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Ghilardi Selezioni: “Il 2024 sarà l’anno della concretezza”

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Nata nel 2011 dalla passione e dalla decennale esperienza di Pietro Ghilardi nel settore del vino, come sommelier e brand manager per importanti marchi, Ghilardi Selezioni opera oggi su tutto il territorio nazionale grazie a una rete di oltre 150 agenti e un magazzino di 3600 mq. Attualmente il portfolio comprende oltre 90 brand provenienti da tutto il mondo, proponendosi così come uno tra i riferimenti nella selezione e distribuzione di marchi premium e super premium, in particolare nel settore degli craft spirits. Dal 2018, grande attenzione è stata dedicata dalla realtà bergamasca all’espansione del portfolio Wine, attraverso una continua attività di ricerca nei territori a maggiore vocazione vitivinicola del mondo. A inizio 2023, una nuova svolta dopo anni di crescite esponenziali, con il nuovo capitolo scritto dalla partnership con Maison de Champagne Taittinger, che consolida ulteriormente la reputazione del distributore. Con Pietro Ghilardi, Ceo e founder di Ghilardi Selezioni, abbiamo analizzato il 2023 dell’Horeca italiano e quali sono state le performance della sua azienda, tra trend e nuovi consumi.

Che 2023 è stato per l’Horeca italiano in termini di andamento e che performance ha registrato Ghilardi Selezioni negli scorsi 12 mesi?

Il 2023 va letto con due ottiche differenti. Da un punto di vista di Ghilardi Selezioni abbiamo avuto un anno spettacolare, tra i migliori di sempre con il 2022, e che si è chiuso con una crescita importante superiore al 45%, con anche l’incremento del nostro numero di clienti in tutta Italia. 

C’è da evidenziare che le performance degli scorsi 12 mesi, con il giro d’affari che ha toccato i 10 milioni e 700mila euro, che significa quasi tre volte tanto quanto fatto nel 2019, sono conseguenza delle novità importanti che li hanno caratterizzati: a iniziare dal via, da gennaio, della distribuzione di un marchio prestigioso come quello di Champagne Taittinger. L’analisi del mercato in generale, invece, è profondamente diversa. 

Ghilardi Selezioni: “Il 2024 sarà l’anno della concretezza”. Intervista a Pietro Ghilardi sul 2023 nel canale Horeca tra Wine & Spirits.

Ovviamente si arrivava da due anni eccezionali: tra un 2021 trainato dal turista italiano rimasto in patria e un 2022 che ha assistito all’esplosione delle visite di chi proveniva dall’estero, con la riapertura del flusso Extra Ue, dagli Usa al Giappone. Poi, l’arrivo dei primi rincari energetici, conseguenza della crisi in Ucraina, oltre alle prime avvisaglie dell’inflazione e l’aumento dei tassi d’interesse hanno condotto a un progressivo rallentamento del mercato, evidente poi nel 2023. 

Il calo degli scorsi 12 mesi si è avvertito, per una contrazione dell’entusiasmo che ha condotto tanti a prediligere di ottimizzare il proprio inventario, ordinando in proporzione meno rispetto al venduto se raffrontato agli anni precedenti. Poi il meteo dello scorso anno non ha certo contribuito, con il maltempo a condizionare il lancio della stagione estiva. Passate le disavventure, c’è da dire che verso la fine dell’anno abbiamo assistito a un Natale piuttosto solido.

Che 2024 sarà per l’universo Horeca?

Questo 2024 si è aperto con un gennaio in linea con le aspettative sulla falsariga di 12 mesi fa. Ora dobbiamo capire come si concluderà febbraio, ma penso che sarà un anno in chiaroscuro quello che ci attende, dove sarà necessaria grande precisione negli investimenti e nel lavoro. 

Gli auspici sono tutti per la seconda metà del 2024, quando confido ci possano essere nuovi condizioni che favoriscano una generale ripresa. 

