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Fleur de Champagne Duval-Leroy: la verticale delle annate 1988, 1997 e 2002

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Una verticale speciale, protagoniste le annate 1988, 1997 e 2002, in compagnia dell’unica donna Ceo in tutta la Champagne, Madame Carol Duval-Leroy, colei che nel 1991 ha assunto le redini di una Maison, Duval-Leroy per l’appunto, tra le più storiche. Giunta oggi alla sesta generazione e fondata nel 1859, è la più importante realtà della Côte des Blancs, dove conta 50 ettari sui 200 posseduti. Ecco il nostro racconto dell’immortale Fleur de Champagne, la Cuvée storica della Maison di Vertus.

Madame Carol Duval-Leroy con i tre figli Julien, Charles e Louis

Una verticale in compagnia di Madame Carol Duval-Leroy

L’incontro con Madame Carol Duval-Leroy, la “Femme de Champagne”, è andato in scena a Milano, grazie a un rendez-vous orchestrato da Pescarmona Importatori, realtà torinese da 76 anni attiva nell’importazione di Champagne e vini provenienti dalla Francia, distillati e liquori di alta gamma. Tra le partnership di maggiore prestigio in portfolio, proprio quella consolidata con la Maison con sede a Vertus, ancora oggi totalmente di proprietà familiare.

A guidarla, affianca dai tre figli Julien, Charles e Louis, la carismatica Carol Duval-Leroy, che nel corso degli ultimi 30 anni ha promosso nel calice un approccio stilistico contemporaneo, profondamente gastronomico, che ha portato in particolare la sua cuvée Fleur de Champagne in più di 300 ristoranti stellati Michelin partner di Relais & Châteaux. 

Un traguardo che non deve stupire, considerato che stiamo parlando della famiglia che ha realizzato per prima un vino Premier Cru dal 1911, ma anche ad avere promosso una donna Chef de Caves, posizione oggi ricoperta da Sandrine Logette. 

Sandrine Logette

“C’è una luminosità, una salinità incomparabile. I vini sono dritti, freschi, gessosi, strutturati, con una grazia e una brillantezza propria. Mai eccessivamente aromatici, verticali, parlano il linguaggio delle loro origini”: così l’artefice delle bottiglie descrive la cifra di Champagne Duval-Leroy. 

Una produzione complessiva che tocca annualmente quota 2 milioni, per bollicine che invecchiano meravigliosamente, senza rughe, sfidando il tempo con insolenza, tanto da sembrare immortali. 

Le annate 1988, 1997 e 2002 dell’immortale Fleur de Champagne Duval-Leroy, Cuvée storica della Maison di Vertus

È una bollicina immortale quella del Fleur de Champagne. Proprio come ci ha testimoniato una verticale che ha visto salire in cattedra tre millesimi oggi non in commercio – 1988, 1997 e 2002 – della Cuvée storica, che hanno riposato fino a un mese prima della degustazione nelle cantine della Maison di Vertus, quando sono state sboccate ad hoc per l’appuntamento sotto la Madonnina.

Ma per preparare il palato all’incontro con le tre espressioni di Fleur de Champagne Premier Cru, il primo approccio con le bollicine Duval-Leroy ha visto l’incrocio con una Magnum di Brut Réserve. Una bottiglia, questa, che a nostro avviso è vero e proprio atout in aperitivo: fresca, piacevole, un classico di Maison che si beve volentieri, per un blend perfettamente equilibrato, tra finezza e potenza, 60% Pinot Noir, 30% Meunier e 10% Chardonnay. 

Fleur de Champagne Duval-Leroy, Cuvée storica della Maison di Vertus: la verticale delle annate 1988, 1997 e 2002 con Madame Carol Duval-Leroy

Un bell’inizio che è stato seguito da un vero e proprio viaggio nel tempo, iniziato con l’annata 1988 della Cuvée storica della Maison di Vertus. Fleur de Champagne è unione di 70% Chardonnay e 30% Pinot Noir, solo Premier Cru e Grand Cru dai migliori villaggi: oltre Vertus, Le Mesnil sur Oger, Chouilly, Bouzy, Ambonnay, Verzy e Verzenay. 

Nel trio che ha composto la verticale, sicuramente il millesimo che ha stupito maggiormente: se di questa annata abbiamo avuto occasione di assaggiare diverse interpretazioni ed etichette, questa è risultata in grande forma, bellissima espressione di una bottiglia conservata per 35 anni sui lieviti, denotando tanta freschezza, una bella acidità e una spiccata lunghezza sul finale, con una bolla che era fine ma intera e persistente. 

Al naso, le note che più colpivano, tanto da rimanere ancora vivo come ricordo nella memoria a distanza di tempo, erano quelle di frutta candita: sono le stesse che continuavano in bocca, dove al palato la 1988 si è presentata ampia. 

Fleur de Champagne Duval-Leroy, Cuvée storica della Maison di Vertus: la verticale delle annate 1988, 1997 e 2002 con Madame Carol Duval-Leroy

A seguire, l’intermezzo della 1997, annata che spesso regala sorprese: in questo caso, ci siamo trovati davanti a una bottiglia che si beveva con piacere, ma rimasta un passo indietro se confrontata a chi l’ha preceduta nel calice. 

Fleur de Champagne Duval-Leroy, Cuvée storica della Maison di Vertus: la verticale delle annate 1988, 1997 e 2002 con Madame Carol Duval-Leroy

Il gran finale ha visto entrare in scena il millesimo 2002, con un Fleur de Champagne ancora una volta in grande forma, a differenza di tante altre etichette dell’universo champenoise dello stesso anno che oggi hanno oltrepassato il loro apice e stanno virando su note terziarie spinte. Questa firmata Duval-Leroy è interpretazione che presentava ancora una notevole acidità, proprio come ricordiamo il millesimo negli assaggi di qualche anno fa e come poche volte si ritrova ormai oggi. 

Fleur de Champagne Duval-Leroy, Cuvée storica della Maison di Vertus: la verticale delle annate 1988, 1997 e 2002 con Madame Carol Duval-Leroy

Da ultimo, una considerazione sul “fuori menù”, l’anteprima base 2014 e vin de réserve: si è assaggiata con piacere, per una bottiglia che ancora una volta ha scelto di giocare la partita scommettendo tutto su freschezza e piacevolezza, lo specchio di una Maison da tenere d’occhio.

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