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Collection alla “prova” e il 2023 di Champagne Louis Roederer

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Le origini del progetto di Champagne Louis Roederer nella prima verticale di Collection, tra “essai” e nuova release 244, in compagnia dello Chef de Cave Jean-Baptiste Lécaillon. Ma anche Cristal 2015, che ha fatto il suo debutto sempre più nel segno della nuova strada intrapresa in vigna. E ancora: dalla viva voce di Carlo Alberto Sagna, numeri e trend di un 2023 che resta spumeggiante in Italia per la Maison, nonostante la generalizzata crescita dei prezzi sul mercato per lo Champagne. E all’orizzonte altre importanti novità per il 2024, come ci racconta Leonardo Sagna. Ripercorriamo con un bilancio nel calice e sul mercato, il 2023 di Champagne Louis Roederer.

Dalle prove alla nuova release 244: Collection Champagne Louis Roederer

Un numero a volte può fare tutta la differenza. Proprio quanto una sequenza può indicare molto di più di una semplice serie. Lo spiega esemplarmente il progetto Collection firmato Champagne Louis Roederer. 

Inizia, infatti, da una bottiglia che in etichetta riporta la dicitura “essai 238”, ovvero “prova 238”, un nuovo capitolo di una storia che affonda le radici in profondità, come testimonia proprio quel numero a ricordare gli assemblaggi svolti dalla Maison di Reims a far data dal 1776, anno della sua fondazione. 

Sullo sfondo, un uomo che da diversi decenni guida il team enologico e che oggi ha assunto anche il ruolo di direttore generale della Maison. Una figura centrale, non soltanto per il marchio Louis Roederer, ma per l’intera Champagne. Da lui, infatti, sono partite alcune delle più grandi rivoluzioni per il marchio e sue sono le scelte che hanno portato la realtà di Reims alla centralità che oggi riveste all’interno del panorama enologico champenoise. 

Ed è stato proprio Jean-Baptiste Lécaillon a tenerci incollati alla sedia per oltre un’ora, lo scorso maggio a Milano, nell’ascolto dalla sua viva voce della genesi dell’ultimo nato in casa Champagne Louis Roederer: per l’appunto, il progetto Collection. 

Collection 244 alla “prova” con Jean-Baptiste Lécaillon e il 2023 di Champagne Louis Roederer nelle parole di Carlo Alberto e Leonardo Sagna.
Massimo Sagna e Jean-Baptiste Lécaillon

L’esclusiva degustazione del rivoluzionario Multimillesimato in compagnia di Jean-Baptiste Lécaillon

L’occasione per fissare nozioni e raggruppare considerazioni attorno allo stato d’avanzamento dell’iniziativa è giunta con l’esordio italiano della più recente release, la 244, che ha permesso di tirare una prima riga sul bilancio di un’idea capace di condurre a un vero cambio di prospettiva. 

Sia, infatti, chiarito fin da subito un elemento decisivo: il Collection non è una scelta di marketing e non è neppure l’evoluzione del Brut Premier. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio mutamento filosofico profondo nel pensiero stesso della Maison, nella sua logica di fare Champagne. 

Il Brut Premier, d’altronde, “fu” altra cosa. Parliamo, infatti, di un Sans Année (Non Vintage) che rappresenta – a detta di Jean-Baptiste Lécaillon – un modo “vecchio” di fare Champagne: non millesimato nato negli anni ‘70 per adattare i vini a decenni in cui si assisteva a poche ottime annate “millesimabili”. 

Oggi, però, il mondo è cambiato: è sufficiente guardare quel che accade all’interno della vigna per rendersene conto. Si presta molto più attenzione alla natura e alla pianta, scendono le rese per ettaro e siamo innanzi a cambiamenti climatici che hanno ripercussioni e impatti profondi. 

Lo Chef de Cave di Louis Roederer ha sintetizzato queste complesse dinamiche in una frase: “Il faut reinventer le Champagne, essayer de trouver l’identité du Champagne de demain”. Ovvero: bisogna individuare la nuova strada su cui si dovrà riscoprire la nuova identità dello Champagne di domani. 

Se fino a qualche decade fa le grandi annate erano meno frequenti, infatti, dall’inizio del nuovo millennio gli scenari sono mutati: sono moltissime quelle meritevoli di essere espresse tal quali, “millesimabili”. Ed ecco prendere forma il concetto dietro al progetto Collection, Champagne Multimillesimato che non è tuttavia un’evoluzione del Sans Année. 

Collection 244 alla “prova” con Jean-Baptiste Lécaillon e il 2023 di Champagne Louis Roederer nelle parole di Carlo Alberto e Leonardo Sagna.

La rivoluzione Collection

Con Collection, si parla del figlio di un lavoro attento in campagna, di un’agricoltura efficace in risposta agli effetti del cambiamento climatico, che creano una diversa qualità delle uve: da vendemmie più anticipate ad acini più sani e maturi, ricchi di sapori, polpa e consistenza ma con meno acidità. 

