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Le Crocine: la storia del Cabernet Franc omaggio a Eva Green

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Un progetto d’amore, per il vino ma prima ancora di coppia. Circa 20mila bottiglie, il numero congruo per giustificare un’iniziativa che non si è ma posta l’obiettivo di realizzarne milioni, ma di essere sostenibile nel suo progressivo sviluppo. Ma soprattutto una “ambasciatrice” di fama mondiale a cui è dedicata una cuvée davvero speciale: la stella del cinema Eva Green. Parliamo di Le Crocine, una vera e propria boutique winery nata tra Bolgheri e Bibbona, in terra eletta per il vino. Dietro a questo nome una coppia nella vita: Niccolò Marzichi Lenzi, già amministratore delegato di Tenuta di Biserno e nipote “d’arte” di Piero Antinori, e la moglie Joy Green, sorella gemella della celebre attrice. Quel che conta però non sono i legami di parentela o l’immagine, pur anch’essi importanti nel risultato finale di questa equazione, ma quel che ritroviamo nel calice. E con i vini Le Crocine è un interessante viaggio alla scoperta quello in cui siamo condotti, grazie al 100% Cabernet Franc Cuvée Eva Toscana Rosso Igt e un classico eppur moderno Le Crocine Toscana Rosso Igt, vino della “casa” che si svela col suo carattere versatile, piacevole e schietto.

Joy Green e Niccolò Marzichi Lenzi

La storia di Le Crocine, la boutique winery tra Bolgheri e Bibbona nata dall’amore tra il nipote di Piero Antinori e la sorella di Eva Green

Bere meno, ma meglio: questo è il trend di oggi. E all’interno di un mondo del vino che muta, il progetto di Le Crocine s’innesta alla perfezione. Un’iniziativa che punta in alto, grazie a etichette che si mostrano già pronte nel calice alla loro uscita per accompagnare un pasto, ma che sono altrettanto capaci nel tempo di dimostrarsi eterne. A iniziare dal Cabernet Franc in purezza dedicato alla star cinematografica Eva Green, sorella gemella di Joy che con il marito Niccolò Marzichi Lenzi ha dato forma a un curioso esperimento sulla Costa Toscana.

“Abbiamo iniziato per pura passione”, spiega Marzichi Lenzi introducendo la nuova annata della Cuvée Eva Toscana Rosso Igt 2022 pronta a fare il suo esordio con l’arrivo della primavera, “volevamo produrre un vino con le nostre mani e sperimentare per raggiungere l’obiettivo di mette in bottiglia qualcosa che in primis piacesse a noi, ossia un vino fruttato, equilibrato, speziato e vivace, di personalità, che riflettesse la varietà e la provenienza”.

Prende forma così un progetto che col passare degli anni si è dimostrato vincente. E pensare che ha preso vita sotto la tettoia del garage di casa nel 2012, primo anno di vinificazione. Un’appassionata “avventura enosentimentale” che da allora di strada ne ha percorsa parecchia, giungendo oggi a entrare in una fase che la vede strutturata all’interno di Tenuta di Biserno, da cui passano ora le operazioni legate a vinificazioni e logistica, oltre a vedere una partnership distributiva con Compagnia del Vino che le permetterà di ampliare il proprio presidio del mercato italiano. Già, perché finora le etichette Le Crocine sono esistite, ma per quasi il 90% hanno sempre preso la via che conduce oltreconfine.

In Italia, l’attenzione è stata sempre riservata alla ristorazione della provincia di Livorno, dove nelle migliori tavole si possono degustare i vini firmati da Niccolò Marzichi Lenzi e Joy Green, ma nel prossimo futuro è in agenda un’espansione all’interno dell’universo Horeca, pur sempre con una stringente politica di selezione delle “ambasciate” del marchio, per via delle limitate quantità di bottiglie disponibili: 20mila l’anno, come detto in principio, tra cui se ne contano 10mila di Le Crocine Toscana Rosso Igt e 4mila della Cuvée Eva Toscana Rosso Igt, mentre il resto è composto dal Bolgheri Doc Le Crocine 57022 e da un’altra speciale etichetta.

