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Pinot Grigio Delle Venezie: le strategie per il futuro della Doc

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Si è svolta il 4 aprile presso l’Hilton Milan la conferenza stampa “Pinot Grigio Delle Venezie Doc: Analisi di mercato e strategie per il futuro” organizzata dal Consorzio Tutela Vini Doc Delle Venezie, in collaborazione con Ismea – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Un primo appuntamento aperto ad operatori, aziende e stampa che ha visto la presentazione di un’indagine di mercato volta ad analizzare gli indicatori del segmento commerciale, il posizionamento e il livello di internazionalizzazione del Pinot Grigio Doc Delle Venezie, oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica Denominazione d’origine le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento. Un importante lavoro di ricerca e raccolta dati che è in linea con il percorso strategico di valorizzazione della denominazione di origine Delle Venezie che negli ultimi anni ha visto rafforzato il suo posizionamento a livello internazionale. Un’occasione per condividere i dati strutturali di produzione e di imbottigliamento – forniti da Triveneta Certificazioni, organismo di controllo della Doc Delle Venezie – così come del commercio estero e dei canali di distribuzione del primo vino bianco italiano per volumi d’esportazione, oltre il 95% del totale, utile per ascoltare l’importante testimonianza di tre grandi imprese associate rispetto a risultati e obiettivi a livello produttivo, qualitativo e di posizionamento nonché rispetto alle opportunità e alle criticità del commercio estero. 

Durante la conferenza stampa sono intervenuti Matteo Zoppas, Presidente Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Augusto Reggiani, Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy e, in rappresentanza dei tre grandi player del Pinot Grigio Doc Delle Venezie, Massimo Romani, amministratore delegato di Argea S.p.A., Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, e Franco Passador, amministratore delegato di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale.

Il convegno a Milano sul futuro della Doc: i numeri del Pinot Grigio Delle Venezie

Ad aprire i lavori i saluti del presidente del Consorzio Doc Delle Venezie Albino Armani. “Sono passati sette anni da quando la Denominazione venne costituita, affiancandosi ad altre 20 Denominazioni di origine coinvolte nella produzione di Pinot Grigio nel Triveneto”, le sue parole. “Ad oggi nel Nordest si produce l’85% del Pinot Grigio italiano – e il 43% di quello globale – e si contano 25.000 ettari vitati a Pinot Grigio potenzialmente destinati alla DOC Delle Venezie, con una produzione di 240 milioni di bottiglie/anno e una filiera produttiva rappresentata da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento”.

Il numero uno del Consorzio ha ricordato inoltre come la Doc abbia avuto e sta tuttora registrando un andamento in controtendenza rispetto ad altre Denominazioni: nonostante il calo generale del consumo di vino, infatti, osserva un trend in lieve ma costante crescita in termini sia di volumi sia di valore. 

Da segnalare che nel 2023 il Pinot Grigio Doc Delle Venezie ha chiuso un bilancio incoraggiante in un anno evidentemente complicato, con quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto ai 12 mesi precedenti, per un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’anno solare.

A seguire, Fabio Del Bravo, direzione Filiere e Analisi dei Mercati di Ismea, ha presentato l’indagine, partendo da una panoramica sulla produzione italiana di vino, a partire dai volumi della produzione e peso delle IG dal 2014 a oggi che, oltre a ribadire il calo di produzione del 23,2% dell’ultima campagna, evidenzia una positiva incidenza del potenziale vini a Indicazione Geografica sul totale che è passata dal 65% al 78% in 10 anni. 

Pinot Grigio Delle Venezie: le strategie per il futuro della Doc: l'Analisi di mercato di Ismea e i numeri della Denominazione del triveneto.

I dati presentati hanno mostrato inoltre una sostanziale crescita dei vini bianchi che nell’ultimo decennio sono passati dal 47% al 62%, con un picco importante a partire dal 2021, a testimoniare il recente cambiamento dei trend di consumo. 

Interessanti i numeri sulle esportazioni italiane di vino che, in un contesto di scambi internazionali in flessione, hanno sostanzialmente tenuto, anche rispetto ai tradizionali competitor come Francia e Spagna. Ma ancora più interessante notare come l’incidenza delle Dop sia passata dal 35% al 59% in volume e dal 52% al 67% in valore, cifre che dimostrano la sempre maggiore attenzione del consumatore nelle scelte d’acquisto. 

Portando il focus sulla Doc Delle Venezie, la Denominazione triveneta occupa il secondo posto del podio con quota 10% del volume totale delle prime 20 DO italiane – che da sole sommano il 70% del volume nazionale – seconda solo alla Doc Prosecco. L’indagine svolta da Ismea, aggiornata a marzo 2024 su un campione rappresentativo dell’intero territorio di produzione, conferma una forte adesione delle imprese al regime biologico e a schemi volontari di sostenibilità (Sqnpi, Equalitas e ViVa), oltre a registrare un numero elevato di aziende che intendono aderire nel prossimo futuro.

Confermata inoltre la vocazione all’export della Doc: il 94% del campione dichiara di vendere il Pinot grigio Delle Venezie all’estero e, tra le aziende coinvolte, il 24% del campione esporta più del 90% dell’imbottigliato di Pinot grigio Delle Venezie (la quota sale al 51% se si considerano le aziende che esportano il Pinot Grigio Delle Venezie per oltre il 70% della produzione). 

