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Terre Cevico: il nuovo presidente è Franco Donati

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Un nuovo numero uno per Terre Cevico. Il rinnovato CdA ha, infatti, nominato Franco Donati alla presidenza. Il ruolo di vicepresidente sarà ricoperto da Lino Bacchilega, mentre è stata confermata la direzione generale a Paolo Galassi e la direzione amministrativa e finanziaria a Linda Faggioli. Franco Donati, classe 1963, è stato presidente della cooperativa Le Romagnole dal 2020 con i suoi 1037 soci distribuiti nell’areale ravennate. Vicepresidente di Terre Cevico dallo stesso anno, dove ha affiancato il presidente uscente Marco Nannetti, confermato consigliere del nuovo CdA, è viticoltore di professione con una tradizione familiare di lunga data a Bagnacavallo (Ravenna).

Cambio di assetto societario, Paolo Galassi confermato direttore generale, Linda Faggioli rimarrà a capo della direzione amministrativa e finanziaria

Come da indicazioni dell’Assemblea dei soci dello scorso 8 ottobre, questa mattina, 2 gennaio, il rinnovato CdA ha nominato Franco Donati nuovo presidente di Terre Cevico. 

Il gruppo cooperativo romagnolo dal 1° gennaio 2024 ha infatti ufficialmente formalizzato il cambio di assetto statutario e organizzativo trasformandosi da consorzio a cooperativa di primo grado attraverso l’incorporazione di Le Romagnole, Romagnole Due, Winex, Due Tigli, Enoica e Rocche Malatestiane. 

Il nuovo CdA, oltre a Franco Donati, è composto da Alberto Asioli, Emanuele Babini, Lino Bacchilega, Flavio Cattani, Fabio Foschi, Marco Lanzoni, Marco Nannetti, Gianni Raffoni, Valter Raspanti, Daniela Ravaglia, Gregorio Vecchi. Lino Bacchilega è stato nominato vicepresidente, mentre Paolo Galassi è stato confermato direttore generale e anche Linda Faggioli rimarrà a capo della direzione amministrativa e finanziaria.

Il nuovo assetto societario di Terre Cevico è un progetto a cui si lavora da oltre due anni che coniuga l’identità del grande sistema impresa con la scelta strategica di acquisire internamente l’intera filiera del vino, dalla vigna alla bottiglia, riportando al centro il ruolo del socio viticoltore. 

Si è pensato ad un piano industriale e ad un sistema di controllo ed efficientamento dell’intera filiera vitivinicola di produzione dei vini, proseguendo poi con investimenti tecnologici, innovazione, elevato standard qualitativo dei prodotti in un’ottica di miglioramento continuo rispetto ad un mercato in continua evoluzione. Un cambiamento storico che verte sui cardini dei principi cooperativi e sul tema di una sostenibilità autentica e che va interpretata non solo come obiettivo doveroso, ma come una grande opportunità.

Chi è Franco Donati, viticoltore a Bagnacavallo classe 1963 nuovo presidente Terre Cevico, sostituisce Marco Nannetti.
In copertina, da sinistra: Mirco Bagnari, Legacoop Romagna, Lino Bacchilega, vicepresidente Terre Cevico, Franco Donati, nuovo presidente Terre Cevico, e Marco Nannetti, consigliere tecnico

Chi è Franco Donati, viticoltore a Bagnacavallo classe 1963 nuovo presidente Terre Cevico

Franco Donati, classe 1963, è stato presidente della cooperativa Le Romagnole dal 2020 con i suoi 1037 soci distribuiti nell’areale ravennate. Vicepresidente di Terre Cevico dallo stesso anno, è viticoltore di professione con una tradizione familiare di lunga data a Bagnacavallo (Ravenna). Da quest’oggi è il nuovo presidente del gruppo.

Raccoglie il testimone di Marco Nannetti, confermato consigliere del nuovo CdA, che sottolinea l’importanza dell’attuale frangente, dove “sette aziende hanno condiviso la semplificazione del proprio schema di gruppo ad un’unica cooperativa di primo grado, ad una unica Assemblea dei soci, ad unico Consiglio di Amministrazione. Una filiera vitivinicola completa, compatta, coordinata e con il ruolo del socio produttore ulteriormente protagonista. Sono orgoglioso di aver stimolato e contribuito in questi sei anni a traguardare questo risultato ed assieme a Franco Donati e tutto il nuovo Cda lavoreremo con responsabilità per garantire ai nostri soci remunerazioni sempre competitive con il mercato”. 

Franco Donati, da nuovo presidente di Terre Cevico evidenzia che “per Le Romagnole è un passo importante e storico che vede nell’integrazione della cooperativa con il proprio consorzio il rilancio del ruolo dei soci direttamente verso quegli aspetti che determinano il successo sul mercato. Il socio viticoltore davvero protagonista del cambiamento e di cui ne vuole essere parte attiva. In scenari mondiali in continua e repentina trasformazione è importante governare il cambiamento e possibilmente non subirlo”.

“Assumo la presidenza di una impresa cooperativa leader in Italia e nel mondo e credo che il nuovo CdA dovrà affrontare, fin da subito, un intenso lavoro molto improntato alla tutela del reddito dei soci ed alla valorizzazione dei nostri due principali vitigni come Trebbiano e Sangiovese”.

Fatturato ed export: i numeri 2022/2023 di Terre Cevico

Per Terre Cevico sono stati anni di crescita importanti gli ultimi sotto la guida di Marco Nannetti, come evidenzia il bilancio di sostenibilità del gruppo. L’annata 2022/2023, con un fatturato aggregato di 217,2 milioni di euro (aziende del gruppo e cooperative di base) segna uno sviluppo del +14,5% rispetto all’esercizio precedente, che si era chiuso con 189,6 milioni di euro. 

In crescita anche il fatturato consolidato di Terre Cevico, che ha toccato quota 196,7 milioni di euro, per un incremento del +17,1 rispetto all’esercizio precedente (167,9 milioni di euro). 

A far segnare un incremento è stato soprattutto l’export, salito a quota 86 milioni di euro registrando un +18% sull’anno precedente (72,9 mln). Con le esportazioni che hanno avuto, nell’esercizio concluso il 31/7/2023, un’incidenza del 43% sui ricavi del gruppo, posizionando Terre Cevico al terzo posto tra le aziende italiane più performanti in termini di incremento del fatturato. Un presidio commerciale su 69 nazioni con leadership in alcune aree come Cina e Giappone: negli ultimi sei anni si parla di raddoppio dell’export, con cifre che vanno dai 42,9 dell’esercizio 2017/18 ai 85,9 milioni (+100%). 

I primi tre mercati esteri di vino imbottigliato vedono al primo posto il Giappone (5 milioni di euro), Cina (2,23 milioni) e Russia (2,2 milioni). In merito al canale Italia, è cresciuto in valore il mercato nella Grande Distribuzione con 48,8 milioni di euro (+2,9%) e nel canale Horeca che vale 12 milioni di euro (+25%). 

Riguardo sempre ai dati dell’ultimo esercizio l’utile netto è stato di 438,5 migliaia di euro, il patrimonio netto aggregato tocca quota 86,9 milioni di euro, mentre il plusvalore per i soci – ovvero il valore originato dalla differenza tra le liquidazioni dei prodotti conferiti e il prezzo di mercato – ammonta a 6,3 milioni di euro per l’esercizio 2022/2023. 

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