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Palazzo di Varignana: l’assaggio in anteprima di un’annata da ricordare

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La storia di Palazzo di Varignana si rinnova anno dopo anno tra i filari che ricamano le pendici di un anfiteatro naturale a pochi km da Bologna, sulle colline tradizionalmente vocate per Sangiovese, Malbo Gentile e Pignoletto. Qui, ad un’altitudine che varia tra i 150 e i 230 metri s.l.m., insenature e calanchi forgiati dal tempo e dalla natura favoriscono con la loro peculiare conformazione la circolazione di correnti fresche provenienti dai monti: in estate un giovamento per i grappoli, cui garantiscono una lenta ed equilibrata maturazione, durante l’inverno una protezione per la vigna. Poi c’è la mano dell’uomo, che ha dato vita al progetto vitivinicolo firmato Palazzo di Varignana, che si affianca a quello dedicato alla coltivazione e valorizzazione di antiche varietà di olivi autoctoni, estesi per oltre 242 ettari, per la produzione di un Olio Extravergine tra i più premiati e riconosciuti al mondo. All’interno degli oltre 650 ettari di terreni, a trovare spazio sono 57 ettari di vigneti, 3mila metri di orto, un vasto frutteto e una originalissima e rara produzione di zafferano. Ma è il vino che, sulle colline situate tra la Vena del Gesso e la Via Emilia, dove i crinali dell’Appennino emiliano-romagnolo si rivolgono a nord, in direzione della Pianura Padana, assume colori e tonalità uniche per la zona. Già, perché non solo di Sangiovese si parla quando si fa riferimento a Palazzo di Varignana. Qui, al cuore dell’Emilia, la celebrazione del vitigno principe a queste latitudini sposa il carattere internazionale di Pinot Nero, declinato sia in una bollicina Metodo Classico, ma soprattutto nell’elegante setosità della sua versione rossa ferma, e dello Chardonnay. Abbiamo assaggiato in anteprima le novità di quella che sulle colline bolognesi è già annunciata come un’annata da ricordare.

Sangiovese Superiore 2021, Pinot Nero 2022 e Chardonnay 2023 Palazzo di Varignana: l’assaggio in anteprima di un’annata da ricordare.

Il Sangiovese Superiore 2021 Romagna Doc: l’identità delle colline bolognesi

Sangiovese, Pinot Nero e Chardonnay: l’eleganza delle sabbie gialle e l’unicità dei suoli sulle colline bolognesi. A fare oggi capolino è nuova annata delle produzioni di Palazzo di Varignana, iniziando proprio da quel Sangiovese Superiore 2021 Romagna Doc che affonda in profondità le sue radici nell’identità del territorio in cui prende vita. 

Snello, fresco ed equilibrato con una vibrante parte tannica, racconta l’anima delle sabbie calcaree dei suoli di Varignana, regalando un finale sapido e persistente che ne delinea l’unicità. 

“Il Sangiovese di Romagna è un vitigno di grandi forza e carattere”, spiega l’enologo Umberto Marchiori di Uva Sapiens S.r.l. “Nei suoli di Palazzo di Varignana si è trovato subito a suo agio, essendo uno dei territori che storicamente lo ha visto protagonista fin dai suoi natali. Un ambiente autentico, ancestrale, con suoli severi e magri, di sabbie gialle e calanchi azzurri, matrici che mettono il vitigno nelle condizioni di doversi dedicare alla maturazione delle uve con tutte le proprie capacità e risorse. Proprio il connubio tra una genetica vigorosa e un contesto asciutto e snello ha prodotto per contrasto un grande risultato sia viticolo sia enologico”. Ma cosa evidenzia nel calice la specificità del Sangiovese firmato da Palazzo di Varignana? 

“La forza di un carattere autentico e sincero che si regala completamente sin dal primo sorso”, prosegue Marchiori. “Un tono rubino, intenso e profondo, un naso molto contemporaneo, vivace e articolato dalla piccola frutta colorata alle spezie, dai fiori viola alle fragranze balsamiche. Al palato regala tutta l’energia che la vite ha condensato nelle uve: fresco e sostenuto all’ingresso, vibrante al centro bocca, saporito e consistente nella matrice di frutta e spezia”. 

Il Pinot Nero 2022 e lo Chardonnay 2023 Palazzo di Varignana: un’annata da ricordare

Sono un’eleganza nella struttura e un racconto della tipicità di un territorio, quelle che definiscono il Sangiovese Superiore 2021, che si ritrovano tratteggiate anche nelle altre due produzioni di punta di Palazzo di Varignana: il Pinot Nero 2022 Rubicone Igt e lo Chardonnay 2023 Colli d’Imola Doc. 

Il primo, sorprendente ode al principe dei vitigni internazionali, al palato è una carezza vellutata, succulento nel frutto ben definito, in un perfetto equilibrio che ne esalta piacevolezza e delicata persistenza. Il secondo, poliedrica varietà che ha individuato in Varignana un microclima per esprimere la qualità che l’ha resa famosa, vede le forti escursioni termiche tra giorno e notte esaltarne il potenziale aromatico, rendendolo nel calice ricco e suadente. 

“Il Pinot Nero 2022 ha una grande stoffa”, sottolinea Umberto Marchiori in merito alla nuova annata all’esordio. “Emergono delle fragranze varietali molto eleganti ed intense. Complice l’annata calda e asciutta i toni rimangono nitidi e concentrati, naso di grande ampiezza e sorso pieno, fine e setoso”. E anche per il suo “gemello” in bianco, la release sul mercato è di quelle da ricordare.

“Lo Chardonnay 2023 regala uno dei più intriganti esempi di vino bianco del territorio”, prosegue l’enologo. “Lo spirito internazionale del vitigno declina con superba freschezza ed armonia la luminosità dei vigneti collinari di Palazzo di Varignana. Sicuramente un’esperienza gratificante perfettamente comprensibile sin dal suo esordio”. 

Due espressioni di un progetto vitivinicolo nato sotto la stella dell’eccellenza, che oggi anche sul lato delle bollicine ha visto la “famiglia” allargarsi con l’arrivo del Blanc de Blancs Metodo Classico Villa Amagioia, da uve Chardonnay e Pinot Bianco, che si affianca all’iconico Blanc de Noirs 100% Pinot Nero, ma nel futuro è pronta a stupire con due nuove espressioni in rosso che arricchiranno ulteriormente il racconto di un territorio unico.

Sangiovese Superiore 2021, Pinot Nero 2022 e Chardonnay 2023 Palazzo di Varignana: l’assaggio in anteprima di un’annata da ricordare.
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