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Slow Wine Fair 2024: aziende, Masterclass e programma

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Tutto è pronto per Slow Wine Fair 2024, la manifestazione internazionale dedicata al “vino buono, pulito e giusto”, come sottolineano gli organizzatori. Una kermesse dove la viticoltura vuole essere buon esempio per una nuova agricoltura. In scena dal 25 al 27 febbraio, la terza edizione dell’evento organizzato da BolognaFiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food, presenterà un fitto calendario di Masterclass e una degustazione con circa 1.000 aziende espositrici, che significa oltre 300 in più rispetto all’edizione 2023, provenienti da tutte le regioni italiane e da 27 Paesi dei cinque continenti. In degustazione più di 5.000 etichette attendono appassionati, buyer e professionisti. Ecco il programma completo.

Numeri, Masterclass e programma di Slow Wine Fair 2024

Circa 1.000 espositori provenienti da tutte le regioni italiane e da 27 Paesi dei cinque continenti, oltre 5.000 etichette in degustazione: sono questi i numeri di Slow Wine Fair 2024. 

Il pubblico avrà la possibilità di scoprire vini che sono espressione di biodiversità, tutela del paesaggio agricolo, uso ponderato delle sue risorse, crescita culturale e sociale delle comunità contadine, e che puntano ad accrescere la consapevolezza dei consumatori. 

A Bologna, le occasioni di conoscenza e approfondimento sono offerte dal ricco banco d’assaggio, dalle 16 Masterclass e dalle conferenze e presentazioni in programma nello Spazio Reale Mutua, nella Demeter Arena e in Casa Slow Food, senza contare le iniziative di animazione promosse  dalle istituzioni territoriali, tra le quali Regione Lazio – Arsial e Agenzia Laore Sardegna, per un totale di oltre 70 eventi. 

Slow Wine Fair 2024: aziende, Masterclass e programma della manifestazione internazionale del vino buono, pulito e giusto a BolognaFiere.

L’Amaroteca

Non solo vino: alla Slow Wine Fair 2024 si conferma la presenza della Fiera dell’Amaro d’Italia, giunta alla quarta edizione, con un’area dedicata, dove produttori d’eccellenza espongono i propri amari. 

Sono 23 gli espositori selezionati da Amaroteca e dall’Associazione Nazionale Amaro d’Italia, alcuni dei quali raccontano i propri prodotti nel corso delle Masterclass. 

Novità di quest’anno è, poi, lo Slow Bar, uno spazio di incontri e degustazioni dedicato al mondo degli spirits , bevande ottenute dalla distillazione di cereali, frutta o verdura sottoposti a fermentazione alcolica.

La carica dei buyer a Slow Wine Fair 2024

Sono circa 200 i selected buyer e professionisti per i quali Slow Wine Fair 2024 è aperta tutti i giorni, si sono già registrati alla manifestazione e possono contare anche sul supporto del digitale, grazie al servizio di matching reso possibile dalla piattaforma B2Match. 

Come di consueto, è ampio e articolato il mondo Horeca, impreziosito dal coinvolgimento della rete di ristoratori amici di Slow Food. 

L’edizione 2024 della fiera pone l’accento anche su importatori e distributori nazionali, i cui cataloghi rispecchiano la selezione presente all’evento. A questo si aggiunga un importante lavoro di scouting degli operatori esteri grazie alla collaborazione con Ice e agenzie specializzate estere: Faye Cardwell (Baviera, Germania), Danitacom (Danimarca), Strive International Consulting Ltd.

Slow Wine Fair 2024: aziende, Masterclass e programma della manifestazione internazionale del vino buono, pulito e giusto a BolognaFiere.

“La Slow Wine Fair persegue un obiettivo importante e ambizioso: cambiare l’approccio all’agricoltura attraverso la produzione di vino”, afferma Giancarlo Gariglio, curatore della guida Slow Wine e coordinatore della Slow Wine Coalition. 

“Le quasi 1.000 aziende che esporranno i propri vini alla Slow Wine Fair 2024 hanno fatto da tempo una scelta precisa, che va nel senso della drastica riduzione o totale cancellazione della chimica di sintesi. Inoltre, utilizzano le risorse ambientali in maniera cosciente e sostenibile, sono lo specchio del loro terroir di provenienza, di cui preservano la biodiversità, e sono motori di crescita sociale delle rispettive comunità di appartenenza”. 

“Oltre il 50% delle aziende presenti sono certificate biologiche o biodinamiche e indicano con chiarezza come fare agricoltura in modo profittevole e sostenibile, avendo cura della fertilità del suolo, tema portante di questa terza edizione, della salute dell’ambiente e delle persone. Un suolo sano costituisce, infatti, la base essenziale dell’economia, della società e dell’ambiente, in quanto produce alimenti, accresce la nostra resilienza ai cambiamenti climatici e favorisce il nostro benessere. I professionisti e gli appassionati che si riuniranno nei padiglioni di BolognaFiere sono i veri ambasciatori di questo profondo cambiamento, che dobbiamo per forza di cose imprimere al nostro sistema agricolo”. 

Slow Wine Fair 2024: aziende, Masterclass e programma della manifestazione internazionale del vino buono, pulito e giusto a BolognaFiere.

E Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, conclude:

“Negli ultimi 10 anni le superfici di vite coltivate a biologico sono aumentate del 145%. La viticoltura bio copre una superficie di quasi 136mila ettari, il 19% dell’intera viticoltura nazionale, con picchi che toccano il 38% in alcune regioni fortemente vocate come la Toscana, dove nel Chianti Classico i vigneti bio hanno ormai superato il 50% del totale. La viticoltura bio rappresenta un esempio eccellente di resilienza e adattamento alla crisi climatica, che contribuisce contemporaneamente a preservare la fertilità del suolo e degli ecosistemi. Rappresenta un modello virtuoso in grado di unire il valore dell’identità territoriale delle denominazioni d’origine del nostro Paese a quello della sostenibilità del biologico”. 

“A Slow Wine Fair 2024, che consolida la nostra partnership con Slow Food e BolognaFiere, abbiamo organizzato un evento dedicato alla viticoltura bio come metodo di produzione per affrontare gli impatti climatici. Durante questo evento presenteremo esempi concreti di monitoraggio della biodiversità e della qualità dei suoli. Tali esempi permettono di progettare una strategia agronomica per creare un Sistema Vigneto in grado di rispondere agli shock climatici utilizzando gli elementi di criticità. Ciò consente di adottare soluzioni innovative basate sull’agroecologia e capaci di accrescere la resilienza delle piante nel loro ambiente”.

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