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Veuve Clicquot La Grande Dame Rosé 2015: debutto al ristorante Orma di Roma

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Il ristorante (che poi è quasi un diminutivo chiamarlo così) Orma si trova a Roma non lontano da stazione Termini. Dieci minuti d’auto dalla parte dell’uscita di via Marsala appena scesi dal treno, sembra un viaggio di poche centinaia di metri eppure tanto basta per proiettarsi in un’altra città. Una zona (Rione XVI Ludovisi) fatta di villette e case curate, eleganti, aristocratiche. Nella giornata di sole in cui ha fatto il suo exploit La Grande Dame Rosé 2015 di Veuve Clicquot, lo scenario offerto da Orma in abbinata al caldo sole di un calante inverno sembra quasi studiato da uno scenografo di Cinecittà.

Orma si trova a un angolo di Via Boncompagni, al civico 31, ed è una costruzione gialla Champagne moderna e tradizionale al tempo stesso. L’ampia sala si apre su un concatenarsi e un riecheggiare di materiali nuovi (ampi vietri e vetrate, una cantina a vista elegantissima, un uso sapiente del legno e degli elementi più naturali) con cui si simpatizza fin da subito e ci si sente “a casa”, senza nemmeno rendersene conto.

Il locale diventa simpatetico nel momento in cui si salgono le scale e si arriva alla terrazza che fa da tetto a Orma e si gode di una vista sui palazzi circostanti, un variopinto contorno elegante e curato, che rende il dehor, tra poltrone, sedie, divanetti e vele di protezione, perfetto per aprire l’assaggio del Rosé con un magnifico Champagne La Grande Dame 2015 Veuve Clicquot.

Servito alla regale temperatura ideale, così da impreziosirne le doti amabili che echeggiano nel palato con eleganza, gradevolezza e amabilità. Se non ci fosse scritto “brut” sulla bottiglia, il pregiato Champagne è talmente piacevole e soave da coprire le note più secche che non esagerano ma, anzi, preparano il palato agli abbinamenti dell’aperitivo tra carne cruda, vegetali e frutti di mare.

Come iniziare un concerto partendo da un dolce e armonioso assolo di archi che attiva i sensi e prepara alla grande overture. Ecco, in questo percorso gastronomico per accompagnare il debutto nell’alta società de La Grande Dame Rosé 2015 Veuve Clicquot il maestro che ricorda molto Vivaldi come approccio, ma in stile gastronomico (vivacità, sperimentazione ed entusiasmo, sapientemente miscelati in un fluire di note accuratamente cesellate), è Roy Caceres.

Lo chef di Orma propone una cucina nel quale l’elemento vegetale è al centro, supportato da proteine e da lavorazioni che lo enfatizzano. Quasi ribaltando il concetto di cucina, ma mantenendo gli equilibri e i ruoli, ciò che si assaggia poggia sul vegetale le esperienze palatali, nelle quali si innestano un fluire organico di anguilla e filetto di pecora.

Ma non siamo ancora seduti a tavola, per assaggiare gli abbinamenti tra Champagne e piatti dello chef Caceres. Stiamo ora sorseggiando La Grande Dame Rosé 2015, lanciato a livello mondiale e che vuole essere un “omaggio alla Dame Clicquot”.

Didier Mariotti, chef de cave di Veuve Clicquot, spiega (ed è bene ribadirlo) che “ogni bottiglia è profusa l’energia e l’entusiasmo tramandati da Madame Clicquot, sommate a eleganza e a una costante ricerca della qualità e dell’eccellenza”.

Per esempio, Mariotti spiega che il vino rosso utilizzato per l’assemblaggio del Rosé 2015 deriva dallo storico appezzamento di terreno denominato “Clos Colin” a Bouzy, scelto proprio da Madame Clicquot per le sue caratteristiche uniche. La parcella, a differenza di altri appezzamenti nella medesima regione, è peculiare: non poggia su una base di calcare bensì prima di questo strato ci sono livelli di argilla e sabbia. In più è generosamente soleggiato e questo permette di ottenere un’uva di alta qualità e differente per sapore (tannini strutturati) per via del migliore drenaggio della vite.

Il risultato è un assemblaggio di Pinot Noir, Chardonnay e vino rosso unico, che conferisce a La Grande Dame Rosé 2015 Veuve Clicquot note fresche, ampie e fruttate (frutti rossi), con una interessante armoniosità di sapori e una presenza sul palato armoniosa, ideale tanto per essere gustato da solo quanto per essere abbinato a piatti ambiziosi e strutturati, come nel caso di quelli proposti dal ristorante Orma.

Il menu di Orma

Lo chef Roy Caceres ha studiato un menu accuratamente scandito da sapori che andassero a enfatizzare le peculiarità di ogni champagne di Veuve Clicquot abbinato alla portata. Così un antipasto totalemnte vegtale e stupefacente per le sensazioni di gusto e accostamento è stato abbinato a La Grande Dame Rosé 2015 x Paola Paronetto, con i seguenti piatti nello specifico:

Il raviolo è stato una sorpresa. Quadrato all’esterno, “rotondo” all’intero. Leggendo sul menu che la pasta è stata farcita con anguilla, la curiosità ha il sopravvento. E invece si assaggia un nucelo, certo salmastro e acidulo, ma fresco e perfettamente compensato rispetto al forte sapore “minerale” dell’anguilla. L’accostamento con La Grande Dame 2012 Magnum è geniale: le due lievi acidità si compensano ed esplodono in bocca in un sontuoso e pieno effetto quasi fluido, intenso e completo.

