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Il 2023 del vino nelle enoteche Vinarius: “Un’ottima annata”

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Cosa si è venduto di più nelle enoteche italiane nel 2023? E quali le scelte dei consumatori gli scorsi 12 mesi in tema vino? Abbiamo fatto un punto con Andrea Terraneo, presidente Vinarius, l’Associazione delle Enoteche Italiane, su quelli che sono stati andamenti e trend nel canale. Una fotografia, quella scattata, che mostra come le bollicine, in particolare Metodo Classico e Champagne, abbiano fatto da traino agli acquisti in enoteca nel 2023. Con le vendite che sempre più vanno in direzione di un posizionamento medio alto, mentre tra i rossi sono stati i “soliti noti” ad affermarsi gli scorsi 12 mesi, con il Barolo a guidare le classifiche di preferenze. E le aspettative rimangono alte anche in vista dell’imminente primavera 2024, come evidenzia proprio Terraneo nella sua disamina. 

2023 positivo per le vendite nel canale: l’analisi delle enoteche Vinarius

“La lettura del 2023 per l’universo delle enoteche Vinarius è senza ombra di dubbio positiva, soprattutto laddove confrontata con i dati complessivi di altri canali del settore vino, dalla Gdo all’Online”, spiega il numero uno dell’associazione. “C’è stata, dunque, un’ampia e generalizzata soddisfazione da parte di tutti per come si sono conclusi gli scorsi 12 mesi e le attese 2024 sono quelle di una ripresa che migliori leggermente anche i già positivi andamenti dello scorso anno, con un occhio ovviamente già rivolto alla Pasqua. Come da trend degli ultimi tempi, gennaio e febbraio serviranno per carburare proprio in vista di un marzo e aprile che ci attendiamo in crescendo, a lanciare poi la volata all’arrivo dell’estate”. Con un solo interrogativo al momento: “Come sappiamo tutti, l’incognita meteo definirà tanto, come d’abitudine, quelli che saranno gli esiti di una stagione che poi, di riflesso, condizionerà anche il giudizio finale sull’anno che sarà”, specifica Terraneo. 

Il 2023 del vino nelle enoteche Vinarius: “Un’ottima annata”. Andrea Terraneo, presidente dell’Associazione delle Enoteche Italiane.

Quella che si legge, nonostante le congiunture economiche complesse, è però una positività diffusa, sostenuta dall’interesse di una clientela alla ricerca della qualità. Come dimostra proprio il 2023, dove un segnale vivido di buona salute del settore è stato fornito da alcuni trend legati alle tipologie: tra i vini spumante Metodo Classico più richiesti a primeggiare è stato lo Champagne, seguito da Franciacorta e Trento Doc. Una menzione particolare l’ha conquistata il Metodo Classico Oltrepò Pavese, tornato a essere una scelta ricercata. 

Tra i vini fermi, sul podio dei rossi dell’ultimo Natale a primeggiare è stato il Barolo, subito seguito a pari posizione da Brunello e Amarone, e poi dal Chianti Classico Docg. 

“La bollicina continua a rappresentare un traino decisivo anche all’interno delle vendite in enoteca”, sottolinea il presidente Vinarius. “Con il Metodo Classico che nel 2023 ha performato meglio rispetto allo Charmat: poi, sia chiaro, i numeri in termini di volumi sono ancora a favore della seconda tipologia, ma il dato evidenzia che sempre più il consumatore guarda al primo prodotto con un rinnovato interesse”. 

Un 2024 che si annuncia in crescendo per il vino

Per il 2024, cosa attendersi? “Se per i rossi sarà o meno, ancora una volta, l’anno dei soliti noti è difficile da dirlo oggi”, risponde Terraneo, che poi spiega: “In un canale come il nostro, infatti, non è facile emergere e dare vita a un vero e proprio boom. Ci sono Denominazioni su cui da tempo puntiamo, ma i cui numeri rimangono poi sempre quelli di nicchie. L’effetto boom, così, può limitarsi alla singola enoteca o al contesto regionale, ma quando si parla d’imporsi a livello nazionale, come fenomeno all’interno del nostro contesto di vendita, è tutto molto più difficile. Com’è successo, ad esempio, per gli autoctoni in passato, un trend può imporsi in una certa zona con delle politiche anche sinergiche di territorio, perché in quell’ambito non servono grandi numeri o investimenti di particolare rilevanza. Per orizzonti più ampi, però, servono budget e impegni comunicativi sostenuti anche da volumi e disponibilità importanti”. 

