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Tutti i vini italiani da assaggiare nel 2023 secondo gli esperti di Wine Spectator

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C’è stata tanta Italia nella Top 100 2023 di Wine Spectator. L’annuale classifica che ha visto quest’anno trionfare proprio un rappresentante del vino tricolore, il Brunello di Montalcino Argiano 2018, ha visto il Belpaese non soltanto premiato con tre etichette tra i 10 migliori vini al mondo, con la quinta piazza occupata dal Taurasi Radici Riserva 2016 di Mastroberardino e il settimo posto del Chianti Classico Marchese Antinori Riserva 2020 di Antinori, ma più in generale comporre quasi un quarto della selezione, con 23 scelte sul totale. A brillare, nei giudizi provenienti dagli Usa sui più di 9.200 vini esaminati, di cui 5.819 hanno ricevuto un punteggio pari o superiore a 90 punti, sono stati Piemonte e Toscana. E se è di Mionetto l’unica bollicina italiana in classifica, coni il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Luxury Collection, tanti sono i protagonisti del vino tricolore ad aver brillato. Ecco allora quali sono tutte le etichette su cui puntare secondo gli esperti americani.

Top 100 2023 di Wine Spectator: l’Italia brilla anche con gli outsider

Nel nostro racconto della Top 100 2023 di Wine Spectator non proseguiremo per posizione in classifica ma cercheremo di valutare le singole presenze. Iniziando da quelli che a ragione possono essere definiti gli outsider del vino italiano che hanno strappato le luci della ribalta andando a conquistarsi un posto in graduatoria. A iniziare da un fiero rappresentante del Molise, con il Tintilia del Molise Colle Cervino 2019 Catabbo. Ma il Sud Italia ha saputo brillare anche con il Nero d’Avola Sicilia 2020 Morgante. I due volti in bianco che hanno saputo farsi largo in un mare di rossi sono, invece, stati il Verdicchio di Matelica 2021 Bisci e il Kerner Alto Adige Valle Isarco 2022 Abbazia di Novacella. Poi spazio a Piemonte e Toscana, con la sola eccezione dettata da un grande classico tra le eccellenze d’Italia e di Lombardia, con il Valtellina Superiore Inferno Ca’ Guicciardi 2019 Nino Negri.

G.D. Vajra diventa l’azienda di Barolo più premiata nel successo del Piemonte del vino

Si parte dal Piemonte, dove a brillare in primis è stato il Barolo Bricco delle Viole 2019 G.D. Vajra: “Un Barolo succoso, con un’acidità vibrante e un profilo versatile che emana aromi e sapori di ciliegia, lampone, fieno falciato, minerali ed eucalipto. Teso e persistente, presenta un eccellente potenziale. Da bersi preferibilmente dal 2027 al 2048”, così è stato descritto.

Da segnalare come per la realtà vitivinicola nel cuore delle Langhe, condotta da Aldo e Milena Vaira con i figli Giuseppe, Francesca e Isidoro, questa sia la terza affermazione, che l’ha portata a essere l’azienda di Barolo più premiata degli ultimi 10 anni. Wine Spectator ha infatti incluso nella sua Top 100 G.D. Vajra anche nel 2016, sempre con il Barolo Bricco delle Viole, e nel 2019, con il Barolo Albe.

“L’ingresso nella Top 100 di Wine Spectator per la terza volta in un decennio è per noi un grande onore”, spiega Giuseppe Vaira. “Il Barolo Bricco delle Viole è il vino che da sempre ha guidato lo stile e la filosofia produttiva della nostra azienda, insegnandoci l’eleganza e la pazienza”.

I migliori vini italiani al mondo per gli esperti Usa: quali sono le etichette su cui puntare Top 100 2023 di Wine Spectator.
La famiglia Vajra

Ma attenzione, non è solo la sua espressione più nobile e conosciuta, ma il Piemonte in tante delle sue più note sfumature ad aver conquistato il palato dei giudici statunitensi. Nella Top 100 2023 di Wine Spectator si annoverano anche la Barbera d’Asti Lavignone 2021 Pico Maccario, il Barbaresco 2019 Giuseppe Cortese, la Barbera d’Asti Battaglione 2021 Ratti e la Nizza Cipressi 2019 Michele Chiarlo.

Il settebello del Chianti Classico e il Rosso di Montalcino è da Top 100 grazie a Marilisa Allegrini

È la Toscana, però, ad aver conquistato più presenze in graduatoria tra i produttori italiani. Gallo Nero in grande spolvero dietro al settimo posto di Antinori, con le ottime performance del Chianti Classico Gran Selezione 2019 Castello di Bossi, del Chianti Classico 2020 Castello di Querceto, del Chianti Classico Riserva 2020 Tenuta di Arceno, del Chianti Classico 2021 Poggerino e del Chianti Classico Storia di Famiglia 2021 Cecchi.

Da evidenziare, in questo gruppo, l’affermazione del Chianti Classico Berardenga Riserva 2020 Fattoria di Fèlsina, che a pochi giorni di distanza bissa la riconferma per OperaWine – 100 Finest Italian Wines 2024, così definito dagli esperti Usa: “Un rosso di grande corpo, presenta al primo impatto sentori di menta, lavanda e rosmarino selvatico. Prosegue con aromi di ciliegia, lampone, sottobosco, arancia amara e tabacco, che si intrecciano a una texture compatta che porta a un lungo finale. Impressionante ora, ma ancora migliore tra tre o cinque anni”.

A completare la pattuglia, il Nobile di Montepulciano 2019 Dei Vino e il Toscana Cepparello 2020 Isole & Olena, ma soprattutto il Rosso di Montalcino 2020 Poggio San Polo, con una delle due tenute in Toscana della famiglia di Lady Amarone che si aggiudica l’ingresso nella prestigiosa graduatoria.

“Questo rosso agile ed elegante è caratterizzato all’inizio da un’esplosione di aromi e sapori di lampone. Mette in mostra dettagli di ferro e terra mentre si rassoda, prima di allungarsi in un finale persistente. Da bere ora fino al 2027”: così è descritta un’interpretazione di Sangiovese spesso messa in ombra dal più quotato Brunello, ma altrettanto capace di rappresentare ed esprimere il grande terroir di San Polo.

Non deve stupire, in quanto il rispetto e la valorizzazione del vino è per Marilisa Allegrini un mantra da sempre come dimostra, proprio a San Polo, il meticoloso processo di parcellizzazione dei vigneti – dove a essere tenuti in conto sono età delle piante, tipologia di terreno, grado di esposizione al sole – che ha permesso e tuttora garantisce di rispettare e valorizzare le peculiarità e l’unicità di ogni appezzamento sui 16 ettari del vigneto.

I migliori vini italiani al mondo per gli esperti Usa: quali sono le etichette su cui puntare Top 100 2023 di Wine Spectator.
Marilisa Allegrini
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