• Trade

Vino dealcolato, appello dei produttori italiani: “Serve una legge”

BANNER

Come spiegare il paradosso italiano dei No e Low Alcol in Usa? Come sempre, chiamando in causa la burocrazia. E un impianto normativo che è rimasto almeno due anni indietro rispetto agli altri Paesi competitor in Europa. Un paradosso, quello sui Low Alcol, ancora più evidente se si guarda al vino dealcolato. E i produttori italiani, davanti a un business che si vedono sfuggire tra le mani, vero e proprio Eldorado in tempi di notevoli complicazioni sul fronte export, lanciano un accorato appello. Come spiega il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, evidenziando l’urgenza di una legge che non c’è.

Il paradosso italiano sul vino dealcolato: la legge che non c’è

A nome del vino italiano, Paolo Castelletti, segretario generale di Uiv, evidenzia quella che ormai è una situazione paradossale rispetto a cui urge un intervento normativo.

“Il segmento low-alcol può rappresentare un’opportunità anche e soprattutto là dove il prodotto tradizionale fa fatica, come dimostra il record ventennale di vino rimasto in cantina al termine della scorsa campagna vendemmiale”, sottolinea Castelletti. 

“Oggi per fare vini low alcol i produttori italiani hanno tre strade: utilizzare il vino come base per bevande aromatizzate, produrre vini da mosti parzialmente fermentati, oppure – in caso vogliano procedere con la dealcolazione – delegare il processo produttivo nei Paesi europei diretti competitor”.  

Il paradosso italiano sul vino dealcolato: la legge in Italia che non c'è. Appello dei produttori italiani sul business dei no e low alcol.

In Italia, segnala il rappresentante di Unione Italiana Vini, purtroppo non si riesce a partire, colmando un gap che si fa via via sempre più ampio.

“Da tempo Uiv sollecita un intervento normativo per disciplinare una produzione che l’Unione Europea ha autorizzato da più di due anni”, aggiunge Castelletti.

“Al netto delle bozze di decreto – su cui abbiamo evidenziato le perplessità del settore vino – siamo gli unici a non aver ancora recepito il regolamento Ue, con evidenti svantaggi competitivi rispetto ai produttori comunitari. Riteniamo quindi che il Governo debba trattare con la massima urgenza questo tema non più derogabile, definendo con chiarezza e assieme al comparto un perimetro chiaro di azione”. 

Con il paradosso che persiste, oggi, di trovare al supermercato sotto casa vini no e low alcol di competitor stranieri, attualmente in vantaggio su una ricerca e sperimentazione del segmento che sta facendo progressi di giorno in giorno.

BANNER
BANNER
BANNER
BANNER
BANNER