• Trade

Champagne tra bilancio 2023 e futuro: il Comité detta l’agenda

BANNER

L’agenda sui mesi a venire e il bilancio di quelli che sono stati anni da montagne russe, per vendite e per sfide da affrontare. Il Comité Champagne ha fatto il punto, in occasione di una conferenza stampa andata in scena ieri a Wine Paris & Vinexpo Paris 2024, sullo stato dell’arte della Denominazione transalpina e sul futuro delle bollicine più amate al mondo. A parlare, David Chatillon e Maxime Toubart, i co-presidenti, che hanno espresso il proprio ottimismo per il domani. Vigneron e Maison della Champagne, infatti, hanno saputo prendere congiuntamente decisioni strutturali e hanno avviato numerosi progetti per garantire l’equilibrio della filiera e il successo della Aop in tutto il mondo. Ecco quali sono stati gli impegni assunti in tema di vendemmia, ricerca e compravendita delle uve, i numeri di oggi e le sfide del futuro.

Una filiera sempre più responsabile: aperto il tavolo strategico sulla vendemmia

Impegni in tema di normativa e responsabilità sociale, adozione di un nuovo quadro di riferimento per i rapporti contrattuali tra Vigneron e Maison, innalzamento del plafond della riserva, ma anche la realizzazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Epernay sono tutte iniziative che dimostrano la determinazione della filiera e la sua fiducia nel futuro. Questi i principali punti al centro della conferenza di ieri a Parigi del Comité Champagne, dove si è partiti dalle criticità attorno a una filiera impegnata e responsabile.

Per affrontare direttamente le sfide connesse con il reclutamento dei vendemmiatori, l’interprofessione ha chiesto espressamente alle autorità di condannare severamente le condotte devianti osservate durante l’ultima vendemmia.

“Siamo impegnati a inquadrare più compiutamente questo momento cruciale e a lavorare sui problemi di fondo. L’obiettivo è assicurare lo svolgimento fluido della vendemmia, che, ogni anno, mobilita 100mila stagionali”, ha dichiarato Maxime Toubart, presidente del Syndicat général des vignerons e co-presidente del Comité Champagne.

Il Comité ha aperto quattro tavoli di lavoro strategici:

  • accoglienza
  • condizioni di lavoro, salute e sicurezza dei vendemmiatori
  • garanzie sull’offerta dei prestatori di servizi
  • agevolazione del reclutamento

Con i primi progressi sul tema saranno comunicati prima della vendemmia 2024.

Champagne tra bilancio 2023 e futuro: il Comité detta l'agenda a Vigneron e Maison su vendemmia, numeri e compravendita delle uve.

Rinnovato per cinque anni l’accordo di compravendita delle uve in Champagne

Su altri fronti, l’accordo di riferimento sulla contrattualizzazione della compravendita delle uve in Champagne è stato rinnovato per cinque anni: una decisione importante, in quanto si tratta dello strumento che garantisce l’approvvigionamento dei mercati e consolida il meccanismo di compartecipazione al valore.

Il secondo punto in agenda è stato quello di una interprofessione che guarda al  futuro. Da tempo la Champagne agisce e innova per adattarsi a nuove sfide e contesti inediti. Nell’ambito del piano nazionale di tutela del vigneto, il Comité partecipa attivamente alla lotta contro le nuove patologie, in particolare la flavescenza dorata, e si dota di strumenti per assicurare la perennità della viticoltura e a preservare la tipicità e l’eccellenza dello Champagne. Tra di essi, si segnalano: 

