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10 anni di Appius: Cantina San Michele Appiano svela l’annata 2019

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Il “vino da sogno” di Hans Terzer, progetto enoico d’eccellenza che quest’anno ha spento la sua decima candelina. Una Cuvée di vini bianchi, creata con selezioni scelte personalmente dal winemaker di Cantina San Michele Appiano, per rappresentare il meglio dell’annata 2019, vendemmia caratterizzata da un ritardo che ha permesso una sintesi delle sostanze aromatiche di prim’ordine. Per un vino dritto e preciso, votato alla longevità, stilisticamente in linea con le edizioni precedenti. Appius ritorna, e lo fa con una nuova edizione limitata.

Appius 2019 Cantina San Michele Appiano: come nasce il vino, Cuvée di Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Sauvignon Blanc di Hans Terzer.

Il “vino da sogno” di Hans Terzer compie 10 anni

Appius, il cui nome è radice storica e romana del nome Appiano, è nato 10 anni fa con l’annata 2010, a cui sono seguite la 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018. 

Il progetto vuole realizzare, anno dopo anno, un vino capace di rispecchiare il millesimo e di esprimere la creatività e la sensibilità del suo autore, Hans Terzer. Anche il design della bottiglia e la sua etichetta vengono reinterpretati in ogni edizione: lo scopo è di concepire una “wine collection” capace di appassionare gli amanti del vino di tutto il mondo. 

L’etichetta della decima edizione di Appius, ideata da Life Circus, incorona l’importante anniversario, strutturando l’aspetto grafico a partire dall’emblematico numero 10, proposto in un’accattivante alternanza d’oro e platino. L’immagine permette sempre una libera interpretazione, affinché ogni wine lover possa trarne un’intima ispirazione. 

Appius 2019 Cantina San Michele Appiano: come nasce il vino, Cuvée di Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Sauvignon Blanc di Hans Terzer.

Appius 2019: come nasce la Cuvée di Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Sauvignon Blanc 

Come per chi l’ha preceduta, anche questa edizione dei 10 anni arriva sul mercato in numeri limitati. Non può che essere così per il più ambizioso ritratto del millesimo secondo la visione di Hans Terzer, winemaker della Cantina San Michele Appiano, giunto oggi a svelarsi nell’annata 2019. La decima edizione è Cuvée di quattro vitigni a bacca bianca dove predomina la varietà dello Chardonnay (60%), a cui si aggiungono il Pinot Grigio (15%), il Pinot Bianco (13%) e il Sauvignon Blanc (12%). 

Il meglio dell’annata 2019 per ciascun vitigno, caratterizzata da un’estate e un inizio autunno climaticamente ideali che hanno regalato profumi inebrianti, Appius è il frutto di un meticoloso lavoro di selezione in vigna, della lavorazione individuale in cantina, oltre che di un accurato assemblaggio finale.

Per un vino che, anche in questa edizione, dimostra un profilo lineare, dritto e preciso, votato alla longevità.

Appius 2019 Cantina San Michele Appiano: come nasce il vino, Cuvée di Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Sauvignon Blanc di Hans Terzer.

Il viaggio di Appius 2019 parte dalla vinificazione, iniziata con la fermentazione alcolica e malolattica (escluso Sauvignon) per poi proseguire con l’affinamento in barrique – tonneaux. Assemblaggio dopo un anno e ulteriore affinamento sui lieviti per tre anni in tini di acciaio inox, di cui due sulle fecce fini. 

Al naso non lascia alcun sottinteso e si presenta in modo alquanto energico: dapprima frutta tropicale matura (su tutti ananas, mango e papaya), riconducibile allo Chardonnay, poi frutti a polpa bianca (mela cotogna e pera Williams) che palesano i ruoli di Pinot bianco e grigio. Non mancano, poi, i sentori agrumati tipici del Sauvignon, oltre a note floreali (zagara e narciso) e sfumate note vegetali, mediterranee (finocchietto selvatico) e balsamiche (nepitella). Infine, note di vaniglia Bourbon, orzo tostato e tabacco. 

Al palato, poi, in Appius 2019 morbidezza e acidità risultano entrambe di intensità ben superiore alla media, in equilibrio davvero perfetto: la dolcezza del frutto viene bilanciata dall’apporto acido che snellisce ed ingentilisce la beva. In fase di retrogusto, infine, spiccano salubri e frizzanti nuance balsamiche (bergamotto, tabacco, cioccolato, cannella e zafferano). 

Il vino ideale per accompagnare piatti di pesce decisi come rombo o coda di rospo, ma si abbina perfettamente anche a specialità di funghi e tartufi, carni bianche nobili e selvaggina. Ottima anche la combinazione con formaggi cremosi con crosta e formaggi stagionati.

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