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Dove sta andando il Pinot Grigio Delle Venezie? Una riflessione sul futuro di un fenomeno Doc

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Dove sta andando il Pinot Grigio Delle Venezie? E a che punto è il percorso intrapreso dalla Doc che lo tutela nel mondo, dopo sette anni dalla sua costituzione? Questa fine d’anno 2023 è stato il momento scelto per riflettere sullo stato di avanzamento dei lavori di una delle Denominazioni di punta del vino italiano. Un vero e proprio fenomeno, che nulla ha da invidiare a tanti nomi più blasonati ma soprattutto capace di andare in controtendenza rispetto a un mercato fatto di qualche alto e molti bassi in questi ultimi mesi. Ma è uno scenario in chiaroscuro quello a cui ha messo innanzi il confronto che si è svolto lo scorso 4 novembre a Verona, nel corso del secondo Forum internazionale organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Doc Delle Venezie. Già, perché se da un lato sempre più l’associazione tra Pinot Grigio e Italia è diventata un vero e proprio brand da poter spendere sui mercati di tutto il mondo, dall’altro ancora gli operatori faticano ad aver chiara la percezione di quali sia l’origine di quella che oggi si connota come una produzione di 250 milioni di bottiglie all’anno, seconda per numeri solamente a quella del Prosecco. Ed è per questo che l’incontro e gli spunti giunti da esponenti della politica agricola e stampa di settore che hanno potuto confrontarsi sullo stato dell’arte della Denominazione delle Venezie durante il summit sono decisivi per comprendere quale debba essere il cammino che è posto innanzi alla Doc del triveneto. 

La casa del Pinot Grigio in Italia e nel mondo

Si fa presto a parlare di Pinot Grigio. Ma quali sono i segreti del suo successo? Su 407 Doc in Italia, le prime 30 rappresentano il 75% della produzione italiana. L’1% delle Doc tricolori è poi formato dalle ultime 150 Denominazioni. Per questo un caso come quello della Denominazione delle Venezie è un esempio le cui sorti sono decisive per l’intero sistema made in Italy. La Doc delle Venezie, infatti, è la seconda in Italia affianco alla Doc Prosecco. E fa comprendere perfettamente come le dimensioni contino. Tanto che “Sigillo di meraviglia” è oggi più di un claim, esemplificazione di una certificazione di qualità: una scelta di campo e tracciabilità, dove Doc delle Venezie è patrimonio collettivo.

Ad oggi, come ha ricordato il presidente del Consorzio Albino Armani, nel Nordest si produce l’85% del Pinot Grigio italiano – e il 43% di quello globale – e si contano 27.000 ettari vitati a Pinot Grigio potenzialmente destinati alla Doc delle Venezie. È dunque qui la casa del Pinot Grigio, dove sette anni fa è iniziato un cammino di tutela di quello che è un patrimonio di cui ci si è accorti tardi, rispetto ad altre varietà di successo.

“Nonostante il trend generale dei consumi di vino sia in calo – le parole del presidente Armani – la nostra Denominazione si mostra in crescita quantitativa mantenendo una stabilità di prezzo. Siamo in una fase di rivoluzione in cui sono in atto nuove tendenze: la forza del Pinot Grigio è quella di rimanere saldo nei consumi attraverso il susseguirsi delle mode, e questo è reso possibile grazie ad una filiera produttiva estremamente coesa”. 

Dove sta andando il Pinot Grigio Delle Venezie? Una riflessione sul futuro e le sfide di domani di un fenomeno Doc del vino italiano.

A venire tutelate sono così una cultura territoriale, non solo produttiva, e una vocazione. Sono tre regioni, Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia, che hanno scelto di fare sistema e stare assieme.

“Seppur non sia stato facile trovare la convergenza, non ci sono stati in questi sette anni inciampi per non continuare il progetto avviato”, ha proseguito Armani. “Sono circa 20 Doc che si sono coordinate con Triveneta Certificazioni per avere i risultati di oggi su 27mila ettari di vigneto. Siamo la più grande Denominazione in Italia: 250 milioni di bottiglie di Pinot Grigio, di cui 200 milioni Doc delle Venezie, significa più di 2 miliardi di bicchieri nel mondo”. 

Un successo che si è confermato anche in questi ultimi 12 mesi.

“Il trend fino ad agosto nelle vendite 2023 è stato positivo: una nota lieta di fronte ai consumi in calo”, ha concluso Armani. “E confidiamo che sia una dinamica che prosegua anche il prossimo anno. E poi c’è la stabilità del prezzo a evidenziare un altro dato importante: siamo riusciti a educare il mercato a una politica di posizione abbastanza remunerativa anche per i coltivatori. E dobbiamo partire da qui per proseguire nella crescita”.

Il domani della Doc Delle Venezie: quali sono le sfide del futuro

Uno sviluppo, quello della Doc Delle Venezie che non può prescindere dai valori di tracciabilità e certificazione. Come ha spiegato anche il presidente di Triveneta Certificazioni, Francesco Liantonio, “la scelta di posizionare il Delle Venezie tra le Doc nella piramide qualitativa del vino italiano è il frutto di un disegno politico lungimirante, che ha voluto includere tra i propri valori guida quello della trasparenza, un principio che trova una concreta realizzazione nel lavoro del nostro Organismo di Certificazione. Solo nel 2022, Triveneta ha garantito la completa tracciabilità di quasi 250 milioni di bottiglie di Pinot Grigio immesse sul mercato. Un lavoro di grande portata, ma indispensabile per assicurare il giusto standard di qualità del prodotto”. 

