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WineCouture Meets Lionel Cuenca

2024, un nuovo inizio per Fine Wines & Spirits all’asta: parla il founder di iDealwine

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Un ottimo indicatore per misurare la temperatura di quello che è l’andamento del mercato nel settore Wine & Spirits è offerto oggi da quella che si può a ragion veduta definire una vera e propria “Borsa del vino online” che vanta sedi a Parigi, Bordeaux, Hong Kong e Singapore. Stiamo parlando di iDealwine, piattaforma di riferimento per le aste di vini pregiati e la valutazione dei Grand Cru, fondata nel 2000 da Cyrille Jomand, Angélique de Lencquesaing e Lionel Cuenca, tre grandi appassionati con alle spalle un’esperienza lavorativa comune presso la Borsa di Parigi (Euronext). La destinazione privilegiata a cui indirizzarsi per quanti, collezionisti ma soprattutto operatori, siano alla ricerca di pezzi introvabili. Ma il servizio oggi offre l’interessante orizzonte di un’ampia selezione disponibile a prezzo fisso che viene costantemente rinnovata e arricchita con etichette acquisite da una rete diretta di oltre 900 produttori e presenta vini d’annata provenienti dall’acquisto di collezioni private. Con Lionel Cuenca abbiamo scattato un’istantanea su quelli che sono stati trend e record del 2023 per Fine Wines & Spirits e tracciato le prospettive per l’anno in corso, per una panoramica che regala spunti di riflessione importanti sul domani del vino e dei distillati.

Che anno è stato il 2023 per il mondo Fine Wines & Spirits nelle aste online?        

Il 2023 non è stato un anno semplice per il mercato dei fine wines: abbiamo assistito ad una flessione generale dei prezzi, specialmente per alcune regioni e produttori di punta. I primi sintomi si erano già manifestati negli ultimi mesi del 2022, ma è nel primo semestre 2023 che abbiamo osservato un vero e proprio ribasso per le quotazioni di alcuni vini il cui valore era salito alle stelle nel biennio precedente, in particolare per alcune grandi icone come Leroy, Auvenay, Rousseau, Roumier, Bizot, Lachaux, Rayas e Grange des Pères, quelli che noi definiamo i Big 8.

Quali sono stati termini ed effetti di questi ribassi sui Fine Wines?  

Un esempio eloquente può essere quello del Musigny del Domaine Leroy, protagonista indiscusso delle aste iDealwine ormai da diversi anni.

Nel 2022, l’annata 2006 è stata aggiudicata per 34.100 euro. L’anno precedente, sempre lo stesso vino nell’annata 2006 è stato aggiudicato per 28.240 euro. Nel 2023, l’annata 2011 di questa mitica cuvée è stata invece aggiudicata per 22.444 euro. 

O ancora: la Romanée-Conti 2015 della DRC, aggiudicata per 31.620 euro nel 2022, mentre lo scorso anno la stessa referenza è stata venduta 22.911 euro, a fronte di un -27,5%.   

2024, un nuovo inizio per Fine Wines & Spirits all’asta su FSA e iDealwine. Parla Lionel Cuenca, founder del sito: trend e record 2023.
Ph. iDealwine

Cosa si cela dietro a questa flessione?

La flessione dei prezzi registrata nel 2023 è dovuta ad un frangente economico e geopolitico sfavorevole a livello internazionale e sono tre i principali fattori che hanno avuto un impatto negativo nel mercato dei fine wines: l’inflazione, principale responsabile del calo degli acquisti anche in materia di vino; i tassi d’interesse, in continuo aumento e che fanno emergere nuove forme di investimento alternative al vino; infine, il tasso di cambio tra dollaro ed euro. 

In questo contesto totalmente incerto, i collezionisti fanno più attenzione ai prezzi dei vini messi all’asta, nonché alla qualità e rarità delle etichette proposte.

E oggi, qual è la temperatura del mercato?