La principale destinazione del Pinot Grigio Delle Venezie è il Nord America (58%), seguito dall’Europa (52%), con quote decisamente inferiori per Asia, Africa e Sud America; nello specifico il 52% delle aziende del campione dichiara di esportare negli Stati Uniti, il 39% nel Regno Unito e in Germania, il 24% nell’Est Europa, il 21% in Canada, il 9% sia in Cina che in Giappone. 

A completamento dell’indagine sui mercati esteri, gli Stati Uniti restano il mercato che continua a promettere le migliori performance nel 2024, mentre tra gli intervistati si registra una notevole eterogeneità nella percezione dei Paesi potenziali e interessanti per futuro, con una ricorrenza, però, relative all’area dell’Est Europa, o a singoli Paesi appartenenti a tale regione geografica, come la Polonia.

Rispetto ai canali distributivi, i principali sono l’Horeca e i grossisti, in entrambi i casi con il 48% delle selezioni, segue la Gdo con il 42% – canale in cui le aziende del campione hanno visto incrementare maggiormente le proprie vendite rispetto all’anno passato – i negozi specializzati ed il canale online, rispettivamente con il 27% e 15%. 

Pinot Grigio Delle Venezie: le strategie per il futuro della Doc: l'Analisi di mercato di Ismea e i numeri della Denominazione del triveneto.

A chiudere la relazione di Ismea è stato il proficuo dibattito per individuare strategie di promozione condivise e spazi di miglioramento che, oltre al consolidamento dei mercati considerati maturi, consentano di conquistarne nuovi.

“In particolare, nei mercati dove la presenza del Pinot Grigio Delle Venezie è più consolidata, come il Nord America, Gran Bretagna ed Europa Continentale, il nostro obiettivo principale deve essere la premiumizzazione del prodotto, associandolo ai grandi marchi trainanti che aiutino a renderlo un vero e proprio simbolo di eccellenza sul mercato”, il commento di  Massimo Romani, amministratore delegato di Argea. “Il nostro Pinot Grigio del Nordest già possiede nella propria natura molti elementi che ne determinano il successo. Tuttavia, considerando i buoni risultati registrati da altri Pinot Grigio territoriali, ad esempio quello siciliano ed abruzzese, sarà essenziale concentrarsi sull’incremento del valore e sui caratteri distintivi della Doc Delle Venezie”.

Inevitabile un approfondimento sugli Stati Uniti, primo paese di riferimento per l’export della Doc delle Venezie. Enrico Zanoni, Direttore Generale di Cavit spiega come il successo del Pinot Grigio nel mercato americano sia stato influenzato da diversi fattori. “Sicuramente, il nostro ruolo di pionieri nell’introdurre questa varietà negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70 ha avuto un impatto significativo, di certo favorito, all’inizio degli anni ’80 e per tutti gli anni ‘90, dalla ricerca da parte del consumatore di un’alternativa al più diffuso Chardonnay californiano. Il Pinot Grigio italiano continua a mostrare grande resilienza in un mercato che oggi invece manifesta disaffezione al vino soprattutto da parte della fascia più giovane di consumatori, perché in grado di soddisfare la crescente domanda di vini più leggeri e versatili. Inoltre – ha proseguito Zanoni – non possiamo sottovalutare l’importanza del valore di marca nella promozione del prodotto, tenendo conto che il valore della denominazione deve crescere parallelamente a quello dei grandi brand”. Rispetto al prossimo futuro, Zanoni ritiene che all’interno di un mercato in evoluzione come quello americano, il Pinot Grigio italiano – inclusa quindi la Doc delle Venezie – continuerà ad essere il competitor numero uno del Pinot Grigio statunitense.

La tavola rotonda si è chiusa con l’intervento di Franco Passador, amministratore delegato di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale in merito alla sostenibilità ambientale: “Si tratta di un tema strategico e importante, che caratterizza la filiera Doc Delle Venezie raggiungendo, come testimoniato dall’indagine Ismea, una percentuale eccezionale in termini di adesione agli standard di sostenibilità, pari ad oltre il 70%, con la nostra realtà che si distingue ulteriormente superando l’80%. In questo senso, non possiamo non elogiare la sensibilità e la pronta risposta degli agricoltori nell’adesione alla coltivazione con il metodo biologico e/o agli schemi di certificazione volontaria Sqnpi, ViVa ed Equalitas”. 

Passador ha concluso mettendo in evidenza un ulteriore ed importante elemento distintivo del Pinot Grigio Doc Delle Venezie, ovvero una filiera interamente certificata che utilizza su tutto il vino confezionato in commercio il contrassegno di Stato a garanzia della tracciabilità: 

“Si tratta di un elemento spesso trascurato nella comunicazione al consumatore che invece dovrebbe essere posto in primo piano, a differenza di altre produzioni di Pinot Grigio a livello nazionale che sono sul mercato prive del contrassegno di Stato. La fascetta contrassegno di Stato è uno dei nostri punti di forza, un messaggio che il consumatore deve comprendere e privilegiare nella scelta d’acquisto”.

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