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Vinitaly sbarca al Parlamento Europeo di Bruxelles con un’edizione 2024 da record

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Vinitaly protagonista al parlamento Europeo di Bruxelles, dove approda per presentare l’edizione 2024 (a Veronafiere dal 14 al 17 aprile), la numero 56, caratterizzata da alcuni record: 1.200 top-buyer, in crescita del 20% sull’edizione 2023 e del 70% rispetto a due anni fa. Alla conferenza stampa di presentazione della kermesse  hanno partecipato anche Ignacio Sánchez, segretario generale CEEV (Comitato europeo delle aziende vitivinicole) e John Barker, direttore generale OIV (Organizzazione internazionale della vigna e del vino). “Questa è la prima presentazione di Vinitaly che facciamo al Parlamento Europeo, che è il centro nevralgico della politica Comunitaria, con l’obiettivo di contribuire ad accendere un ulteriore faro sul vino italiano, che ha proprio in Vinitaly il suo brand fieristico di promozione globale”, ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. “Con questa logica della promozione abbiamo da poco terminato anche un giro del mondo durato oltre un semestre per operare una selezione ponderata dei principali buyer da invitare a Vinitaly. Il target è raggiunto ma oltre al successo numerico ci attendiamo soprattutto un riscontro molto positivo in termini di qualità della domanda rappresentata. Un lavoro possibile anche grazie alla collaborazione e al sostegno del governo italiano, del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, del ministero del made in Italy, delle Ambasciate e degli enti istituzionali preposti alla promozione, Ice Agenzia in primis. Un sistema di relazioni grazie alle quali Vinitaly ha potenziato il proprio know how, attivando un programma di condivisione sempre più stretto con i player del settore su scala mondiale». 

Vinitaly 2024: la forza di un sistema

Per Vinitaly 2024, provengono da 65 Paesi i protagonisti della domanda estera selezionati, invitati e ospitati a Verona, a cui si aggiungeranno – secondo le stime – circa 30 mila operatori stranieri che confluiranno a Vinitaly da oltre 140 Nazioni.

Il contingente più corposo degli ospiti rimane quello statunitense con oltre il 15% delle presenze, seguiti da altre 3 piazze strategiche extra-Ue: Canada, Cina e Regno Unito, che assieme sommano il 23% degli arrivi. A livello di macro-regioni, la platea dei top buyer più numerosa proviene dal Nord America e dall’Europa (ognuna con un’incidenza al 26%), seguiti da Asia e Oceania (23%), Europa dell’Est (13%), Centro-Sud America (7%) e Africa (4%). Nel complesso, i 65 Paesi rappresentati valgono il 95% del totale export enologico made in Italy.

“È forte la convinzione”, ha aggiunto l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese, “di poter fare molto in favore di un settore di cui ci sentiamo parte integrante. In un periodo non certo facile ci sentiamo ancor più in dovere di dare le giuste risposte a chi investe in fiera. La prima parola chiave è senz’altro business, la seconda è consapevolezza di un capitale strategico, oltreché identitario, per l’economia italiana ed europea sempre più sotto la lente di tesi allarmistiche. Per questo, in occasione della prima giornata nazionale del Made in Italy il 15 aprile presenteremo, assieme al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, la ricerca intitolata “Se tu togli il vino all’Italia, un tuffo nel bicchiere mezzo vuoto”. Uno studio, realizzato dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e da Prometeia, sull’impatto che il Belpaese subirebbe in termini socio-economici, turistici e identitari da un’ipotetica scomparsa del vino dall’Italia”.

Alla 56esima edizione di Vinitaly, il quartiere fieristico è sold-out con oltre 100mila metri quadrati e 4.000 imprese espositrici. In contemporanea, si svolgeranno anche la 28ª edizione di Sol, International olive oil trade show (area C), Xcellent Beers (area I) e il 25° Enolitech, Salone internazionale delle tecnologie per la produzione di vino, olio e birra (pad. F). 

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