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La Barbera dei record: il “fenomeno Nizza Docg”

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La Barbera dei record, Cru del Monferrato sempre più astro nascente tra i grandi rossi italiani. È un fermoimmagine dinamico, vivace e vitale quello che emerge a osservare l’attuale appeal della Docg Nizza all’interno del panorama vinicolo nazionale. “La crescita degli associati e del numero di bottiglie prodotte è stata costante”, sottolinea Stefano Chiarlo, presidente dell’Associazione Produttori del Nizza. “Tra il 2022 e novembre 2023, abbiamo visto un aumento del 27% nelle vendite, passando da 796.000 a 970.000 bottiglie, con un totale di 1.050.000 bottiglie nel 2023. Questo dato è significativo se consideriamo che nel 2016, con il debutto del Nizza Docg e solo 35 produttori, vendemmo 315.000 bottiglie”. Un cammino all’insegna di uno sviluppo progressivo, quello fatto segnare dalla piccola Denominazione piemontese. “La crescita annua si è mantenuta costante negli anni tra il 10% e il 15%, culminando in un notevole incremento nel 2023”, sottolinea Chiarlo a proposito di quello che è un “fenomeno Nizza” che non intende arrestarsi. “Nei primi due mesi del 2024, abbiamo registrato un ulteriore aumento del 20%, un risultato senza precedenti nel panorama delle Doc e Docg nazionali”.

Come nasce il “fenomeno Nizza Docg”

Nel cuore pulsante del Monferrato, tra il serpeggiare del torrente Belbo e le acque cristalline del Rio Nizza, sorge Nizza Monferrato: una città di rara bellezza che custodisce al suo interno un gioiello enologico di inestimabile valore, il Nizza Docg. 

La piccola Denominazione rappresenta uno tra i fiori all’occhiello della produzione vitivinicola piemontese, configurandosi come l’espressione più elevata e pura della Barbera, vitigno regale che in questo territorio trova il suo apice espressivo.

La zona di produzione del Nizza Docg, riconosciuta nel 2014, si estende attraverso 18 comuni, ognuno contribuendo con le proprie peculiarità alla creazione di un vino di eccellenza: da Agliano Terme a Vinchio, passando per il cuore di Nizza Monferrato, ogni angolo di questa terra è permeato di una storia vinicola che s’intreccia indissolubilmente con la cultura e le tradizioni locali.

Come nasce il fenomeno Nizza Docg: Il Cru e la Denominazione del Monferrato da bere per scoprire l’altra faccia della Barbera d'Asti.

Per valorizzare quello che oggi sempre più si va imponendo come il “fenomeno Nizza”, nel 2002 è nata l’Associazione Produttori del Nizza. Successivamente, grazie al sostegno del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che la tutela, il Nizza ha ottenuto nel 2014 quella Docg che garantisce l’altissima qualità dei suoi vini, risultato di un disciplinare di produzione che impone standard severi e rigorosi.

Con uno sguardo costantemente rivolto al futuro, l’Associazione Produttori del Nizza è ora impegnata nell’ambizioso progetto di zonazione, con l’obiettivo di arricchire ulteriormente il valore e il riconoscimento della Denominazione attraverso l’introduzione delle Menzioni Geografiche Aggiuntive. “Questo è un altro fondamentale passo di un cammino che continuerà a portare in alto il nome del Nizza nel mondo del vino”, spiega Chiarlo.

“Il Nizza Docg rappresenta una delle pochissime Denominazioni italiane che sta vivendo un vero e proprio boom e una continua ascesa che premia e da valore agli sforzi e all’impegno dei produttori del territorio che da ormai lungo tempo portano avanti un sistema di collaborazione inclusivo all’insegna del lavoro di squadra”. 

I numeri di questa escalation non possono che destare attenzione: dei 35 produttori che nel 2016 facevano parte dell’Associazione, oggi se ne contano 100 che rivendicano la Denominazione, 85 dei quali fanno parte dell’Associazione stessa per una produzione di circa 150 etichette tra Nizza Docg, Nizza Riserva Docg e Cru.

“Quello verso il Nizza Docg – continua Chiarlo – è un interesse che travalica i confini nazionali, basti pensare che il mercato italiano pesa il 45% mentre il restante viene venduto in oltre 55 paesi del mondo. Anche l’azione svolta per innalzare e consolidare il posizionamento del prodotto è stata fondamentale: oggi siamo orgogliosi di dire che la Denominazione, per quanto recente, si trova già nelle enoteche di qualità e nelle carte dei vini di ristoranti di alto livello, non avendo nulla da temere dal confronto con Denominazioni di ben più lunga storia e tradizione”.

Come nasce il fenomeno Nizza Docg: Il Cru e la Denominazione del Monferrato da bere per scoprire l’altra faccia della Barbera d'Asti.

Il Cru da bere per scoprire l’altra faccia della Barbera

Inizialmente sottozona della Barbera d’Asti, la Nizza Docg prende vita, come spiegato, con il riconoscimento di un lavoro di valorizzazione durato quasi 20 anni. Per un volto del vitigno piemontese che si distingue per il suo colore rubino profondo, i suoi profumi intensi e complessi, che spaziano dalle note fruttate a quelle speziate e al gusto caratterizzato da importante struttura tannica che promette un notevole potenziale di invecchiamento. 

Questo vino è l’espressione più autentica del terroir di Nizza e del suo comprensorio, un territorio collinare Patrimonio dell’Umanità Unesco, storicamente conosciuto per i terreni vocati per le produzioni di grandi vini formato da 18 comuni che, grazie alle sue specifiche condizioni pedoclimatiche, permette alle uve Barbera di esprimere le loro migliori potenzialità.

Oltre all’aspetto enologico, il territorio di Nizza Monferrato e dei comuni limitrofi offre un ricco patrimonio culturale e naturalistico. Le molteplici escursioni tra vigneti ondulati, antichi castelli e borghi storici permettono di scoprire un’area del Piemonte dove la bellezza del paesaggio si fonde armoniosamente con l’eccellenza enogastronomica.

Il Nizza Docg, dunque, è molto più di un vino: è un ambasciatore della cultura piemontese, un ponte tra passato e futuro che racconta la storia di una terra ricca di tradizioni e allo stesso tempo proiettata verso la modernità. 

Un quadro, quello offerto da questo angolo vitato di Piemonte, che ben giustifica il clima di ottimismo e fiducia che anima oggi i produttori del Nizza Docg, che, forti dell’evoluzione positiva registrata, hanno in programma l’ampliamento della gamma dei prodotti a partire dal Nizza Riserva e del Nizza Cru. 

“Nuovi prodotti ma anche grande valorizzazione delle vecchie annate”, conclude Stefano Chiarlo. “I produttori dispongono infatti di una serie di annate attualmente in commercio come la 2021 che è ritenuta a ragione un’annata da cinque stelle. Vi è poi il Nizza Riserva 2020 che si caratterizza per grande equilibrio e morbidezza e il 2019, annata di grande struttura, carattere e longevità. Inoltre, le prossime annate 2022 e 2023, seppure scarse da un punto di vista di resa, si stanno confermando di ottimo livello qualitativo”.

Il “fenomeno Nizza Docg” non ha assolutamente intenzione di arrestare il suo slancio.

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