Possiamo affermare che il mercato dei fine wines si sta stabilizzando. Non assisteremo a dei record spettacolari come quelli registrati nel 2021 e 2022 prima di parecchi anni, questo è certo. Tuttavia, ciò non vuol dire che collezionisti e appassionati non continuino ad andare alla ricerca dei vini più ambiti e prestigiosi al mondo: semplicemente, dato il contesto economico attuale, prestano maggiore attenzione ai prezzi delle etichette che acquistano. 

È importante sottolineare che la flessione dei prezzi registrata per i Big 8 non rappresenta lo specchio dell’andamento generale del mercato dei fine wines. Per queste tenute, i prezzi sono volati alle stelle nel primo semestre del 2022 e le quotazioni ora sono tornate ai livelli pre-Covid. Si noti però che i valori rimangono comunque piuttosto elevati. 

Per gli altri produttori, invece, l’interesse da parte degli amanti del vino non ha subito significanti variazioni, specialmente per i clienti privati. Sono stati soprattutto i professionisti a prestare una maggiore attenzione per i loro acquisti nel corso del 2023, andando solamente alla ricerca di etichette specifiche al fine di soddisfare le richieste dei propri clienti.       

E per i fine Spirits, qual è lo stato dell’arte?

Il mercato dei fine Spirits, esattamente come quello dei vini pregiati, ha subito una battuta d’arresto nel corso del 2023. Per via del contesto economico totalmente incerto, i collezionisti hanno cercato di prestare maggiore attenzione ai prezzi dei prodotti messi all’asta, nonché alla rarità delle etichette proposte. 

Nonostante tutto, il volume dei lotti venduti ha registrato un aumento del 10%, permettendo in questo modo ai collezionisti di aggiudicarsi delle belle referenze un po’ più di nicchia a dei prezzi più ragionevoli. 

Per quanto riguarda la tipologia di lotti aggiudicati, ci sono comunque delle eccezioni, perché le quotazioni dei grandi marchi del lusso non hanno subito alcuna flessione e continuano a registrare dei record significativi. Ne sono un esempio distillerie come Macallan, Springbank e Dalmore per la categoria Whisky. 

Possiamo quindi affermare che solo le referenze più rare e ambite al mondo hanno performato bene lo scorso anno. Se nel 2022 si è assistito ad un fenomeno in cui erano i distillati un po’ più di nicchia e collector ad emergere, come i rum Caroni o Demerara imbottigliati da Velier, ad esempio, nel 2023, invece, questa tendenza non si è confermata. 

A fare la parte del leone, gli scorsi 12 mesi, sono stati dunque i distillati premium e super-premium.

2024, un nuovo inizio per Fine Wines & Spirits all’asta su FSA e iDealwine. Parla Lionel Cuenca, founder del sito: trend e record 2023.
Ph. iDealwine

Sempre in riferimento a Fine Wines & Spirits, si sono osservate tendenze di acquisto differenti nel 2023 tra aste e vendita diretta sul vostro portale?

Per la categoria vini, le preferenze degli appassionati non hanno subito significanti variazioni rispetto all’anno precedente. Per i distillati, invece, il discorso è totalmente diverso.

Qual è stato lo scenario per i Fine Wines all’asta su iDealwine?

Per quanto riguarda le aste, come lo scorso anno la Top 5 delle regioni più ricercate in termini di valore sono state Borgogna (40%), Bordeaux (31%), Valle del Rodano (10%), Champagne (5,6%) e Valle della Loira (3,3%). Mentre in termini di volume, le posizioni si invertono fatto salvo per il Rodano che mantiene la sua terza posizione, mentre il primo e secondo posto vanno a Bordeaux e Borgogna, con Loira e Champagne rispettivamente al quarto e quinto posto. 

Negli acquisti diretti, invece, le regioni più ricercate nel 2023 sono state Borgogna, Bordeaux, Rodano e Champagne. Segue in graduatoria la nostra offerta di vini non francesi, in cui l’Italia rappresenta circa il 50% della proposta, e quelli della Loira.

