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Maison Trénel: la Borgogna davvero per tutti in 6 vini

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In un momento in cui i grandi bianchi e rossi di Borgogna sembrano inavvicinabili per il portafoglio dei comuni mortali, a causa di prezzi schizzati alle stelle, ecco che una nuova felice intesa porta in Italia una gamma di etichette perfette per approcciarsi a questo territorio mito del vino con il giusto rapporto tra qualità e prezzo. Vi raccontiamo la storia di Maison Trénel e di 6 suoi vini, oggi grandi new entry che entrano a far parte del catalogo di Gruppo Meregalli. 

La storia di Maison Trénel

“Facciamo bene solo ciò che conosciamo bene”: questo il motto da sempre di Maison Trénel. Una realtà storica in Borgogna, nata nel 1928 ad opera di Henri Claudius Trénel, proprietario di un ristorante a Cluny. Il via dell’attività vinicola si dimostra subito un successo, ma l’azienda è poi con la seconda generazione, quella di André Trénel, il figlio del fondatore, che tra il 1945 e il 1988 diviene un riferimento.

Nel dopoguerra, infatti, prende il via l’ascesa della Maison con la sua affermazione come riferimento di vino di qualità all’interno dei Bouchon Lyonnais, i tradizionali ristoranti della zona di Lione.

Allo stesso tempo, il successo di Maison Trénel è legato al nome di Jules Chauvet, enologo tra i pionieri del naturale in Francia e mentore per molti produttori di vino, che contribuisce in maniera decisiva allo sviluppo commerciale del marchio.

La parabola dell’azienda però s’interrompe dopo la scomparsa di André Trénel, vivendo anni di decadenza e riannodando il filo di un discorso spezzato soltanto nel 2015 con la sua acquisizione da parte di Michel Chapoutier, ambizioso produttore simbolo del vino del Rodano che porta la sua esperienza nella selezione parcellare in Borgogna.

È una vera e propria rinascita, quella che fa seguito al passaggio di mano, che nel corso degli ultimi anni ha riportato Maison Trénel al cuore della ristorazione francese, come evidenzia una produzione che oggi tocca le 400mila bottiglie, per il 45% distribuite in Francia, solo nel canale Horeca tra ristoranti ed enoteche, e per il restante 55% a prendere la via dell’export.

L’identità della new entry del catalogo 2024 di Gruppo Meregalli 

Tracciare l’identità di Maison Trénel oggi è relativamente semplice: è un’azienda che può essere considerata come una specialista della Borgogna meridionale. Parliamo di quella zona a cavallo tra il Mâconnais, terra eletta per grandi bianchi, e il confinante Beaujolais, patria di rossi a base Gamay che stanno oggi sperimentando una seconda vita dopo anni in cui ha dovuto ritrovare il proprio smalto.

“Quando parliamo di Mâconnais, zona che vede la sua identità definita dai suoi suoli calcarei, facciamo riferimento a Chardonnay più mediterranei e sapidi. Vini che sposano benissimo i pesci di lago, ancor più che quelli di mare”, sottolinea Paolo Michaut, brand sales manager di Gruppo Meregalli.

“È il classico vino francese: quello della più pura tradizione. E le etichette firmate da Maison Trénel sono vere ambasciatrici del Mâconnais, zona troppo spesso sottovalutata e meno nota rispetto ad altre della Borgogna, e del Beaujolais”.

Maison Trénel: la Borgogna davvero per tutti in 6 vini. Come nasce la selezione new entry del catalogo 2024 di Gruppo Meregalli.

Un’identità chiara, quella di questi vini, dettata anche da una mano mai invadente dalla vigna alla cantina: nessuna termovinificazione, lieviti indigeni e ricerca della maturità attraverso la fermentazione malolattica, così da rispettare la caratterizzazione di terroir in cui la vite è coltivata fin dal tempo dell’Impero Romano.

È così che nasce una Borgogna davvero per tutti, che si articola nell’offerta che Gruppo Meregalli oggi porta in Italia tra bianchi, in primis, un rosso Coteaux Bourguignons 100% Gamay e una bollicina Crémant de Bourgogne che affina sui lieviti tra i 15 e i 24 mesi a seconda della maturità dei frutti dell’annata. Ecco il racconto del nostro assaggio di queste etichette.

La Borgogna davvero per tutti in 6 vini

Sei vini per altrettante sfumature di una Borgogna davvero per tutti, sia che si parli di gusti, sia che si faccia riferimento al portafoglio, tasto dolente quando si fa riferimento alle produzioni della celebre patria del Pinot Nero.

Ed è proprio dal principe dei vitigni che si parte, con una bollicina che lo affianca a Chardonnay, Aligoté e Gamay, in un inusuale ma affascinante blend che dà vita al Crémant de Bourgogne Extra-Brut NV Maison Trénel. La maggioranza di Pinot Nero contribuisce nel favorire la proposta di un dosaggio più basso per fare emergere il calcare su cui poggiano le vigne in cui è coltivato. Poi, quasi due anni di riposo sui lieviti, dai 15 ai 24 mesi per addolcire il frutto maturo: quasi il doppio rispetto agli standard della Denominazione per le bollicine. Al palato emergono note di fiori bianchi e pasticceria, tipiche del lungo invecchiamento, in un sorso rotondo e complesso. Per un perfetto compagno in aperitivo e con formaggi stagionati come il Parmigiano.