  • la realizzazione di una serra “insect-proof”. Sarà costruita una serra di nuova generazione, nell’ambito del progetto Qanopée, che vede coinvolta la Champagne oltre alle regioni viticole del Beaujolais e della Borgogna; l’obiettivo è garantire la produzione di viti per il quadrante nord-orientale della Francia. L’inaugurazione è prevista per l’estate del 2024;
  • l’ampliamento del centro di ricerca, sviluppo e innovazione con sede nella futura Maison de la Champagne a Epernay. I lavori, annunciati lo scorso anno, prenderanno presto il via. Il centro contribuirà alla realizzazione di azioni a favore della qualità e dello sviluppo sostenibile della filiera, grazie ad attrezzature all’avanguardia;
  • l’innalzamento del plafond della riserva interprofessionale. Strumento cruciale per la modulazione della produzione in Champagne, la riserva permette di conservare una parte dei vini prodotti nelle annate favorevoli per essere utilizzati in caso di vendemmie deficitarie. Allo scopo di garantire stabilità nella produzione commercializzabile annualmente e di favorire ulteriormente la resilienza della filiera, il plafond della riserva è stato portato da 8.000 kg/ha a 10.000 kg/ha.

Apre un Bureau du Champagne a Stoccolma, la Denominazione diventa  “nome notorio” in Cina

Da oltre 120 anni, i Vigneron e le Maison della Champagne lavorano fianco a fianco per tutelare la Denominazione e assicurarne il successo ovunque nel mondo. In linea con la volontà di ampliare la rete mondiale di “ambasciate”, con un nuovo Bureau du Champagne che aprirà i battenti a Stoccolma in aprile. L’ufficio di rappresentanza della filiera presso i Paesi nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca), sarà l’interlocutore locale per i media, i professionisti del settore, gli importatori e le istituzioni. L’espansione è giustificata dall’importanza crescente di questi mercati, dove la domanda è in costante ascesa da un decennio (+67%).

Ma a proseguire è anche la lotta per la tutela della Aop Champagne. Nel 2023, dopo numerose e significative vittorie legali contro l’abuso della Denominazione, in particolare in Canada e in Italia, la bollicina francese ha ottenuto lo status di “nome notorio” in Cina, primo fra le Denominazioni estere nel Paese. Un passo in avanti di portata eccezionale, che rafforza la tutela contro gli usi fraudolenti del termine Champagne per qualsiasi prodotto, anche laddove figuri in caratteri cinesi. 

“I nostri investimenti e i nostri impegni in termini di resilienza sono una priorità assoluta nell’assicurarci gli strumenti con cui garantire l’equilibrio di lungo termine sui mercati e per far sì che lo Champagne rimanga un vino d’eccezione”, il commento di David Chatillon, presidente dell’Union des Maisons de Champagne e co-presidente del Comité Champagne.

I numeri dello Champagne: cosa è cambiato

La conferenza a Wine Paris & Vinexpo Paris 2024 è stata l’occasione anche per fare un bilancio sui numeri. Lo Champagne resta incontestabilmente il riferimento principale per i consumatori. Secondo una ricerca di Ipsos del 2023, la bollicine francese più amata incarna sempre lusso e prestigio e gode di un’immagine senza eguali. I consumatori gli attribuiscono un potere emozionale unico, rendendolo la scelta ideale quale simbolo di eleganza e una presenza caratterizzante nei momenti importanti.

L’ottimismo degli champenois è motivato non solo da questi dati, ma anche dall’evoluzione dei consumi e dei mercati. Oltre ai brut sans année, i consumatori cercano oggi maggior varietà negli assemblaggi e nei dosaggi. La domanda di Champagne Rosé all’estero si è quintuplicata nel giro di 20 anni. A fine 2022, questa tipologia rappresenta più del 10% dell’export con 20 milioni di bottiglie. Anche gli Champagne a basso dosaggio (extra brut e pas dosé) fanno segnare un avanzamento, con un incremento dei volumi di quasi 70 volte nell’arco di due decenni: 6,4 milioni di bottiglie esportate nel 2022.

L’export rappresenta, poi, ormai oltre il 60% del totale delle spedizioni, con 171,7 milioni di bottiglie, contro il 45% di 10 anni fa, sebbene restino da conquistare ancora molti mercati. Se l’80% dello Champagne è tuttora venduto in soli otto paesi (compresa la Francia), i nuovi mercati, come Canada, Sudafrica e Corea del Sud, mostrano un interesse crescente e hanno registrato notevoli progressioni nel corso degli ultimi anni.

BANNER
BANNER
BANNER
BANNER IDEALWINE
BANNER