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WineCouture Meets Giacomo Boscaini

Conte Federico Riserva Brut: il racconto di un’esclusiva verticale da sogno

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Una verticale che non potrà più essere replicata. Una Riserva che svela nel calice la più pregiata bollicina che nasce sui pendii del Trentino. Due famiglie, i Boscaini e i Bossi Fedrigotti, che insieme hanno dato vita a uno spumante Metodo Classico Brut che si è trasformato con il passare degli anni in una vera e propria icona del Trento Doc: il Conte Federico. Vi raccontiamo una degustazione da sogno, che ci ha condotto a scoprire l’altro volto, effervescente, di un mito del vino trentino, quello della cantina che ha dato vita al primo uvaggio bordolese italiano, il Fojaneghe.

Una bollicina simbolo del Trento Doc

La scoperta di quella che può essere considerata una delle prime bollicine di montagna ci conduce nello storico Maso San Giorgio, per una serata unica in compagnia del Conte Federico Riserva Brut. Stiamo parlando di quella che oggi è diventata una delle icone del Trento Doc, uno spumante che su questi pendii era noto già da tempi immemori.

Come si apprende dai documenti storici della famiglia Bossi Fedrigotti, infatti, sin dall’800 i Conti producevano il cosiddetto “Vino Schampagna”: una tradizione che oggi continua con il Conte Federico, Metodo Classico caratterizzato da un inconfondibile bouquet. 

Una bollicina di cui abbiamo potuto testare la longevità, in una verticale da sogno che ha coinvolto cinque diverse annate sboccate al momento, dalla 2008 alla 2019, per una degustazione irripetibile: le bottiglie, infatti, servite erano le ultime che riposavano nella cantina trentina.

“Per questa speciale serata abbiamo selezionato cinque annate iconiche, attraverso cui gli ospiti hanno potuto apprezzare la complessità aromatica e la longevità di questo vino di straordinaria eleganza”, ha spiegato Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi, Gruppo di cui Conti Bossi Fedrigotti fa parte dal 2007.

Nello specifico, alla prova del tempo sono stati sottoposti i millesimi 2019 e 2018 in magnum, 2015, 2011 e 2008, per un viaggio, in compagnia delle Contesse Maria José e Isabella Bossi Fedrigotti e di Sandro, Raffaele e Giacomo Boscaini, che ha svelato tutte le sfumature di una pregiata bollicina che porta il nome del padre degli attuali proprietari, figura lungimirante che ha dato grande slancio alla produzione dei vini dell’azienda e che nel 1961 ha creato il Fojaneghe, il primo vino in stile bordolese in Italia prodotto da uve Cabernet e Merlot.

Conte Federico Riserva Brut: il racconto di una verticale da sogno del Trento Doc Conti Bossi Fedrigotti, simbolo del Trentino con Fojaneghe.

La passione della famiglia dei Conti Bossi Fedrigotti per il vino

La famiglia dei Conti Bossi Fedrigotti è radicata in Trentino, a Rovereto, da quasi 600 anni e da più di 300 produce vino. Produzioni che tramandando la passione per la propria terra e il carattere delle Dolomiti. Un patrimonio, simbolo della nobile tradizione enologica trentina, oggi valorizzato in tutto il mondo grazie all’esperienza del Gruppo Masi, di cui la cantina fa parte dal 2007. 

Tra le generazioni dei Bossi Fedrigotti viticoltori, come anticipato, spicca la figura lungimirante del Conte Federico: proprio al suo nome è dedicato lo spumante protagonista della verticale cui abbiamo preso parte.

Conte Federico Riserva Brut: il racconto di una verticale da sogno del Trento Doc Conti Bossi Fedrigotti, simbolo del Trentino con Fojaneghe.

Il Conte Federico Trentodoc Riserva Brut racconta il volto spumeggiate di una realtà che vanta un’estensione di 40 ettari di vigneto, una tra le più ampie del Trentino. Un’azienda, Conti Bossi Fedrigotti, che propone una produzione basata sulle uve tipiche della regione, dal Marzemino al Teroldego, dal Traminer al Pinot Grigio (o Ruländer come qui si usa chiamarlo), che convivono con i grandi vitigni internazionali: Merlot, Cabernet, Chardonnay e Pinot Nero.

