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Selva della Tesa: lo Chardonnay di Ca’ del Bosco cambia nome 

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Un nuovo nome ma lo stesso stile, per quello che è un simbolo di una realtà pioniera in Franciacorta fin dalla sua nascita. Lo Chardonnay di Ca’ del Bosco, iconica bottiglia della realtà guidata da Maurizio Zanella, diventa Selva della Tesa.

Un pezzo della storia di Ca’ del Bosco si rinnova: lo Chardonnay di Ca’ del Bosco diventa Selva della Tesa

Nuovo nome, ma stesso stile per il vino storico dell’azienda franciacortina: dopo le celebrazioni che hanno chiuso gli scorsi 12 mesi con l’inaugurazione della nuova cantina e il titolo conquistato di European Winery of the Year 2023 in occasione dei Wine Star Awards, il 2024 si apre con un brindisi nel segno del suo iconico Chardonnay per Ca’ del Bosco, con l’etichetta che da oggi assume il nuovo nome di Selva della Tesa.

Nato con l’annata 1983, grazie all’amichevole collaborazione con l’enologo André Tchelistcheff, questa iconica produzione è stata il primo esempio in Italia di Chardonnay in purezza realizzato tramite l’utilizzo di piccole botti di rovere (pièces bourguignonne, ndr) e ottenuto da uve provenienti da vigneti ad alta densità di impianto. 

Una novità per l’epoca che ha rappresentato un punto di svolta nella produzione di Ca’ del Bosco e l’inizio di un nuovo approccio alla viticoltura di qualità. 

È, dunque, un pezzo della storia di Ca’ del Bosco che ora si rinnova, ma solo nel nome. Fin dal principio, infatti, per la sua importanza storica e la sua unicità, lo “Chardonnay di Ca’ del Bosco” è sempre stato legato indissolubilmente al nome della cantina.

A partire dall’annata 2019, con la volontà di rafforzarne l’identità e favorire una maggiore distinzione dall’altro vino bianco prodotto da Ca’ del Bosco – Corte del Lupo – è stato scelto per lo “Chardonnay di Ca’ del Bosco” un nuovo nome, importante e ricco di storia: Selva della Tesa. 

Selva della Tesa: lo Chardonnay di Ca’ del Bosco cambia nome. Un pezzo della storia della realtà guidata da Maurizio Zanella si rinnova.
Maurizio Zanella

Selva, in riferimento al bosco che circonda il vigneto della Tesa, il primo alla fine degli anni ’70 ad essere piantato a 10.000 ceppi per ettaro: un vigneto di circa mezzo ettaro di superficie collocato in una zona nascosta e protetta da un fitto bosco di querce e castagni, in prossimità della sede di Ca’ del Bosco. 

Per la sua localizzazione quasi “segreta”, lontana da strade, era il luogo perfetto per poter sperimentare le nuove tecniche agronomiche ai tempi conosciute solo a livello teorico. 

Le uve di questa vigna hanno sempre dato origine a questo vino, unite in seguito a quelle di altre vigne storiche dell’azienda. Selva della Tesa 2019 racchiude in sé la vocazione di un territorio nell’esaltare i caratteri di un vitigno e la capacità dell’uomo nell’estrarli e trasformarli in un grande vino. 

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