità di ogni singolo vino” organizzato in collaborazione con Italesse, oltre alla Masterclass Georgia con i “Vini Qvevri – I vini in anfora” e la Masterclass di Cobo Winery “Eccellenze dall’Albania” guidata dal wine critic Luca Gardini. La presentazione dei due libri “Terradivina” di Riccardo Corazza e di “Intrepide, Storie di donne, vino e libertà” di Laura Donadoni. E nella giornata conclusiva, il classico con l’appuntamento riservato agli amanti dello champagne Catwalk Champagne&More con la partecipazione di Florence Guyot con il “Teatro di Marguerite Guyot” che ha chiuso così il festival e dato appuntamento al prossimo anno dall’8 al 12 novembre.

Tutti i numeri di Merano WineFestival 2023

6.500 presenze totali nelle cinque giornate del festival ideato da The WineHunter Helmuth Köcher, più di 600 espositori presenti tra Wine, Food – Spirits – Beer, 1.500 vini in degustazione, 350 etichette nella The Winehunter Area, 35 le bottiglie sciabolate, 1.750 WineHunter Awards, oltre 50 eventi tra i quali 26 Masterclass, 6 talk al Summit “Respiro e Grido della Terra”, 2 presentazioni di libri, oltre a 19 chef ospiti e 2500 piatti preparati in shoowcooking e special dinner. Dimensione sempre più internazionale della manifestazione anche grazie a 120 buyer arrivati dall’estero.

Per Schenk Italia, buona la prima

All’indomani della chiusura del Merano WineFestival 2023, Schenk Italia, azienda di Ora (Bz) che ha partecipato alla kermesse per la prima volta nella sua storia, traccia un bilancio dell’esperienza vissuta:

“È stata una manifestazione molto utile e interessante perché ci ha permesso di far conoscere in modo ancora più profondo i vini italiani e stranieri prodotti dalla Schenk Family al territorio del Trentino-Alto Adige, sul quale stiamo investendo in modo significativo”, il commento di Daniele Simoni, amministratore delegato di Schenk Italia. 

“Il Festival ci ha consentito di consolidare e ampliare i rapporti con i grossisti già visitati dalla nostra rete commerciale e ci ha messo direttamente a contatto anche con i consumatori finali, target molto importante per la nostra realtà”.

“La maggior parte dei visitatori che abbiamo incontrato è arrivata dal Nord e dal centro Italia con in testa il Trentino-Alto Adige, seguito dal Veneto, la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna.  Sono pressoché mancati, invece, i visitatori stranieri”.

In merito alla posizione degli otto tavoli della Schenk Family nel padiglione esterno a quello centrale, Simoni aggiunge: 

“Questa dislocazione ci ha permesso di avere un rapporto più prossimo e rilassato con il pubblico, dandoci la possibilità di approfondire la nostra offerta e spiegare la nostra filosofia aziendale, che si fonda sulla ricerca continua dell’innovazione e sui grandi investimenti in tema di sostenibilità. Ciò che mi ha davvero sorpreso è stato anche l’entusiasmo, la passione e il desiderio di partecipare da parte di tutto il team Schenk Italia, segno tangibile della solidità e dell’affiatamento di un gruppo di persone che non solo lavora insieme ma lavora per un obiettivo comune: essere fieri di produrre vini di qualità”.

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