Proprio da queste due ultime varietà nasce il Metodo Classico protagonista della verticale, elegante spumante dall’inconfondibile bouquet, dono di selezionati vigneti in terra trentina accarezzati dal vento Ora. Un vino, come detto, che affonda le proprie radici in profondità nel passato, figlio dell’antica passione dei Conti Bossi Fedrigotti per le bollicine che in epoca moderna ha trovato nuova forma con una bollicina andata ad arricchire la gamma dei nobili vini dello storico casato.

La verticale di Conte Federico Riserva Brut: un viaggio di sola andata dal 2019 al 2008

Un Metodo Classico, il Conte Federico Riserva Brut, dove non c’è make-up, espressione senza filtri dei pendii dolomitici e dei frutti di una terra vocata. Uno spumante elegante, vinificato dal tradizionale uvaggio Chardonnay e Pinot Nero e caratterizzato dalla lunga permanenza sui lieviti, che ha saputo dimostrare capacità evolutiva e un potenziale importante d’invecchiamento. Come ha testimoniato in primis l’annata più vecchia servita: quella 2008 che ha stupito per freschezza e vivacità.

“Questo vino rappresenta un esercizio di stile che si pone l’obiettivo di portare al massimo il territorio in bottiglia, raccontando il Trentino e la bollicina di montagna”, ha spiegato Giacomo Boscaini al termine della verticale. “È impressionante riscontrare in questa degustazione eccezionale, con sboccatura effettuata in giornata, una rarità, come siano evoluti questi vini nel corso degli anni, con una palette nei calici che regala colori ancora vivi”.

Conte Federico Riserva Brut: il racconto di una verticale da sogno del Trento Doc Conti Bossi Fedrigotti, simbolo del Trentino con Fojaneghe.

Così, se l’annata 2019 va giudicata separatamente, come spiegato giustamente dal responsabile tecnico di Conti Bossi Fedrigotti, Dante Cavazzani, in quando spumante sboccato e dosato avendo seguito il tradizionale iter di una bollicina Metodo Classico, gli altri millesimi sono sorprese che si sono presentate come tali dopo essere state sboccate al momento per la speciale verticale.

Il via da una 2018 in Magnum, perfetta introduzione a un viaggio indietro nel tempo che mostra tutta la sua unicità con le annate che andranno a seguire. Come spiega la 2015, millesimo molto vicino al 2019 sotto il profilo gustativo, figlio di una stagione calda che si avverte nel calice, dove si mostra avanti nell’evoluzione, dichiarandosi immediatamente per quel che è con il suo peculiare carattere. Poi l’annata 2011: un concentrato perfetto di pietra focaia, agrume, un’espressione fuori dal coro che ha saputo regalare grandi emozioni. Infine, la 2008, spumante più marcato nel colore dopo essere rimasto sui lieviti per 15 anni, a dimostrazione delle capacità di questa etichetta sul lungo raggio. Un equilibrio perfetto, il suo, al momento di un assaggio che conclude quella che rimarrà negli annali come una verticale realmente più unica che rara.

Conte Federico Riserva Brut: il racconto di una verticale da sogno del Trento Doc Conti Bossi Fedrigotti, simbolo del Trentino con Fojaneghe.

La storia della tenuta Conti Bossi Fedrigotti da Fojaneghe, il primo uvaggio bordolese italiano, a Conte Federico Riserva Brut: la videointervista di WineCouture a Giacomo Boscaini

Per concludere quella che è stata un’esperienza da sogno sui monti del Trentino abbiamo scelto di andare in vigna per farci raccontare da Giacomo Boscaini, settima generazione di Masi Agricola, la storia, la tenuta e i vini di Conti Bossi Fedrigotti. Ecco la videointervista esclusiva di WineCouture direttamente tra i filari dove ancora oggi prende vita il Fojaneghe, quello che è stato il primo uvaggio bordolese italiano.

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