La storia di Le Crocine e del Cabernet Franc tra Bolgheri e Bibbona nata dall’amore tra il nipote di Piero Antinori e la sorella di Eva Green.

La filosofia dietro la bottiglia è relativamente semplice: scegliere il meglio, pur non avendo vigneti di proprietà o in affitto. Una logica che “scardina” il pregiudizio troppo spesso diffuso che da uve conferite non possa nascere un grande vino. 

“La nostra fortuna deriva dal fatto che viviamo in una zona altamente vocata per la cultura della vite, dove le diverse tipologie di terroir e i numerosissimi produttori, ci consentono di poterci approvvigionare di uve dalle migliori zone, in base allo stile di vino che cerchiamo di ottenere per quell’annata”, spiega Marzichi Lenzi. “Questo mètisage, per utilizzare un termine francese per descrivere l’incrocio di razze o di culture, ci consente di arricchire i nostri vini, dando loro un’identità unica. L’insieme di queste micro-vinificazioni è eseguito con il minor numero d’interventi, proprio per ottenere il massimo dell’espressione da ogni terroir”.

Prendono così forma rossi sinceri e per niente banali, che si discostano da quello che è il “già noto” di una terra eletta come Bolgheri. Le Crocine, infatti, acquista le uve per produrre i propri vini selezionando minuziosamente conferitori dislocati non solo nella zona della Denominazione, ma anche a Bibbona e Suvereto. E c’è di più: a essere attentamente osservata è la qualità di ogni grappolo anche in base all’annata rispetto alla provenienza. Ed è così che etichette come la Cuvée Eva Toscana Rosso Igt possono nascere o meno a seconda di come sarà giudicato adatto stilisticamente il frutto dell’anno rispetto al concetto di base su cui si fonda il vino: ad esempio, la novità 2022 è stata “promossa” per dare vita alla quarta uscita, dopo 2016, 2018 e 2020, a differenza di una 2021 giudicata complessivamente eccezionale ma che non soddisfava i criteri per diventare quella specifica referenza.

“Si tratta di un concetto”, conclude Marzichi Lenzi a proposito dell’approvvigionamento e selezione della materia prima, “che non preclude in alcun modo la qualità, sempre che si sia disposti a riconoscere al produttore dell’uva il giusto prezzo per la qualità che produce. Abbiamo semplicemente preso spunto da qualcosa che funziona da anni in varie parti del mondo, come la Borgogna e la Napa Valley”.   

Dal Cabernet Franc Cuvée Eva al taglio bordolese Toscana Rosso Igt: due vini spettacolari

A Le Crocine sono prodotte quattro etichette, ognuna con una personalità ben distinta ma figlie di una medesima tecnica comune. “L’uva appena vendemmiata viene selezionata e messa nella diraspatrice. Gli acini sono selezionati e ulteriormente puliti dai residui verdi e dalle parti poco mature, per poi essere immersi, senza ausilio di pompe, in piccole vasche di acciaio”, spiega Marzichi Lenzi. “Dopo una breve macerazione pre-fermentativa a freddo, la fermentazione avviene per opera di lieviti autoctoni per un periodo dai 7 ai 10 giorni circa a una temperatura massima tra i 28 e i 30°C. Durante questo tempo vengono effettuate follature e/o qualche rimontaggio. Tutto il processo è svolto con estrema delicatezza per evitare eccessiva estrazione”.

È così che prende vita la punta di diamante della produzione, quella Cuvée Eva Toscana Rosso Igt dedicata alla stella del cinema Eva Green, cognata di Niccolò Marzichi Lenzi. 100% Cabernet Franc, è un vino intenso e potente che si contraddistingue per le intriganti note di frutti rossi, moka e legno di Sandalo. 

