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Verduno è Uno: cosa c’è dietro la rinascita del Pelaverga

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Se il Verduno Pelaverga è il più grande tra i piccoli rossi del vino del Piemonte, come vi abbiamo raccontato nell’approfondimento dedicato alla scoperta di questo vitigno alla ricerca dei suoi spazi in una grande terra di Barolo, c’è un’associazione che lo difende e lo promuove, grazie a un progetto, nato informalmente negli anni ’80 che mira a portare e far conoscere questa eccellenza nel mondo. Si tratta dell’Associazione Verduno è Uno, costituitasi ufficialmente nel 2000 per iniziativa di sei aziende fondatrici: oltre al Castello di Verduno, Fratelli Alessandria, Comm. G.B. Burlotto, Gian Carlo Burlotto – Cantina Massara, Bel Colle e Vinandolo di Antonio Brero.

Ma per andare alle radici del progetto, occorre fare un passo indietro ancora, a quando, tra le due Guerre Mondiali e nel dopoguerra, l’azienda Comm. G.B. Burlotto mantiene attiva l’antica tradizione di vinificare il Pelaverga Piccolo in purezza. Negli anni ‘50 e ‘60, la produzione era divenuta esigua e difficilmente superava le 1000 bottiglie all’anno, frutto di una vendemmia separata delle piante del vitigno autoctono ancora presenti tra i filari di Nebbiolo, Barbera e Dolcetto di proprietà dell’azienda e di alcuni viticoltori del circondario.

Ph. Anastasia Florea

La svolta, nel 1972, quando per iniziativa del Castello di Verduno si impiantarono nuovi vigneti interamente a Pelaverga Piccolo: una strada seguita via via da sempre più produttori. È così che prende forma il primo nucleo di quella che poi si trasformerà nell’Associazione Verduno è Uno, che grazie a un lavoro di squadra è riuscita ha portato alla valorizzazione del vitigno fino all’istituzione della Doc Verduno Pelaverga nel 1995, un anno dopo l’iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite (codice 330).

Non a caso, la prima bottiglia vestita con la “fascetta” fu frutto del lavoro di tutti, anziché di una singola azienda: una versione istituzionale, con etichetta realizzata ad hoc dall’artista svizzero Henri Spaeti. Con Diego Morra, presidente al suo terzo mandato dell’Associazione Verduno è Uno, che oggi è arrivata a contare 11 soci dai sei iniziali, facciamo un punto sullo stato dell’arte del Verduno Pelaverga Doc, Denominazione che vanta attualmente 19 cantine produttrici, per un totale di oltre 200mila bottiglie dall’ultima vendemmia, quasi tutte reperibili intorno ai 15-20 euro a scaffale in Italia.

Come definirebbe oggi il Verduno Pelaverga Doc?

Il Verduno Pelaverga Doc è una piccola perla nella produzione del nostro territorio, un vino che ci ha resi e ci rende quotidianamente orgogliosi di vivere e lavorare in questo angolo di mondo.

Associazione Verduno è Uno: la rinascita del Pelaverga, il più grande tra i piccoli rossi del vino del Piemonte in terra di Barolo.
Ph. Anastasia Florea

Quali sono i segreti che hanno portato alla “riscoperta” di questo vitigno?

Innanzitutto, il territorio nel quale viviamo, una terra preziosa caratterizzata da un terroir e un microclima unici, che noi in qualità di viticoltori, cerchiamo quotidianamente di preservare. Secondariamente, i produttori e le cantine che storicamente hanno creduto in questo vitigno e ne hanno promosso la Denominazione con determinazione e convinzione, certi della sua qualità e del suo potenziale. Senza questi due fattori insieme oggi non saremmo qui a parlare di Verduno Pelaverga Doc.

Associazione Verduno è Uno: la rinascita del Pelaverga, il più grande tra i piccoli rossi del vino del Piemonte in terra di Barolo.
Ph. Anastasia Florea

Ma in una terra di grandi Barolo, che spazio può esserci per una produzione di nicchia?