Ma c’è da evidenziare che arriviamo da anni eccezionali per il settore Horeca e che il vero imprenditore è quello che fa un raffronto tra 2023 e 2019 per tirare le somme finali, perché 2020, 2021 e 2022 sono stati eccessivamente condizionati da fattori estemporanei. 

Diciamo che stiamo tornando alla normalità. La vera sfida ora sarà per le start up e le aziende più giovani nate negli anni della Pandemia, confidando che abbiano saputo bilanciare i loro investimenti a quelle che sono le aspettative reali di crescita odierne e future.

Oggi vedo un 2024 che s’incammina verso una conferma nei trend per i prodotti consolidati: mi attendo più concretezza e meno sperimentazione nelle scelte di acquisto e nei consumi.

Dalla prospettiva di una distribuzione che opera a livello nazionale come Ghilardi Selezioni, si sono osservate tendenze di consumo differenti degne di nota nel 2023 tra Nord, Centro e Sud?

Più che tra una parte e l’altra d’Italia, le grandi differenze nei consumi le hanno fatte le località di lusso, dove la clientela ha mantenuto il suo potere di spesa elevato, rispetto al resto del Paese: da Capri a Positano, fino alla Versilia di Forte dei Marmi. 

Oggi l’italiano medio paga sul suo tenore di vita la morsa dell’inflazione; dunque, è costretto a controllare di più le spese e a operare dei tagli. In questo contesto, una cosa che ho notato è stato che la ristorazione ha saputo tenere meglio dei cocktail bar. Sarà anche per questa concretezza nelle scelte fatta dai consumatori nel corso degli ultimi 12 mesi, anche sul fronte dei prodotti: si è bevuto di più il già noto al grande pubblico. 

Noi, ad esempio, abbiamo avuto un’annata eccezionale con lo Champagne, grazie anche a due marchi che nel segmento hanno grande appeal come Taittinger e Henri Giraud, arrivando da annate in cui il consumatore non sapeva più neanche dove poterlo acquistare per mancanza di disponibilità. Il 2024 non sarà un anno spumeggiante, ma in cui lavorando bene si potrà mantenere una performance positiva e comunque migliorare ulteriormente posizionamenti e giro d’affari.

Come giudica Pietro Ghilardi il ritorno complessivo delle spedizioni di Champagne ai volumi pre-Covid, dopo un -8,2% del 2023, e come vede il futuro per la tipologia sul mercato italiano?

Penso che lo Champagne abbia la sua nicchia consolidata, come evidenziano anche tanti report degli analisti sul medio e lungo termine. Continuerà a crescere, pur restando un prodotto limitato nei volumi. Si registrerà probabilmente un aumento generalizzato dei prezzi, collegato in primis ai produttori meno noti. 

Mi aspetto, dunque, anni di consolidamento per lo Champagne e, al contempo, di assistere a un ampliamento della gamma media della bollicina internazionale di fascia alta: buone notizie, dunque, per il Metodo Classico italiano, dall’Alta Langa a Franciacorta e Trento Doc, e anche per i Crémant. 

2024: quali sono le sorprese pronte a spiccare il volo?

Per fattori climatici e per abitudini alimentari, assisteremo sempre più a un’affermazione dei vini bianchi a discapito dei rossi. È una complessiva leggerezza che ritornerà a tavola e il consumo di vino seguirà questa evoluzione, attraverso una dinamica che comporterà minori volumi e una premiumizzazione negli acquisti. 

I prodotti stanno diventando sempre più esperienziali, così come i momenti di consumo. Oggi, per questo, serve fornire qualcosa di più e che sia di qualità. Lo dimostra proprio il 2023 appena andato in archivio: chi ha lavorato seguendo quest’ottica, ha avuto un ottimo anno; chi si è spaventato e ha abbassato il proprio standard, ha vissuto un pessimo anno. 

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