Tornando ai numeri, gli enotecari Vinarius evidenziano che, comparando il dato con l’inverno 2022, per il 55% di loro l’andamento delle vendite nello stesso periodo 2023 è risultato assolutamente migliore. “Il trend positivo è confermato dalle aspettative per il periodo primavera/estate 2024”, riprende Terraneo. “La maggioranza, ovvero il 63% si aspetta una tenuta delle vendite, mentre il 27% ha aspettative ancora superiori. La crescita dei consumi delinea un percorso virtuoso: dalla progressiva evoluzione delle proposte fino alle scelte più consapevoli e approfondite da parte della clientela, che individua nell’enotecario un professionista con cui confrontarsi e orientarsi nella selezione dei vini”. 

Il 2023 del vino nelle enoteche Vinarius: “Un’ottima annata”. Andrea Terraneo, presidente dell’Associazione delle Enoteche Italiane.

Ad alzarsi è stata anche la battuta media dello scontrino in enoteca nel 2023, come spiega ancora il presidente Vinarius: “Lo evidenziano anche i trend di acquisto, che mostrano la scelta di orientarsi su produzioni ad alto valore aggiunto, come nel caso del Metodo Classico. Così, se prima lo scontrino oscillava tra i 15 e i 20 euro, oggi si è passati a 25 o 30 euro. Guardando gli ultimi dati sulle vendite di vino, d’altronde, assistiamo in maniera generalizzata a quello che è un calo dei volumi ma una crescita del giro d’affari. Una dinamica figlia di una premiumization dei consumi. Stesso principio vale per il distillato medio”. 

“Il consumatore, negli ultimi anni, è evoluto molto sotto il profilo della conoscenza e della spesa: calcola meglio cosa acquistare, magari orientandosi su meno bottiglie, ma gestendo il budget puntando su una più alta qualità per singola referenza. Vedi anche il caso Champagne nel 2023, con il nuovo anno che si annuncia simile come dinamica a fronte del ritocco dei listini che porterà a una crescita ulteriore dei valori della battuta delle bollicine francesi”. 

Vinarius: lo stato dell’arte nel mondo del vino e per l’associazione delle enoteche italiane

La conclusione è dedicata all’evoluzione di una associazione sempre più riferimento per l’intero comparto. “Cresciamo, con nuovi ingressi di soci anche in questo inizio di 2024”, sottolinea Terraneo. “Dopo tanti anni di semina cominciamo a raccogliere il frutto del lavoro fatto, con sempre più giovani enotecari interessati a fare gruppo. Oggi, poi, rispetto a un tempo è tutto più facile: grazie alla forza dei social che permette di restare più connessi anche tra noi membri e a relazionarsi con nuovi potenziali soci. Il futuro è senza dubbio nel segno dell’ottimismo per noi come Vinarius”. 

Mentre sulle sfide di settore, il numero uno di Vinarius conclude: 

“Serve sempre più serietà a ogni livello. Il castello del nostro mondo è sviluppato in maniera corretta, tra controlli, filiera e attori protagonisti. Ma poi bisogna che quotidianamente ognuno s’impegni a rispettare le regole e a contribuire a fare crescere un intero movimento senza scatti in avanti in solitaria, ma favorendo un dialogo che coinvolga realmente tutte le parti. Da sempre, noi come Vinarius siamo i fautori del dialogo: si può poi non essere in accordo su questo o quel tema, ma serve parlare con tutti. Solo così le criticità, che ovviamente esistono, potranno essere realmente superate”.

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