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Allegrini: la scelta sostenibile del Lugana Doc Oasi Mantellina

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Un grande vino è sempre e innanzitutto figlio del vigneto in cui prende forma. Ma non si parla soltanto di suoli e terroir. Quello a cui si deve prestare attenzione, infatti, è anche e soprattutto la salute della vigna e, ovvio riflesso, delle uve. Da sempre, indicatore fondamentale nella lettura di questo elemento è la molto reclamizzata biodiversità, concetto che meriterebbe un capitolo a sé nelle sue molteplici declinazioni applicabili al vino. Ma a voler in breve sintetizzare una parola dalle mille sfumature, è il principio della ricchezza di vita sulla terra quel che meglio la riassume. Dunque, non soltanto si deve parlare di vigna, ma anche dei diversi ecosistemi che vi ruotano attorno, istante dopo istante, lungo l’incedere dei giorni e delle stagioni: dall’uomo, artefice di quella che sarà la trasformazione in vino dell’uva, a flora e fauna, con una particolare attenzione a quei minuscoli e spesso invisibili insetti impollinatori che con il loro prezioso apporto contribuiscono in maniera decisiva a generare e far prosperare la stessa biodiversità che poi giunge dritta nel calice. Proprio come nel caso della scelta sostenibile del Lugana Doc Oasi Mantellina di Allegrini.

La biodiversità come scelta sostenibile di campo

In questo tourbillon di una biodiversità che prospera in vigna e poi che in bottiglia trova la sua sintesi le api giocano un ruolo decisivo, fondamentali con il loro contributo diretto del perpetuarsi di un numero sterminato di specie vegetali del mondo. 

Per questo motivo, sono sempre più le aziende che hanno scelto d’intervenire in maniera diretta a difesa di una specie senza la quale nulla crescerebbe, salvaguardandone l’esistenza e favorendone la riproduzione. Come nel caso di un volto storico del vino italiano, Allegrini, che racconta oggi un’idea che va ben oltre il vino attraverso il suo più elegante volto in bianco.

Allegrini: la scelta sostenibile del Lugana Doc Oasi Mantellina. La biodiversità come scelta di sostenibilità di campo in vigna.

Una scelta che non stupisce, ulteriore segno tangibile dell’impegno sostenibile della storica azienda veronese. Da generazioni, d’altronde, la famiglia Allegrini vive a Fumane, piccola località nel cuore della Valpolicella Classica, tramandando la cultura della vite e del vino. Protagonisti in queste terre fin dal XVI secolo, l’azienda assume la propria fisionomia moderna grazie al capostipite della nuova generazione, Giovanni Allegrini, tra i primi a stravolgere, negli anni ’60, le abitudini consolidate e parlare con chiarezza di “qualità” in un’epoca in cui il parametro della “quantità” era il solo ad indirizzare le produzioni. 

Nasce così quello “stile Allegrini”, il cui testimone è passato in mano oggi alla settima generazione dei fratelli Francesco, Giovanni e Matteo e della cugina Silvia.

L’azienda veronese, dall’annata 2019, ha deciso di scommettere, per i vini bianchi, su un’altra prestigiosa Denominazione, spingendosi fuori dai confini della Valpolicella, fin in Lugana. È tra le dolci colline moreniche che circondano il Lago di Garda che ha preso forma un progetto che in bottiglia ha assunto le sembianze del Lugana Doc Oasi Mantellina, che tratteggia nel calice il frutto di un singolo vigneto, un’oasi di natura incontaminata dove rare specie animali godono di un habitat naturale unico, in primis per quegli insetti impollinatori che qui trovano una dimora sicura. 

Api, innanzitutto, ma anche farfalle, bombi, ditteri, imenotteri e coleotteri vari, cui oggi è stata dedicata una specifica “comfort zone” all’interno della tenuta. Perché fin dal principio dell’avventura di Allegrini sulle sponde del Garda, l’intento è stato quello di preservare questi luoghi per le generazioni future e al contempo dare forma, con maestria e saggezza, a un simbolo d’eccellenza nel calice. 

Allegrini: la scelta sostenibile del Lugana Doc Oasi Mantellina. La biodiversità come scelta di sostenibilità di campo in vigna.

Il Lugana Doc Oasi Mantellina 2023 di Allegrini

Il Lugana Doc Oasi Mantellina di Allegrini è innanzitutto un vino che valorizza il territorio e che si lega a traguardi concreti di sostenibilità dell’azienda, certificati da un lato dall’impegno Equalitas e dall’altro dal riconoscimento Biodiversity Friend Beekeping, che esplicita la cura non solo della vite ma anche l’attenzione agli esseri viventi che popolano il paesaggio, come evidenza bene proprio la struttura del WWF installata per accogliere gli insetti impollinatori. 

Allegrini: la scelta sostenibile del Lugana Doc Oasi Mantellina. La biodiversità come scelta di sostenibilità di campo in vigna.

Poi c’è la grandezza di un bianco su cui oggi è sempre più impresso il nome della famiglia Allegrini, grazie anche allo stemma storico che dall’annata 2022 ne arricchisce la veste. Un altro segno del valore aggiunto del progetto attorno a cui ruota il Lugana Doc Oasi Mantellina, che nasce da una pressatura soffice di uve Turbiana e Cortese, seguita dalla permanenza per circa quattro mesi in acciaio e affinamento ulteriore di due mesi in bottiglia. 

Sono proprio le uve raccolte a perfetta maturazione che portano in dote un frutto bianco maturo, contornato da fresche note floreali e sentori di mandorla. In bocca, Oasi Mantellina 2023, l’ultima release, debutta con la tipica ricchezza del Lugana, poi la spiccata acidità ha il compito di tenderne il sorso e donare agilità. Per un vino che non si ferma al semplice aperitivo. Se da un lato, chiama all’abbinamento con antipasti o pesce di lago, tra cui trota, persico e lavarello, la sua versatilità lo spinge ben oltre i confini del Garda: l’internazionalità del gusto non trova certo impreparato questo Lugana. Per un bianco che si fa perfetto accompagnamento al pesce crudo, a partire dai “tagli giapponesi” di sashimi e sushi, spaziando poi per tutte le variazioni sul tema proposte in cucina nel mondo.

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