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WineCouture, anno quattro, numero 11/12: Rosso vince

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Ultimo numero dell’anno per WineCouture, dopo un 2023 davvero inteso che ha portato il nostro sistema editoriale a crescere ancora e a raccontare tante nuove entusiasmanti storie di vino. Quelle che troverete, numerose più che mai, anche in questa uscita dedicata ai grandi vini rossi. Un dossier davvero ricco, dove abbiamo voluto tastare il polso a una categoria che non conosce crisi, andando in controtendenza con un mercato che nel corso degli ultimi mesi ha vissuto diversi saliscendi. Dopo due numeri in cui le bollicine l’hanno fatta da padrone, prima con le migliori interpretazioni e poi con lo speciale dedicato al boom dello Champagne, sono tanti racconti in rosso che caratterizzano il nostro magazine cartaceo (numero 11/12-2023) dedicato al mondo Horeca.

Il racconto dei grandi rossi nella nuova uscita di WineCouture

Ad aprire il numero, però, in primo piano è una chiacchierata in libertà con Filippo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines, con cui abbiamo fatto un punto sui suoi primi due anni alla guida dell’azienda trevigiana e che ci conferma come sì, quello del vino può (anche) essere un mondo per giovani.

Poi, il via al nostro dossier, con i grandi vini italiani che sono sempre più protagonisti nelle aste online, come dimostrando i trend iDealwine, con cui scattiamo una fotografia sullo stato dell’arte del mondo dei fine wines in rosso tricolori.

Parola poi alla distribuzione. Con Corrado Mapelli, direttore generale Gruppo Meregalli, analizziamo un mercato sempre più oggi alla ricerca di solide certezze e che si rivolge ai grandi nomi per investimento ma non solo.

Il secondo intervento è di Massimo Sagna, presidente Sagna S.p.A., che spiega il suo approccio e la sua filosofia in tema di grandi rossi, presentando anche alcune delle etichette simbolo di un catalogo che vanta un gran numero di leggende iconiche e vede al centro le aziende familiari.

È, invece, Alessandro Sarzi Amadè, titolare con la sorella Claudia e il padre Nicola di Sarzi Amadè, a introdurre una selezione di uno storico portfolio quando si parla di fine wines in rosso, soprattutto provenienti dalla Francia.

Si ritorna, poi, in Italia, per raccontare la storia de La Poja e l’unicità della Corvina, pioneristica sfumatura di Valpolicella Classica entrata nel mito grazie alla famiglia Allegrini.

Parlando longevità di un’intuizione: quella di Angela Velenosi, con Roggio del Filare alla prova del tempo, in una verticale tra le annate simbolo dei primi 30 anni dell’etichetta.

Si ritorna in Veneto, sempre in Valpolicella Classica, per introdurre il concetto dell’importanza del senso del luogo di un vino, con l’esordio per La Fabriseria 2016, l’Amarone Classico più raro della famiglia Tedeschi.

Direzione, poi, Friuli-Venezia Giulia: prima sono i Colli Orientali, a Spessa di Cividale, dove Annalisa Zorzettig porta avanti indomita la sua visione di un vino autoctono che non conosce confini. Dall’altro lato la grande bellezza della “Terra Magra” con I Magredi e il loro racconto nel calice dell’unicità delle Grave del Friuli con le grandi novità 2023 della partnership tra la famiglia Tombacco e la Valdo Spumanti.

Si scende in Sud Italia, per scoprire una zona e un vitigno che meritano tanto: sua Maestà, l’Aglianico del Vulture. Vi raccontiamo come Re Manfredi vuole portare il vitigno principe della Basilicata nell’Olimpo dei grandi rossi.

E poi la grandezza della Toscana del vino: da un lato, il volto Nobile di Lunadoro con Il Pagliareto Sel.Bio da podio della cantina gioiello di Montepulciano del gruppo Schenk Italia; dall’altro, l’espressione più alta del Gallo Nero, con i primi 30 anni in Chianti Classico dei grandi rossi “di quota” di Lamole di Lamole.

A chiusura di dossier un’altra interpretazione tutta da scoprire: un’ode al Pinot Nero dei colli bolognesi con l’audace sfida in rosso nel calice di Palazzo di Varignana per dare lustro a un territorio unico.

Assaggi immancabili, che proseguono nella nostra Collection: spumeggiante come mai, grazie ad AC Lambrusco Reggiano Doc Albinea Canali e al Rosé del Cristo Lambrusco di Sorbara Doc Rosato Spumante Brut Metodo Classico 2020 Umberto Cavicchioli e Figli. Poi la Maremma che non ti aspetti con Il Poggio del Crine Maremma Toscana Doc 2018 Tenuta Montauto e il Gian Annibale Rosso Toscana Igt 2019 Castello del Terriccio. Un territorio, una famiglia, una storia enologica che propone un orizzonte che va ben oltre le pluripremiate bollicine da Top 100 sono i Colli di Conegliano della famiglia Dal Bianco e di Masottina, che si colorano anche di rosso con Montesco Colli di Conegliano Rosso Docg Ai Palazzi. Infine, due classici che non tramontano mai, per Cru dall’impronta inconfodibile: l’Ognisanti Valpolicella Classico Superiore Doc 2021 Bertani e il Barolo Docg Riserva Cannubi 1752 Damilano.

Per chiudere: l’immortale Fleur de Champagne, con la verticale in compagnia di Madame Carol Duval-Leroy delle annate 1988, 1997 e 2002 della Cuvée storica della Maison di Vertus, e tutti gli ultimi aggiornamenti dall’universo degli Spirits.

Già in distribuzione postale, in questa pagina potete cominciare ad avere una preview di WineCouture (numero 11/12-2023) con lo sfoglio completo dell’edizione digitale del magazine mensile B2B di Nelson Srl, qui di seguito:

Editoriale

“Il meglio deve ancora venire”

“Italians Do it Better”: questa volta è il caso di dirlo, citando l’iconica t-shirt indossata da Madonna nel video clip della canzone “Papa Don’t Preach” a rimarcare con orgoglio le sue origini tricolori. Già, perché in questa fine di 2023 i migliori al mondo torniamo ad essere proprio noi italiani. Con alcuni protagonisti del vino made in Italy che hanno messo in fila un successo internazionale dopo l’altro. A partire da Alessio Planeta, amministratore delegato e responsabile tecnico dell’azienda di famiglia in Sicilia, che ha riportato dopo 16 anni in Italia il prestigioso titolo di Winemaker of the Year 2023. A ruota, poi, agli Oscar assegnati da Wine Enthusiast, Ca’ del Bosco è stata eletta European Winery of the Year, dando ancor più lustro a una fine d’anno in cui ha svelato al mondo la nuova splendida e avveniristica cantina, mentre Pasqua Vini, dopo aver sfiorato 12 mesi fa il vertice del podio come numero uno in Europa, è stata incoronata, sempre ai Wine Star Awards, “Innovator of the Year”, vedendo riconosciuto lo speciale contributo fornito al mondo del vino che l’ha resa “House of the Unconventional”. Infine, la ciliegina sulla torta: il Brunello di Montalcino Argiano 2018 che conquista il primo posto nella Top 100 di Wine Spectator e la palma di miglior vino al mondo. Segnali beneauguranti, dopo 12 mesi di montagne russe sul mercato, che l’Italia “s’è desta”. E per il 2024, l’auspicio è uno: “The Best Is Yet to Come”, come cantava Frank Sinatra.

WineCouture, anno quattro, numero 11/12: vino Rosso vince. Il racconto delle grandi interpretazione nella nuova uscita dedicata al mercato.
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