Spazio poi alla gamma in bianco, iniziando da un classico Bourgogne Chardonnay Maison Trénel che fermenta in acciaio per fare esprimere tutto il carattere del vitigno in questa parte del mondo. Poi una fase d’invecchiamento per sei mesi (90% sui lieviti in vasche d’acciaio e 10% in botti) per conferire pienezza e rotondità, dando quella svolta che regala una beva semplice ma di carattere. Per un’etichetta abbordabile, guardando al rapporto tra qualità e prezzo, vera rarità di questi ultimi tempi per la Borgogna.

Maison Trénel: la Borgogna davvero per tutti in 6 vini. Come nasce la selezione new entry del catalogo 2024 di Gruppo Meregalli.

Un primo passo, quello del Bourgogne Chardonnay, che conduce poi al secondo step: quello di un Saint-Véran Maison Trénel generoso al palato, più rotondo ed equilibrato del vino precedente, con un finale lungo dove si uniscono acidità e mineralità. Un bianco, definito da una fase di invecchiamento vede protagoniste botti di rovere da 600 litri più che la tradizionale barrique borgognotta, perfetto da abbinare a pollame in crema, frutti di mare e pesce.

Si parla sempre di Chardonnay con il Pouilly-Fuissé Maison Trénel, ma dalla nota maggiormente tranchant rispetto al Saint-Véran: se il precedente era vino più orizzontale, ricordando uno stile Côte d’Or, questo gioca tutto sulla verticalità, come uno Chablis. Per un bianco che al palato è elegante, con una freschezza amplificata dal bell’equilibrio tra acidità e mineralità che consente un perfetto abbinamento tanto con pollo di Bresse con spugnolo o blanquette di vitello, quanto con piatti speziati come i gamberi al curry.

A chiudere la batteria in bianco è il Pouilly-Vinzelles “Les Quarts” Maison Trénel, il vino che lega l’azienda borgognona alla nuova expertise portata da Chapoutier, realtà pioniera della vinificazione parcellare in Rodano. Una visione differente per uno Chardonnay dove andiamo a recuperare le caratteristiche di base del Saint-Véran per via di un suolo argilloso che dona orizzontalità e complessità al vino. Poi, spazio all’unicità della parcella “Les Quarts”, con l’affinamento in barrique di rovere francese per 12 mesi che si avverte, ma poi a guidare è il finale minerale che allieta la beva. Per il perfetto accompagnamento per pollo arrosto, frutti di mare alla griglia o meglio ancora un formaggio Comté stagionato.

Maison Trénel: la Borgogna davvero per tutti in 6 vini. Come nasce la selezione new entry del catalogo 2024 di Gruppo Meregalli.

Dulcis in fundo, l’unico rosso che Gruppo Meregalli ha scelto per la selezione italiana: un Coteaux Bourguignons Maison Trénel da uve Gamay, che al palato è morbido, con un bel finale tra liquirizia e pepe che regala una beva ottima a un prezzo corretto. Fresco, da servire in tavola anche a due o tre gradi di meno di quello suggerito dai manuali, è vino di materia prima affinato in cemento. Un vero e proprio rosso da pranzo della domenica, perfetto da abbinare a carni o formaggi a pasta molle come il Camembert o il Brie.

Come nasce la selezione Maison Trénel nel portfolio di Gruppo Meregalli

La scelta di Gruppo Meregalli d’inserire nel proprio catalogo 2024 questa selezione firmata Maison Trénel mira, come spiegato, a offrire l’alternativa di una Borgogna davvero per tutti. Vini perfetti anche da proporre al calice, in modo da dare la possibilità a chiunque di approcciare questo grande territorio francese.

“Dopo l’euforia che ha caratterizzato la prima metà del 2023, da qualche mese i consumatori fanno i conti con il portafoglio”, ha sottolineato in occasione della presentazione della new entry in portfolio Marcello Meregalli, amministratore delegato del Gruppo.

“Oggi parliamo di un trend, quello Borgogna, che va molto forte ma che è esploso in prezzi. La bravura di Chapoutier è stata commerciale: agglomerare i costi per costruire prodotti di altissima qualità ma a prezzi accessibili. Partiamo, dunque, con una selezione di Maison Trénel per offrire una Borgogna più lavorabile da ristoratori ed enotecari e pensata per chi vuole approcciarsi a questo territorio mito ma in modo ragionevole con delle etichette entry level di qualità”.

“Il momento economico è quello che è, ma attendiamo di vedere a Bruxelles cosa si deciderà sui tassi d’interesse per ritrovare una buona dose di fiducia nella seconda metà del 2024 che si possa dimostrare migliore di quello che è stato lo stesso periodo nel 2023. E pensiamo di poter dare una mano alle vendite proprio con prodotti intelligenti come quelli di Maison Trénel”.

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