Prima ancora dell’esistenza dell’Associazione Verduno è Uno, alla metà del ‘900 alcune storiche cantine del territorio, in controtendenza rispetto ai tempi in cui vivevano ed alle spinte economiche dell’epoca, hanno scelto di conservare il vitigno Pelaverga Piccolo e addirittura, a un certo punto, di vinificarlo in purezza. Ma non solo. Con la medesima determinazione, certi della qualità del prodotto, sempre queste cantine – e poi progressivamente tutte le altre che si sono aggiunte – lo hanno proposto a clienti, ristoratori, enotecari ed importatori, in Italia, in Europa e in giro per il mondo. 

Il Barolo Docg ha aperto sicuramente molte porte – non lo possiamo negare – ma il Verduno Pelaverga Doc è stato capace di entrare a testa alta attraverso queste porte, di destare curiosità e di essere apprezzato restando ben impresso nelle menti di chi lo assaggiava, per la sua unicità, per il suo carattere elegante ma deciso, per la sua identità unica e riconoscibile.

È lecito domandarsi come mai si parli proprio di Verduno Pelaverga, o di Verduno, ponendo l’accento proprio sull’area di produzione. La risposta è semplice, e si trova nel particolare connubio che – solo qui – esiste tra la particolare composizione del suolo, il microclima, e il DNA del vitigno Pelaverga Piccolo, caratterizzato da una importante presenza di Rotundone. Si tratta di elementi fortemente intrecciati e interdipendenti, che soltanto nell’areale di Verduno e in piccole porzioni confinanti di Roddi e di La Morra trovano la loro piena espressione.

Associazione Verduno è Uno: la rinascita del Pelaverga, il più grande tra i piccoli rossi del vino del Piemonte in terra di Barolo.
Da sinistra: Diego Morra e Matteo Ascheri, presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani (Ph. Anastasia Florea)

Quali sono oggi gli orizzonti del Verduno Pelaverga Doc?

I mercati – italiani, europei e internazionali – hanno accolto questa Denominazione con crescente interesse e rispondono molto bene: la richiesta di Verduno Pelaverga Doc è in costante aumento. Molto forte la presenza in Italia, nel Nord e centro Europa, sul mercato britannico, in Usa e Canada, sui mercati asiatici.

Quale sarà il futuro di Verduno è Uno?

L’impegno dell’Associazione Verduno è Uno è e continuerà a essere quello che ha spinto le prime cantine a riunirsi, rafforzato ovviamente dalle esigenze date dalle evidenze della contemporaneità.

Verduno è Uno, il nome della nostra Associazione, non è infatti casuale, ma ribadisce proprio ambedue i concetti chiave che muovono il nostro operato: l’unicità di questa Denominazione ed il suo radicamento territoriale a Verduno, ma altresì la coesione, la determinazione e l’unità di gruppo crescente di produttori locali che – da ormai quasi 30 anni – porta avanti a testa alta il valore di questa Doc.

Associazione Verduno è Uno: la rinascita del Pelaverga, il più grande tra i piccoli rossi del vino del Piemonte in terra di Barolo.
Ph. Anastasia Florea

L’intento collettivo è di lavorare congiuntamente per salvaguardare e custodire l’unicità del Verduno Pelaverga Doc, anche a fronte delle sfide che ci pone il cambiamento climatico, adattando anzitutto al meglio il lavoro in vigna per poter garantire sempre un’uva di alta qualità. E poi di valorizzare le specificità del vitigno Pelaverga Piccolo, della Doc e del territorio che ne è patria elettiva, proponendo il vino, raccontandolo, presentandolo ai consumatori locali ed internazionali. E ancora: porre l’attenzione sul grande potenziale del Verduno Pelaverga Doc in termini di abbinamenti gastronomici, così come la sua innegabile versatilità che lo rende interessante per culture e tradizioni culinarie assai differenti; farsi ambasciatori di un territorio, e non solo di un prodotto, intendendo per territorio il suo bagaglio storico, culturale, artistico, naturalistico, rafforzandone ed incoraggiandone la vocazione turistica, d’intesa con le Istituzioni deputate; accogliere e fare squadra con i nuovi colleghi che si stanno affacciando alla Denominazione, con curiosità ed interesse, cooperando in maniera sinergica e portando in modo coeso la voce degli Associati (e più in generale dei produttori di Verduno Pelaverga Doc, passati negli anni da 11 a 19, a prova del crescente interesse per il vitigno e il vino), a farsi sentire e a far parlare di sé nei contesti opportuni, locali ed internazionali.

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