Distillati all’asta: chi ha prevalso su FSA?

Su FSA, il nostro sito dedicato alle aste di distillati e liquori di prestigio, i collezionisti sono andati soprattutto alla ricerca di Whisky scozzesi e giapponesi, in particolare di distillati di punta come Macallan, Springbank, Dalmore per la Scozia e Yamazaki e Karuizawa per il Giappone. 

Sempre sul fronte Whisky, nell’ultimo anno è emersa un’altra tendenza: l’interesse sempre più marcato per quelli americani da parte dei collezionisti. Il rinnovato sguardo su questa tipologia mira, nello specifico, alle edizioni prodotte in esclusiva per il mercato francese ed europeo o ad esemplari esportati direttamente in Europa, in un periodo in cui gli americani non erano particolarmente interessati al Bourbon. 

La curiosità: il primo acquirente in termini di valore e volume per questa tipologia di prodotto risultano gli americani stessi. Gli Usa stanno infatti riscoprendo il Bourbon e i collezionisti sono sempre più alla ricerca di quelle edizioni limitate, approdate decenni fa direttamente nel mercato europeo senza mai fare tappa sul suolo americano. Poi c’è un caso particolare.

Ph. iDealwine

Quale?

Quello della Chatreuse è un fenomeno emerso ancor prima della nascita di FSA, quando alcuni esemplari venivano già proposti all’asta su iDealwine. Questo pregiato liquore a base di erbe, nel corso del tempo, diventerà sempre più difficile da trovare. 

La Chartreuse di recente è uscita dal circuito della distribuzione classica, a causa delle difficoltà riscontrate nel rispettare i volumi richiesti dal mercato: a partire da quest’anno, le assegnazioni saranno ancora più ristrette, di conseguenza diventerà sempre più rara e ricercata, a iniziare dalle versioni base imbottigliate in Francia, fino ad arrivare alle versioni più rare come la Vep o la Tarragone. 

Nel 2023, abbiamo assistito a un’assegnazione record per una Chartreuse Marseille 1921-2021, aggiudicata per 5.364 euro.

2024, un nuovo inizio per Fine Wines & Spirits all’asta su FSA e iDealwine. Parla Lionel Cuenca, founder del sito: trend e record 2023.
Ph. iDealwine

Quali sono oggi i plus che iDealwine mette a disposizione per le aziende del vino sue partner?

La maggior parte delle etichette proposte nella sezione enoteca online, ovvero la selezione a prezzo fisso, proviene direttamente dalle cantine delle tenute partner ed è il frutto di anni di consolidate collaborazioni con ognuna di loro. Ogni produttore e ogni cuvée sono selezionati con cura da un’équipe di esperti e appassionati, composta da un lato da diversi buyer che attraversano in lungo e in largo i vigneti francesi, italiani ed esteri per scegliere le migliori cantine, e dall’altro lato da un team di esperti che si occupa di assaggiare e di valutare tutti i vini che poi finiranno nei calici. 

È proprio questo team di wine expert che si occupa di raccontare ogni assaggio e la storia che si cela dietro ogni bottiglia. Così iDealwine offre alle proprie aziende partner una comunicazione su misura attraverso tutti i canali di cui dispone: operazioni commerciali con vendite regionali o per denominazione, selezioni speciali con una o più tenute; newsletter settimanali con relativi focus sulle tenute partner; articoli sul blog iDealwine che raccontano la realtà di ogni cantina; presenza nei saloni di settore; cene, degustazioni e masterclass con il cliente finale volte a promuovere le aziende partner con eventi organizzati non solo in Francia, ma anche in Europa, Asia e Stati Uniti; infine, grazie all’immenso lavoro redazionale che sta dietro la creazione delle schede tecniche, con un database tradotto in quattro lingue diverse, ovvero francese, inglese, italiano e tedesco, e gestito anche questo da un’équipe di veri appassionati. 

