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Nino Negri porta il Nebbiolo in alta quota con il Vigna Fracia per Milano Cortina 2026

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Una degustazione unica, in attesa di un vino che punta alle prossime Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. A quota 3000 metri, sabato 23 marzo, la cantina Nino Negri è stata protagonista nel calice di un’esperienza in cui musica e natura hanno trovato un connubio nel segno di una delle più fulgide e storiche eccellenze vitivinicole di Valtellina. Al rifugio Heaven 3000 di Bormio, infatti, le note del compositore Alessandro Martire hanno echeggiato, in perfetta armonia con il sonno delle 1.300 magnum di Vigna Fracia Valtellina Superiore Docg Valgella 2016 che stanno affinando nella cantina ad alta quota per una release che si annuncia già da sogno, già pronta a condurre quel Nebbiolo che a queste latitudini è detto Chiavenasca a nuove vette.

Una edizione speciale di Vigna Fracia Valtellina Superiore Docg Valgella 2016 per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026

È una edizione speciale quella del Vigna Fracia Valtellina Superiore Docg Valgella 2016 che sta riposando a quota 3000 metri di altitudine presso il rifugio Heaven 3000 di Bormio.

A firmare le 1.300 magnum è la cantina Nino Negri, volto storico del vino valtellinese, che in vista delle prossime Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 ha pensate a un progetto che punta davvero in alto.

Nino Negri e il Nebbiolo in alta quota con Vigna Fracia Valtellina Superiore Docg Valgella 2016 per Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

A una nuova quota, più nello specifico, per quel Nebbiolo che in questo angolo di Lombardia prende il nome di Chiavenasca. Merito di un progetto di affinamento a cui sta venendo sottoposta una delle produzioni simbolo della realtà valtellinese, quella figlia di Vigna Fracia, la prima vigna ad essere acquistata, nel 1897, e ancora oggi vinificata e imbottigliata separatamente, con il proprio nome in etichetta. 

Una vigna di montagna che si trova di fronte a una vallata alpina ricca di ghiacciai che determinano condizioni climatiche uniche. Per un vino di montagna, che ora in questa sua accezione assumerà un volto ancora diverso e più completo.

“Quello della Valtellina è un habitat unico, la nostra parte di montagna dove raccogliamo l’uva e facciamo il vino è sicuramente più calda di quella del rifugio Heaven 3000 di Bormio dove si trova ora la nostra speciale cantina di affinamento in alta quota”, ha spiegato Danilo Drocco, direttore ed enologo della cantina Nino Negri. “Però ci piaceva l’idea, vivendo in una valle che ha caratteristiche uniche e straordinarie, unire la parte viticola che si sviluppa a circa 300 metri di altitudine a quella dove abbiamo organizzato una speciale degustazione, a 3000 metri d’altezza. Ci piace fare vini di montagna, sfruttando ogni aspetto della montagna. L’altitudine fa venire meno un po’ di ossigeno: e quello che andiamo a cercare è proprio questa poca disponibilità che anche a livello di affinamento ci dovrebbe aiutare a dare forma a vini diversi”.

“Oggi questa speciale release sono due anni che si trova a quota 3000 e ci rimarrà fino al momento delle Olimpiadi Invernali, quando avrà 10 anni di affinamento alle spalle, di cui cinque a 300 metri e altrettanti nella cantina del rifugio Heaven 3000 di Bormio”.

Tre sfumature di Nebbiolo secondo Nino Negri: la degustazione della nuova annata di Vigne di Montagna 

Un vino, dunque, davvero speciale, che abbiamo potuto vedere ma non aprire. Per l’occasione, è stata la nuova annata dei tre “nuovi” Cru dell’azienda valtellinese i protagonisti in tavola a Heaven 3000. Le sfumature del Nebbiolo che cresce sui terrazzamenti tra Inferno, Grumello e Valgella, progetto che vi avevamo raccontato in anteprima in occasione del suo lancio.

Vigne di Montagna è stata, infatti, una rivoluzione che ha posto al centro la marcata biodiversità che differenzia ogni terrazza dall’altra, con suoli diversi che conducono anche ad affinamenti e conseguenti espressioni nel calice differenti.

Come hanno testimoniato le nuove release degustate del Vigna Ca’ Guicciardi Valtellina Superiore Docg Inferno 2020, del Vigna Sassorosso Valtellina Superiore Docg Grumello e del Vigna Fracia Valtellina Superiore Docg Valgella 2019 Nino Negri. Nel bicchiere, abbiamo trovato conferma della concentrata freschezza del primo, della croccante verticalità del secondo e dell’elegante e setosa balsamicità del terzo.

Un perfetto accompagnamento non solo ai piatti portati in tavola, elogio che ha esaltato il meglio della materia prima valtellinese, ma anche alla speciale esibizione del giovane compositore Alessandro Martire, che con vista sulle vette circostanti ha dato vita a una performance intitolata Ice Waves, che ha saputo mettere in contatto il vino con la natura in un contesto estremo ma unico.

Una giornata dedicata alla montagna e ai suoi segreti, alcuni dei quali non ancora rivelati, proprio come nel caso delle bottiglie che attendono di essere aperte e condivise per un nuovo affascinante racconto della maestosa fierezza di un vino valtellinese che con Nino Negri rinnova la sua ambizione a puntare alla vetta.

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