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Il calice da Barolo secondo Italesse: la novità T-made 75

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Per gustare al meglio un grande vino occorre un calice all’altezza. Un bicchiere che sappia esaltare eleganza, tratti e complessità di un territorio. Proprio come nel caso del mito Barolo a cui Italesse ha scelto di dedicare la sua ultima novità: il calice T-made 75, nuova sfumatura del Progetto Senses.

La sfida di creare un calice da Barolo

È una vera e propria sfida quella con cui si è confortata Italesse con il lancio del suo primo “calice da Barolo”. Una novità che è frutto di un know how di anni, acquisito accanto a chi produce con passione vini di eccellenza e sviluppato grazie al Progetto Senses attraverso l’utilizzo della migliore tecnologia produttiva possibile.

Prende forma così il confronto con il mito Barolo, la cui grandezza è esaltata, nelle sue caratteristiche principali, grazie al calice T-made 75, la cui progettazione ha tenuto conto di tutti i fattori, gli stili e le complessità di un territorio unico nel suo genere. Un percorso di valorizzazione, quello firmato Italesse, che parte dall’assunto che ogni vino è unico per le sue sensazioni organolettiche, figlie di uno specifico terroir.

L’azienda triestina da sempre mira proprio a dimostrare l’importanza di creare strumenti professionali che rispettino l’unicità, superando il concetto di bicchiere varietale per introdurre quello del calice sensoriale. T-made 75, il nuovo calice da Barolo secondo Italesse, non fa eccezione confermando la strada intrapresa tesa alla valorizzazione della cultura dell’esperienza di degustazione. 

“Con la realizzazione di questo calice, il progetto Senses e la nostra filosofia di progettazione di calici sensoriali, acquisisce una sua maturità raggiungendo risultati tecnici unici”, evidenzia Massimo Barducci, Ceo Italesse, presentando l’ultima novità. “Il nostro obiettivo non era fare un calice bello e leggero come oggi sembra richiedere il mercato, ma un calice performante dal punto di vista tecnico. Ecco la bellezza della sfida. Anche se spetta ad altri dirlo, riteniamo non solo di esserci riusciti, ma di aver realizzato un calice anche esteticamente bello quanto straordinariamente leggero”.

Il calice da Barolo secondo Italesse: la novità T-made 75 e il Progetto Senses che esalta le complessità di un territorio.
Ph. InstaWineItalia (come cover)

Come è nato T-made 75 e il Progetto Senses

14 mesi di lavoro tra fasi di studio, progettazione e test; 660 degustazioni per 30 tipologie di vini Barolo di diversa provenienza, stili e annate; 15 calici test per approdare a 4 diversi prototipi realizzati per individuare le forme definitive del T-made 75: questo il percorso che ha condotto alla nascita del nuovo calice da Barolo.

“Realizzare il calice da Barolo è stata una vera e propria sfida”, spiega Paolo Lauria, sommelier e head of marketing Italesse. “Ciò è stato possibile grazie all’esperienza accumulata, negli anni, accanto a chi produce, con passione, vini di eccellenza, ma anche grazie al know-how acquisito con il progetto Senses e all’utilizzo della migliore tecnologia produttiva possibile”.

“Il risultato raggiunto con il T-made 75 è sorprendente. Si tratta di un calice che colpisce alla vista, per la capacità di valorizzare il colore unico dei vini Barolo, che mostra il suo potenziale al naso, mettendo in evidenza eleganza e complessità, ma soprattutto che fa la differenza al palato. È un calice che, più di altri, lo si apprezza quando, nella degustazione, ci si lascia guidare dai sensi”.

La grandezza della sfida è chiara se si considerano le caratteristiche del Barolo e la conformazione di un territorio, unico nel suo genere, con una superficie vitata destinata alla produzione di oltre 2.258 ettari, 11 distretti viticoli e 181 MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) caratterizzate da differenti caratteristiche topografiche, geologiche, altitudini e, al netto delle condizioni atmosferiche sempre più imprevedibili, climi. Nel T-made 75 numerosi sono quindi gli elementi studiati per valorizzare l’insieme delle sensazioni organolettiche dei vini Barolo, al naso come al palato, per disegnarne la sua fisionomia. 

Il calice da Barolo secondo Italesse: la novità T-made 75 e il Progetto Senses che esalta le complessità di un territorio.
Ph.Norberto Pezzotta

La forma della coppa, con pareti affusolate e avvolgenti e il bevante pronunciato sono stati studiati per far risaltare l’equilibrio e l’eleganza del vino; il fondo, ampio e piatto, è stato pensato per incidere sulla percezione della morbidezza, dell’alcool e della complessità e, in combinazione con le forme della coppa, per valorizzare il colore del vino; Il diametro del bevante è stato calcolato in modo da valorizzare l’intensità olfattiva e la freschezza del vino al palato.

Attenzione alla forma e altrettanta ricerca anche nei materiali. Tutti i calici High Performance di Italesse, inclusi i T-made, sono realizzati infatti con il miglior vetro cristallino per garantire la massima trasparenza possibile, elemento fondamentale per la valutazione visiva del vino. 

L’architettura di questi prodotti è studiata attentamente per assicurarne, con il perfetto bilanciamento dei pensi, la resistenza e la perfetta maneggevolezza. I “Leggerissimi”, grazie al perfezionamento della tecnica del soffiaggio a bocca e della lavorazione a mano, raggiungono un’elasticità da record, in grado di aggiungere alla percezione visiva, olfattiva e gustativa, anche l’emozione di quella tattile.

Così, accanto al T-made 55, pensato per i Vermentini di Sardegna e di Gallura, e al T-made 70, strumento di degustazione ufficiale del Consorzio del Brunello di Montalcino, oggi fa il suo esordio sul mercato il nuovo T-made 75, calice da Barolo secondo Italesse.

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