Dove sta andando il Pinot Grigio Delle Venezie? Una riflessione sul futuro e le sfide di domani di un fenomeno Doc del vino italiano.

Se la Doc Delle Venezie ha saputo creare una comunione di intenti sul territorio, diventando centro di un patrimonio collettivo, e ha raggiunto in soli sette anni un sensibile successo, si deve anche agli altri aspetti che definiscono la Denominazione, tra i quali emergono soprattutto “l’evocativo nome territoriale, Delle Venezie, che richiama uno dei luoghi più belli al mondo e l’utilizzo di un vitigno molto conosciuto, come il Pinot Grigio, che porta con sé – ha aggiunto Liantonio – la riconoscibilità e una forte identità storica”. 

Ma qui oggi sta anche una delle criticità: dove Venezia o Veneto è troppo spesso confuso a livello internazionale per confini che, invece, raccontano nel calice di un orizzonte molto più ampio e variegato. Ed è importante, ora, insistere proprio su questo: far comprendere esattamente i tratti di quella che è una Denominazione che ha tutte le carte in regola per affermarsi con ancora più forza nel mondo.

Proprio come hanno evidenziato, nel corso del confronto veronese, le analisi dei principali mercati globali.

Il prossimo capitolo per il Pinot Grigio Delle Venezie Doc

Una carrellata, quella sull’affermazione internazionale, che ha preso il via dagli Stati Uniti, che con il 37% dei consumi di Pinot Grigio Delle Venezie Doc si collocano al primo posto, seguiti da Uk, Germania e Canada. 

Lulie Halstead, founder Wine Intelligence, Non-executive Director Iwsr and Trustee, Wset, ha mostrato come a fronte di una diminuzione dei volumi di vino consumati negli Usa dal 2019 al 2022, il valore dello stesso sia in proporzione in aumento. Sebbene si confermi anche fra la Gen Z statunitense una percentuale di non bevitori superiore alle generazioni precedenti, fra gli abituali consumatori di vino Usa non si è registrata una decrescita. In particolare, la domanda di Pinot Grigio rimane altissima all’interno del mercato vinicolo a stelle e strisce, con il 42% al 2022, seconda solo allo Chardonnay: un segno di come questo vitigno sia stabilmente apprezzato fra i consumatori. “Quello che prevediamo per il futuro – ha spiegato Lulie Halstead – è una crescita nei consumi che andrà a coinvolgere soprattutto i prodotti premium quality”. 

Kristi Paris, head of global partnership di Vivino, ha successivamente mostrato quale sia il sentiment del consumatore rispetto al Pinot Grigio secondo un’analisi condotta attraverso la community di Vivino, che comprende 65 milioni di utenti nel mondo. 

Si evince che su tale audience il 5,3% si è interessato al Pinot Grigio proveniente dal Nordest Italia, registrando un particolare aumento delle scansioni etichetta in Svezia e un’evoluzione crescente in Usa e Canada. Anche per ciò che riguarda le valutazioni degli utenti, nei passati 12 mesi si registra un netto aumento di valore, soprattutto in Stati Uniti e Brasile. E sotto questo punto di vista, la nuova partnership instaurata fra la Doc Delle Venezie e Vivino permetterà di sensibilizzare sempre di più il consumatore generando cultura, ma anche di fornire dati di marketing research al Consorzio, in modo da monitorare la percezione della Denominazione e comprendere sempre più a fondo la richiesta del consumatore. 

Dove sta andando il Pinot Grigio Delle Venezie? Una riflessione sul futuro e le sfide di domani di un fenomeno Doc del vino italiano.

Ritornando a parlare di Vecchio Continente, un miglioramento della percezione del valore qualitativo del Pinot Grigio è stato evidenziato anche da Felicity Carter, co-founder di Business of Drinks, la quale ha sottolineato come nel mercato tedesco tale vino sia passato in brevissimo tempo alla ribalta, con conseguente aumento del prezzo medio delle bottiglie, mantenuto poi costante e stabile nel tempo. 

Non solo, anche sui media riscontriamo un incremento dell’interesse rispetto alla varietà: si parla sempre più di Pinot Grigio, in diversi Paesi. Da questo intervento emerge anche una stimolante provocazione che racconta la crescita di un vicino di casa della Doc delle Venezie – il Lugana – che ha raggiunto il successo nel suo attuale mercato di riferimento sfruttando l’affezione che i turisti tedeschi hanno da sempre per il Benaco, dove trovano e amano consumare il Lugana nei ristoranti, o portarlo a casa come ricordo della vacanza. Per il Pinot Grigio non si può dire lo stesso, purtroppo, e questa è una strategia su cui la Denominazione dovrebbe puntare.

A chiudere, non si può che fare proprie le considerazioni di Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctor Wine, che tirando le fila dello stato dell’arte per il Pinot Grigio Delle Venezie ha così sintetizzato: 

“Il Pinot Grigio è un vino italiano, originato da un vitigno francese, che ha avuto uno straordinario successo negli Usa, dove è esploso e si è consolidato negli anni arrivando fino ai giorni nostri. Quello che dobbiamo fare è legare questo vitigno al territorio del Triveneto, attraverso il potente lavoro della Doc Delle Venezie, poiché qui il Pinot Grigio ha trovato la sua unicità; la bellezza dei nostri luoghi deve essere un valore da portare nel mondo”. 

Ed è proprio questa la sfida che ora attente la Doc Delle Venezie, pronta a scrivere già dal 2024 il prossimo capitolo della straordinaria saga del Pinot Grigio delle sue vocate terre.

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