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La festa di Saint Vincent ad Ambonnay: il racconto di WineCouture di una tradizione della Champagne

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In che cosa risiede la magia dello Champagne? In un insieme di elementi che vanno ben oltre la consacrazione che l’ha condotta a divenire nel 2015 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco grazie a suoi Coteaux, Maisons e Caves. Tra vigne, cantine, Craie e vini, dov’è l’uomo? I Vigneron e le Vigneronne innanzitutto, che ogni giorno sudano tra i filari per trasformare quel che è un dono in un frutto prezioso. Si parla tanto dell’unicità del Climat e del Terroir di Champagne, ma poco dell’unicità di chi poi è la vera forza motrice di un universo intero. Un mondo variopinto, che ancora oggi poggia le sue fondamenta su un rito che non è solo augurio di buon auspicio per l’annata, ma più di tutto ribadisce la centralità del fattore umano, derivazione di una vocazione che si fa nel calice divina. Siamo stati ad Ambonnay, vocato Grand Cru, per condividere la tradizione della festa di Saint Vincent, santo patrono di chi lavora tra i filari, con i vignaioli e le vignaiole della Confrérie de Saint Vincent d’Ambonnay. Questo è il nostro racconto di una giornata davvero unica, esperienza che ti conduce alle radici dello Champagne e della Champagne da provare almeno una volta nella propria vita.

Festa di Saint Vincent ad Ambonnay: il racconto di una tradizione della Champagne con i Vigneron della Confrérie de Saint Vincent d'Ambonnay.
Ph. Marcello Brunetti

Un Grand Cru dalla vocazione divina e la festa con la Confrérie de Saint Vincent d’Ambonnay

I mantelli rossi spiccano nel corteo di persone che s’infila nelle piccole vie del paese. Ad indossarli i Vigneron, protagonisti di una giornata che celebra lo Champagne e chi lo produce. Ad Ambonnay, comune Grand Cru a sud est di Reims famoso per il suo Pinot Noir, la festa di Saint Vincent, patrono dei vignaioli, comincia al mattino presto, quando nelle case c’è fermento e i bambini vestono gli abiti della tradizione. 

Alle nove tutto il paese si riversa in una delle tante cantine per la colazione: Champagne e formaggio per tutti. Poi una banda scandisce l’inizio della parte più solenne della giornata. 

Festa di Saint Vincent ad Ambonnay: il racconto del santo patrono in Champagne con i Vigneron della Confrérie de Saint Vincent d'Ambonnay.
Ph. Marcello Brunetti

A guidare la processione verso la chiesa gli stendardi, le autorità e una piccola botte di legno che contiene la cuvée speciale che i produttori hanno creato insieme e che verrà utilizzata come vino per la messa. Nei secoli la ritualità è rimasta la stessa ma si fonde con una gratitudine sempre nuova per la generosità della natura. 

Ph. Marcello Brunetti

In un villaggio che conta più vigne che case, la cifra distintiva delle persone è proprio il rispetto per quel terroir – in questo caso, uno dei più straordinari di tutta la Champagne – che regala uve speciali. Ma c’è anche la consapevolezza che senza il “manico” del Vigneron, il vino non esisterebbe. 

È nel binomio che lega natura e uomo che l’essenza di questa festa si esprime: l’uno non può esistere senza l’altra. Ed è qui che affonda le radici la storia di Ambonnay: nella sua terra e nei suoi uomini. 

Festa di Saint Vincent ad Ambonnay: il racconto del santo patrono in Champagne con i Vigneron della Confrérie de Saint Vincent d'Ambonnay.
Ph. Marcello Brunetti

La fortuna di questo luogo – che vanta i filari più prestigiosi della regione – si lega indissolubilmente alle vite delle famiglie che da decenni fanno il vino portandolo all’eccellenza. Nomi come Egly Ouriet, Marie Noëlle Ledru, Eric Rodez, Jacques Beaufort sono senza dubbio tra i più conosciuti, ma sta nascendo una generazione di giovani, capitanata da Antoine Coutier, presidente della Confrérie de Saint Vincent d’Ambonnay, pronti a raccoglierne il testimone. 

La festa del villaggio diventa allora l’occasione per stringere e consolidare i rapporti, per discutere del futuro e per scambiarsi pareri. Nel cuore della giornata, tra un calice e l’altro, a tavola si respira la voglia di sentirsi parte di una storia comune e condividere il lavoro fatto.

Ognuno con i propri vini esprime sfumature diverse della stessa trama. Dai millesimati ai parcellari, passando per i monovitigno e le cuvèe fatte nella cantina della cooperativa: tutto si lega al medesimo filo rosso. Passione, dedizione, cura in vigna, precisione in cantina: Ambonnay è questo, ma non solo. In ogni sorso raccontato, ne corrisponde un altro pieno di mistero. Ed è nelle pieghe del non detto che si nasconde il fascino di questo villaggio in festa. 

Nello scorrere delle ore, scandite da formati di bottiglie sempre più grandi, arriva la sera. I bambini sono già a dormire, ma c’è chi ancora non vuole lasciar terminare la giornata. 

Nelle Crayères sotterranee, Ambonnay diventa un’unica grande cantina. Nei cunicoli fatti di quel gesso friabile tanto famoso si stappano grandi Vintage à la volée. Il tempo quasi si ferma. Sorsi inaspettatamente freschi e vivi svelano quel segreto fino ad ora taciuto: in quelle bottiglie i Vigneron nascondono la loro impronta immortale. 

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