La storia di Le Crocine e del Cabernet Franc tra Bolgheri e Bibbona nata dall’amore tra il nipote di Piero Antinori e la sorella di Eva Green.

Nato per puro caso, con l’annata 2016 assaggiata nella sua prova di botte ancora in cerca di un’identità dall’attrice francese di passaggio in Toscana per fare visita alla sorella Joy dopo un red carpet al Festival di Cannes a inizio 2017, questo vino si è distinto fin dai primi tempi in barrique, “tassativamente francese”, per il suo equilibrio e la sua complessità. Per questa ragione è stato imbottigliato separatamente, lasciando esprimere liberamente questa sua personalità un po’ insolita e sicuramente peculiare, che ben ricorda la persona a cui è stato dedicato.  

La storia di Le Crocine e del Cabernet Franc tra Bolgheri e Bibbona nata dall’amore tra il nipote di Piero Antinori e la sorella di Eva Green.
Eva Green (Ph. Fred Meylan)

Sole 4mila bottiglie e un prezzo al pubblico che si aggira attorno agli 80 euro, la Cuvée Eva deve la sua freschezza e il suo carattere unico ai terreni e all’ambiente dove le uve sono prodotte. Il vigneto beneficia di una situazione privilegiata, per la sua esposizione perfetta nei mesi dove la pianta necessita maggiormente di sole. Allo stesso tempo i suoi terreni “freschi” consentono alle radici di reperire le risorse idriche necessarie per non andare in sofferenza nei mesi di scarsità idrica. La gestione della parete fogliare completa l’opera, per ottenere una maturazione ottimale. 

Dopo un’attenta selezione, gli acini diraspati vengono posti per gravità in piccole vasche di acciaio, in modo da far giungere i frutti integri. Fatta una breve macerazione pre-fermentativa a freddo, avviene spontaneamente la fermentazione alcolica seguita da quella malolattica. Il vino viene poi trasferito in barrique per un affinamento di circa otto mesi.

“Grazie al suo lato speziato, è un vino perfetto da abbinare a un tonno alla piastra, magari condito con erbe provenzali, ma sposa bene anche una bella Fiorentina, se si preferisce la carne. E saprà accompagnare il pasto fino in fondo, sorseggiando un calice mentre si degusta del pregiato cioccolato”, spiega Marzichi Lenzi di questo Cabernet Franc davvero unico nel suo genere.

La storia di Le Crocine e del Cabernet Franc tra Bolgheri e Bibbona nata dall’amore tra il nipote di Piero Antinori e la sorella di Eva Green.

In tavola, Le Crocine presenta anche un Toscana Rosso Igt, tradizionale taglio bordolese che si dimostra vino versatile, piacevole, schietto fin da subito. Un blend dove a guidare resta sempre il Cabernet Franc, supportato da parti minoritarie di Merlot e Cabernet Sauvignon.

Più “abbordabile” della precedente etichetta in quanto a prezzo, si aggira infatti poco sopra i 20 euro al pubblico, rappresenta il vino d’entrata della cantina toscana. Anche in questo caso, dopo un’attenta selezione, gli acini diraspati vengono posti per gravità in piccole vasche di acciaio, in modo da far giungere i frutti integri. Fatta una breve macerazione pre-fermentativa a freddo, avviene spontaneamente la fermentazione alcolica seguita da quella malolattica. Il vino viene poi trasferito in barrique per un affinamento di circa otto mesi.

L’annata 2022 che arriva oggi in commercio rappresenta una bella espressione di questo caratteristico blend internazionale, dove a un naso di frutta matura accompagnata da note varietali tipiche del Cabernet Franc, fa da contraltare in bocca un tannino vellutato del Merlot spinto, sul finale, dalla freschezza del Cabernet Sauvignon. 

Per un rosso perfetto in abbinamento a carni di manzo e maiale, polpette al sugo, pollo al curry, nonché piatti a base di selvaggina e agnello. Un vino, questo, non dedicato a una star del cinema ma che nondimeno merita di stare sotto le luci dei riflettori.

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