Una “materia prima” che si tramuta in espressione fedele del luogo, voce del suolo in cui nasce: in breve, è un’identità più forte quella ad emergere dove è il climat che firma il vino. Una nuova sfida, quella su cui in Maison Louis Roederer si è iniziato a ragionare fin dal 2002 e che con l’annata 2013 ha visto una risposta compiuta in bottiglia venire alla luce. 

Collection 244 alla “prova” con Jean-Baptiste Lécaillon e il 2023 di Champagne Louis Roederer nelle parole di Carlo Alberto e Leonardo Sagna.
Ph. Emmanuel Allaire

Ci riferiamo proprio a quel “essai 238”, l’originale “prova” non destinata alla vendita e sboccata nel 2017. Il punto d’origine di un nuovo percorso, pagina voltata a dare il via a una nuova storia.

L’acidità, che non gioca più il ruolo principale, lascia spazio a nuove freschezze e a una rinnovata forma di leggerezza. I Pinot Noir diventano più strutturati ma è necessario preservane il lato più dinamico. Pertanto, l’assemblaggio subisce una svolta radicale, con l’impiego dei Vini di Riserva (affinati in legno) finalizzato a una resilienza stilistica del vino, mentre l’uso di annate diverse diventa un punto di forza e vera opportunità. 

Poi, la scelta delle date di raccolta è lettura del millesimo, stigma del futuro vino. Mentre la vinificazione può diventare meno “invasiva” e agevolare una produzione di Champagne orientati al terroir. Ed è una nuova sequenza che riparte, definita da un’iniziale aggiustamento dei fattori in campo, alla ricerca del corretto equilibrio nel calice. 

Dall’assaggio dei vini preparatori, identificati con le cifre 238, 239 e 240, al debutto di Collection, avvenuto con la release 242, si comprende come la Maison abbia ricercato sempre più tensione passando dalla riduzione della fermentazione malolattica a una maggiore presenza di composti fenolici, dati dalle tailles e fermentazioni in rovere, alla riduzione del dosaggio, passato nel tempo da 9 a 7 g/l, come nel caso 244. 

Se in 241 e 242 il sorso offre sensazioni materiche e profili aromatici più impattanti, più precisi, di grande concentrazione e persistenza, il confronto tra 243 e 244, invece, sottolinea un perfetto equilibrio tra struttura e freschezza, dato da una maggiore presenza di Chardonnay. 

“L’obiettivo di Collection”, ha spiegato Lécaillon, “è mostrare nuove sfumature e intensità fruttate, complesse, nonché un maggiore potenziale d’invecchiamento del vino”. 

Composto per la metà dall’assemblaggio da uve d’annata provenienti da vigneti di proprietà e di vigneron partner, che seguono i rigidi protocolli imposti dalla Maison, il nuovo volto di Louis Roederer enfatizza il carattere di ogni millesimo. E il risultato non può che essere “un multimillesimato buono come un vintage”, come lo ha definito il suo artefice. 

Realizzato creando il migliore assemblaggio possibile ogni anno, Collection è reale espressione dei diversi terroir della Champagne – Côte des Blancs, Montagne de Reims e Vallée de la Marne – e dello stile della vendemmia: per una bollicina che, prima di essere tale, è vino coinvolgente, avvolto da un finale materico e salino. 

Collection 244 alla “prova” con Jean-Baptiste Lécaillon e il 2023 di Champagne Louis Roederer nelle parole di Carlo Alberto e Leonardo Sagna.

Poi, non si deve mai dimenticare come sia il tempo lo scultore dello Champagne. E proprio la ricetta che tratteggia le forme dell’ultimo nato in casa Louis Roederer, dove la singolarità del millesimo è catturata per essere impreziosita dai vini di riserva di altre grandi annate, regala in bottiglia una capacità d’invecchiamento che supera la decade. 

A fare capolino nel calice è, dunque, un nuovo modo di concepire lo Champagne e la Champagne. E per quel che ci riguarda, l’au revoir al Brut Premier ci lascia oggi con la conferma di trovarsi davanti a una nuova bollicina che è buona cosa avere sempre pronta in cantina.

Collection 244 alla “prova” con Jean-Baptiste Lécaillon e il 2023 di Champagne Louis Roederer nelle parole di Carlo Alberto e Leonardo Sagna.

Il 2023 di Champagne Louis Roederer in Italia: a tu per tu con Carlo Alberto Sagna

Assegnazioni, prezzi in crescita, ma anche un mercato che non smette di essere quantomai spumeggiante. Carlo Alberto Sagna, quarta generazione dello storico distributore piemontese che importa in Italia le bollicine firmate Louis Roederer, traccia in questa videointervista a WineCouture, un bilancio del 2023 della Maison in Italia.

Oltre il mercato: le ultime novità e le sorprese 2024 della Maison di Reims svelate da Leonardo Sagna

Le novità Champagne Louis Roederer, da Collection 244 a Cristal 2015. Ma anche quelle che verranno, con le prossime sorprese in arrivo da Reims. Leonardo Sagna riporta a WineCouture le impressioni sui recenti debutti e svela cosa attendersi per il 2024 dalla storica Maison.

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