La Grande Dame Rosé 2015 di Veuve Clicquot si presenta al pubblico con un percorso gastronomico nell'elegante ristorante Orma di Roma

Il filetto di pecora abbinato a La Grande Dame Roseé 2008 Jéroboam (la bottiglia è in formato da 3 litri) è quasi l’opposto del precedente e questo contrasto tra acqua e terra, assaporando una carne tenera e aromatizzata con la ‘nduja porta alla freschezza mediterranea dei piatti di carne, poco lavorati ma molto strutturati.

La Grande Dame Rosé 2015 di Veuve Clicquot si presenta al pubblico con un percorso gastronomico nell'elegante ristorante Orma di Roma

Infine, il platano con kefir e mirtilli, croccante, chiude questo viaggio tra vari ambienti (vegetale, fluido e terroso) ritornado al La Grande Dame Rosé 2015 Veuve Clicquot, protagonista della giornata, che mostra la sua versatilità (vero punto di forza di questo Champagne rosé, per cui lo consigliamo) con un dolce esotico che celebra anche le origini di Roy Caceres, una sorta di firma culinaria.

La Grande Dame Rosé 2015 Veuve Clicquot: scheda di approfondimento

La Grande Dame Rosé 2015 Veuve Clicquot rende omaggio allo spirito pionieristico di Madame Clicquot, che all’epoca divenne famosa come “La Grande Dame de la Champagne”.

Questa Cuvée rappresenta due delle sue più importanti innovazioni: l’elaborazione del primo champagne Millesimato nel 1810 e la creazione del primo Champagne Rosé per assemblaggio della storia, nel 1818. Così, questo Millesimato che presenta un assemblaggio costituito per il 90% da Pinot Noir e per il 10% da Chardonnay, viene completato dal 13% di vino rosso Pinot Noir, proveniente dallo storico appezzamento di “Clos Colin” a Bouzy.

Questo vino rivela tutta la competenza enologica di Veuve Clicquot nella creazione e nell’invecchiamento dello Champagne Rosé per assemblaggio, oltre a una selezione dei classici Cru storici: Verzenay, Verzy, Ambonnay, Bouzy, Aÿ per il Pinot Noir e Avize e Mesnil-sur-Oger per lo Chardonnay.

Dosaggio: 6 G/L

Assemblaggio: 90% Pinot Noir (Aÿ – Grande Vallée de la Marne e Verzenay, Verzy, Ambonnay, Bouzy – Montagne de Reims) – 10% Chardonnay (Avize e Mesnil-sur-Oger – Côte des Blancs) +13% vino rosso (Pinot Noir dell’appezzamento “Clos Colin”)

Note di degustazione: Note floreali: viola, rose – Agrumi: mandarino, arance sanguinelle – Frutti di bosco: fragole, lamponi, ribes nero, more – Spezie: menta piperita, verbena, noce moscata, pepe, chiodi di garofano – Note minerali: gesso Liquirizia, tè nero, tè verde – Prodotti da forno: impasto per il pane, crosta di pane Legni: cedro, eucalipto.

Temperatura di servizio: da 10 a 12°C

Vendemmia 2015: “eccezionale” per piogge scarse, giornate ben soleggiate. Vini: concentrati, ben strutturati

Abbinamenti gastronomici: Garden Gastronomy (prodotti stagionali, locali e di massima freschezza) – Forza ed equilibrio (prodotti di carattere, che giocano con la texture e gli aromi intensi) – Primo strato: mineralità e purezza (prodotti ricchi di iodio, salini, dal sapore deciso e raffinati) – Secondo strato: generoso e complesso (note fruttate, golose ed espressive) – Patate dolci con zenzero, agrumi e spezie dolci

Potenziale d’invecchiamento: oltre 15 anni

La Grande Dame Rosé 2015 di Veuve Clicquot si presenta al pubblico con un percorso gastronomico nell'elegante ristorante Orma di Roma

Dati interessanti:

  • L’innovazione dello champagne Rosé per assemblaggio: discostandosi dalla tradizionale aggiunta al vino di una preparazione a base di sambuco, Madame Clicquot crea il primo “Rosé d’assemblage”, assemblando alcuni dei suoi vini rossi di Bouzy con lo champagne di sua produzione. Diventa così un’innovatrice, grazie alla creazione del primo champagne Rosé per assemblaggio della storia.
  • La Parcelle “Clos Colin”: i più antichi appezzamenti di Veuve Clicquot a Bouzy, acquistati nel 1741 e ampliati da Madame Clicquot fino a costituire il “Clos Colin” di 1,3 ettari, come lo conosciamo oggi. Recenti studi sul clima e sul suolo hanno confermato l’intuizione di Madame Clicquot che questo appezzamento è ideale per il vino nero fermo Pinot Noir.
  • In termini di clima, trae vantaggio da una “fascia calda” che offre un’intensa energia luminosa, necessaria per favorire la maturazione del Pinot Noir.
  • Il suolo è diverso da quello classico gessoso della Champagne: qui si presenta argilloso-calcareo, con più sabbia ed elementi a grana grossa, che facilitano il drenaggio e lo stress idrico delle viti. Queste condizioni permettono la produzione di uve ricche di sapore, che concentrano tutta l’energia delle viti per uno sviluppo ottimale dei tannini.
  • L’invecchiamento del Rosé: l’ingrediente essenziale che garantisce sia la stabilità del colore che l’evoluzione della texture sono i tannini dell’uva, specialmente dei vinaccioli. Lasciati a macerare almeno sette giorni, questi tannini svolgono un ruolo essenziale per l’invecchiamento dello champagne e la sua capacità di acquisire complessità nel tempo.
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