Ultimo ma non meno importante: l’accesso diretto ad una community di veri amanti del vino. Fin dalla sua creazione, infatti, l’obiettivo di iDealwine è sempre stato quello di rendere accessibile l’eccellenza dell’universo vinicolo a tutti gli appassionati di vino di tutto il mondo. 

Il nostro intento è sempre stato quello di rivolgerci ad un largo pubblico, dal neofita fino all’esperto conoscitore e di accompagnare il cliente finale nelle loro sue di acquisto tramite i nostri servizi informativi, cercando dunque di raccontare la realtà produttiva che si cela dietro ogni calice.

Tornando all’ambito Spirits, può dirci che cos’è e come funziona il progetto FSA?  

Fine Spirits Auction è una piattaforma online specializzata nelle aste di distillati e liquori di prestigio, creata nel 2020 in partenariato con La Maison du Whisky. Si tratta di un bel progetto, che riunisce il know-how di iDealwine per l’organizzazione delle aste online e le conoscenze de La Maison du Whisky sul mondo dei fine Spirits. È l’associazione tra due leader del settore, che hanno deciso di riunire il proprio savoir-faire e di creare un sito dedicato unicamente alle aste di distillati online. 

Funziona esattamente come il sito iDealwine per la sezione aste, con i relativi strumenti di analisi messi a disposizione di amanti e collezionisti: dai report mensili e annuali al database con andamento degli indici per referenza, notifiche e così via.

Qual è la “temperatura” del mercato delle aste online in questo inizio 2024?       

Rimango piuttosto ottimista. Lo scorso anno, abbiamo assistito ad un fenomeno di stabilizzazione dei prezzi e di ritorno alla normale per le quotazioni di alcuni vini. In questo inizio 2024 siamo ripartiti da un andamento più “sano”, caratterizzato da prezzi più ragionevoli. 

Ci saranno sempre dei fenomeni di speculazione per alcune referenze, questo purtroppo non lo possiamo evitare, ma si tratterà solo di fenomeni rari e isolati.

All’interno del panorama delle aste online, quali spazi ci sono oggi per le produzioni che non sono i grandi Cru di Borgogna e Bordeaux?

Da sempre notiamo un fervido interesse per le cuvée rare o millesimate dei più rinomati Champagne, ma da qualche anno a questa parte si assiste anche a un interesse sempre più marcato per i grandi nomi e le tenute di nicchia di regioni francesi come Loira, Jura o Savoia. 

Senza parlare dell’interesse crescente per i fine wines italiani da parte dei collezionisti e amanti del vino di tutto il mondo. La loro presenza nelle nostre aste è aumentata notevolmente negli ultimi anni, specialmente nel 2022, rappresentando il 61% dei vini non francesi presenti nel catalogo delle vendite, contro il 39% dell’anno precedente. Nel 2022, i vini italiani hanno registrato una crescita del 32% in termini di volume e del 53% in termini di valore rispetto al 2021. 

Stiamo ancora analizzando i dati del 2023, ma data l’importanza dei vini pregiati italiani nelle nostre aste, sono sicuro che l’Italia ha registrato dei bei record anche gli scorsi 12 mesi. Ma c’è un altro fenomeno che notiamo sempre di più nelle nostre aste…

2024, un nuovo inizio per Fine Wines & Spirits all’asta su FSA e iDealwine. Parla Lionel Cuenca, founder del sito: trend e record 2023.
Ph. iDealwine

Quale?

La ricerca crescente da parte degli appassionati per le produzioni classificate Vin de France. All’interno del panorama viticolo francese è sempre più frequente trovare dei produttori che decidono di non produrre più i loro vini all’interno di una Aoc e di classificare una parte o la totalità della loro produzione in Vin de France. 

Questa nouvelle vague di viticoltori che si allontanano dalle restrizioni imposte dalle Denominazioni col fine di elaborare dei vini prodotti nel rispetto dell’ambiente e secondo dei metodi di vinificazione naturale, sembra attirare sempre di più l’interesse di amanti e collezionisti. 

