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Debutta il Custoza Riserva: che cosa cambia nel calice

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È pronto per arrivare sulle tavole di tutti gli appassionati di grandi vini bianchi il Custoza Riserva. Una nuova sfumatura della Doc veneta che debutta sul mercato, per la prima volta dall’approvazione della menzione nel 2019, con l’obiettivo di dimostrare l’eleganza e il potenziale evolutivo di una delle produzioni simbolo di Verona. Una novità fortemente voluta e condivisa tra i produttori, che hanno scelto di attendere il 2024 per presentare sul mercato il Custoza Riserva, a evidenziare una propensione alla costante crescita qualitativa da parte della Denominazione. Ecco di cosa si tratta e cosa cambia nel calice.

Cosa cambia nel calice con il Custoza Riserva

La nuova versione di Custoza è vino bianco che dimostra la maturità della Denominazione veronese e quella che ne è la propensione alla costante crescita qualitativa. La menzione Riserva è, infatti, prevista solo per i vini della Doc sottoposti ad un affinamento minimo di 12 mesi.

A rendere unico il Custoza Riserva sono caratteristiche come l’eleganza, la freschezza, il potenziale gastronomico e la capacità di arricchirsi nel tempo di note complesse e affascinanti. Per un traguardo raggiunto dopo un lungo lavoro di ricerca tecnica e di approfondimento della conoscenza del terroir, iniziato con il Custoza Superiore, vino di cui si è più che triplicata la produzione negli ultimi cinque anni.

A produrre il Custoza Riserva, al momento, sono aziende riconosciute per il loro impegno e la loro affezione alla Denominazione, che lavorano con grande attenzione, dal vigneto alla bottiglia, e che hanno deciso di investire in questo progetto come opportunità per affermare il proprio stile e la propria visione del territorio e delle uve.

Debutta il Custoza Riserva: che cosa cambia nel calice per la Doc veneta con questa nuova versione di vino bianco veronese.

Il Custoza Riserva è un’espressione che esula da ciò che già si conosce della Doc veneta, la cui produzione complessiva si attesta oggi attorno alle 11 milioni di bottiglie, e che dimostra come questo vino sappia reggere la sfida del tempo.

“Il Consorzio è una realtà dinamica e compatta e, con il consenso di tutti i produttori, si è scelto di uscire sul mercato ora, nonostante la modifica del disciplinare risalga al 2019”, spiega la presidente Roberta Bricolo (in foto di copertina). “Il Custoza Riserva esalta il fattore umano e la visione imprenditoriale dell’azienda. Con questa menzione si passa dal focus sul prodotto a quello sul produttore che lo firma, che mette il suo lavoro e le sue emozioni. Un valore che è espresso da chi segue tutta la filiera produttiva, dal vigneto alla bottiglia. Le Riserve, assieme ai Superiore, sono le più alte espressioni del Custoza, frutto di ricerca, conoscenza del terroir e consapevolezza”.

Il Custoza, Denominazione approvata nel 1971, viene prodotto tra i comuni di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Pastrengo, Bussolengo e Sona su una superficie totale di 1400 ettari vitati. 

La particolarità è data dal blend di tre varietà autoctone, che i produttori interpretano con una vera e propria arte dell’assemblaggio. Ciò consente di esaltare il profumo delicato, floreale e fruttato della Garganega, il colore caratteristico del Tocai friulano ed i sentori leggermente aromatici della Bianca Fernanda, così come i caratteri peculiari delle altre varietà a bacca bianca coltivate nella zona.

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