All’asta sono soprattutto regioni un po’ più di nicchia come lo Jura, la Savoia e la Loira ad avere maggior successo. Se dovessimo fare un esempio, potrei parlarvi di Richard Leroy, Bernaudeau, François Chidaine, Dagueneau per la Loira, Domaines des Murmures, Domaine des Miroirs, Labet per lo Jura e Jean-Yves Péron per la Savoia. A parer nostro, si tratta di un fenomeno che col passar degli anni è destinato ad amplificarsi.       

Quali sono stati i Fine Wines best seller su iDealwine nel 2023?

Tra i best seller registriamo due grandi tendenze: da una parte la Borgogna, dall’altro Bordeaux. Nel primo ambito, la bottiglia più costosa del 2023 è stato un esemplare di Romanée-Conti 2015 dell’eponima tenuta, aggiudicato per 22.911 euro. 

Nella storia di iDealwine, la Romanée-Conti ha sempre ottenuto la prima posizione nel palmares delle Maison e lotti più cari aggiudicati all’asta, ma poi ha perso questo primato nel 2020, 2021 e 2022. La medaglia d’oro per quegli anni è spettata al raro e ambito Musigny di Leroy. 

Ça va sans dire, in seconda posizione nella Top 5 delle bottiglie più costose troviamo lo stesso Musingy di Leroy nell’annata 2011, battuto all’asta per 22.444 euro. 

Le altre posizioni della classifica sono anch’esse occupate dai grandi nomi della Borgogna: nello specifico, troviamo al terzo posto un Chevalier-Montrachet 2005 del Domaine d’Auvenay, aggiudicato per 19.030 euro, seguito da una bottiglia di Musigny 2010 di Georges Roumier, aggiudicata per 16.902 euro e l’altrettanto raro Vosne-Romanée 1er Cru Cros Parantoux di Henri Jayer, venduto nell’annata 1990 per 13.764 euro. 

Come possiamo notare, la Borgogna conferma la sua supremazia, dominando la scena anche nel corso del 2023. Poi c’è Bordeaux, che se diamo uno sguardo ai lotti più costosi aggiudicati lo scorso anno occupa ben tre posizioni su cinque, mostrando che sono sempre le casse collector come il Carré d’As e le annate mature ad essere le più ricercate o i formati rari come nel caso del lotto più caro dell’anno: sei magnum di Petrus 1982 aggiudicate per 43.820 euro.

E tra gli Spirits, qual è la classifica dei sogni su FSA?

La Top 5 dei distillati aggiudicati all’asta nel 2023 vede primeggiare una Jeroboam di Caroni 23 years 1994, battuta a 53.642 euro. Questo Rum, per il secondo anno di seguito, si aggiudica il primo posto nella classifica dei lotti più costosi scambiati su FSA. Nel 2022, era stata una Magnum Caroni 1994 Guyana Stock ad essere battuta per 41.205 euro. 

In generale, i rum imbottigliati da Velier hanno sempre avuto un enorme successo e fin dalla creazione di FSA hanno sempre registrato dei bei record, come anche nel caso dei rum Demerara o dei rum agricoli millesimati. 

Nel 2023, poi, la graduatoria dei sogni ha visto salire sul podi un Macallan (The) 52 years 1946 Of. Select Reserve, aggiudicato per 23.010 euro, e un Yamazaki 1986 Of. The Owner’s Cask n°6G5029 – bottled 2006 LMDW 50th Anniversary Suntory Single Cask, battuto a 22.420 euro. 

Chiudono la classifica un Yamazaki 1993 Of. Single Sherry Butt Cask n°3T70070 – bottled 2012 LMDW The Private Cask, venduto a 21.122 euro, e un Karuizawa 1969 Number One Drinks Vintage Ex-Bourbon Cask n°8183 – bottled 2012 LMDW, pagato 14.662 euro.

2024, un nuovo inizio per Fine Wines & Spirits all’asta su FSA e iDealwine. Parla Lionel Cuenca, founder del sito: trend e record 2023.
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