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Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0

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Una distribuzione, nata nel 2021, con il cuore in Umbria, ma lo sguardo rivolto a un orizzonte che spazia in lungo e in largo per tutta la Champagne. Si chiama Les Bulles questa “famiglia” oggi composta da 19 produttori, per un totale di circa 70 etichette, e 80 agenti. Ambasciatori di una Champagne 3.0, come ci ha spiegato Luca Baccarelli, patron di Roccafiore, cantina umbra ormai nota per il grande lavoro svolto negli anni sul vitigno Grechetto, che ha dato forma al progetto di importazione e distribuzione di bollicine francesi prodotte da una New Gen di piccoli Vigneron. Una Champagne che sta diffondendo il suo messaggio di rinnovamento con una generazione di giovani produttori che stanno raccogliendo il testimone di chi li ha preceduti, ma portando una ventata di freschezza in approcci e idee. I Vigneron di Les Bulles, infatti, sono talenti alla costante ricerca dell’espressione degli specifici territori in cui possiedono i loro vigneti, per poi dare vita a vini di carattere e senza compromessi. Una firma che delinea un identikit ben preciso, su cui poi si fonda la selezione che vede Luca Baccarelli affiancato nella consulenza da Bernardo Conticelli.

Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione Les Bulles

Una passione, poi tramutatasi in un’avventura che lo ha condotto in un viaggio alla scoperta dei villaggi della Champagne, al fine di costruire una selezione di aziende, e quindi di vini, da poter importare e distribuire in Italia in maniera organica e puntualmente organizzata: nasce così Les Bulles.

“La scintilla decisiva è scoccata in occasione del primo viaggio-studio in Francia, proprio in questa regione di grande charme. Sarà perché a Todi produciamo solo vini fermi e sono sempre stato attratto dal fascino del Metodo Classico, sarà perché questa regione esercita su tutti da sempre un forte magnetismo, sta di fatto che da quel momento ha iniziato a prendere forma l’idea di un side project dedicato all’importazione e distribuzione di bollicine in Italia”, racconta Luca Baccarelli.

Il passo è relativamente breve dopo l’incontro con alcuni giovani produttori con cui instaura fin da subito un legame di amicizia fondato sulla condivisione di valori comuni rispetto al modo di fare ed intendere il vino. Prende così forma un’importazione sorretta dalla rete distributiva di Roccafiore, che porta in giro per l’Italia una selezione che si fonda su un percorso lontano da scelte fondate solo sulla base del gusto personale. Ed è questa la forza del catalogo Les Bulles, che propone produzioni per la maggioranza di nicchia, ma di grande spessore per chi ama lo Champagne e le sue molteplici sfaccettature.

“Ogni produttore selezionato risponde, infatti, ad un determinato identikit: senso di appartenenza al terroir; desiderio di esaltare varietà, annata e parcella; rispetto per il territorio; minimo intervento in vigna ed in cantina”, spiega Luca Baccarelli. “Una filosofia che è integralmente in linea con quella di Roccafiore”.

A essere predilette sono aziende gestite da giovani Vigneron o realtà in cui è in corso un ricambio generazionale: produttori, dunque, che si differenziano per il loro portare avanti un’idea enologica più contemporanea, con dosaggi bassi, attenzione all’ambiente e naturalità del prodotto.

Come ha testimoniato l’originale degustazione che ci ha condotto, in una uggiosa mattinata milanese, a viaggiare nel calice tra i territori simbolo della bollicina francese più amata e le sue varietà, nella lettura della New Gen della Champagne 3.0.

La degustazione in 6 etichette della New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0

Il primo assaggio ci conduce nella Côte des Bar, dove troviamo la terza generazione di una tra le famiglie di produttori simbolo della zona, grazie a quel che fu l’impegno di nonno André, uno tra i rivoluzionari che portarono avanti la battaglia che ha permesso a questo angolo della regione di far parte dello Champagne. Ed è proprio una bottiglia omaggio a lui quella degustata: l’André Fays Étincelles Extra Brut. Siamo a Celles-sur-Ource, con un 100% Pinot Blanc che affina sui lieviti 48 mesi e dosato 1,9 g/l. Un inizio disimpegnato, fresco, ideale per un aperitivo estivo a bordo piscina che nella piovosa Milano ci ha fatto pensare immediatamente a una bella giornata di sole.

Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0. Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione in degustazione.

Di tutt’altra dimensione è la cantina protagonista del secondo assaggio. Il Brice Bouzy Blanc De Noirs Extra Brut Grand Cru è frutto della mano dello Chef de Cave Christophe Constant e di un territorio, al cuore della Montagne De Reims, tra i più vocati in Champagne quando si parla di Pinot Noir. Solo affinamento in acciaio, poi 24 mesi sui lieviti, nel calice troviamo al meglio l’espressività di Bouzy ma non la sua debordante potenza: fragranza, croccantezza, note fresche e non evolutive, anche per via della studiata scelta di sfruttare poco il vino di riserva (20%). Buonissimo: un Blanc De Noirs dal taglio contemporaneo, in attesa di poter assaggiare le due novità dell’azienda biologica di proprietà dei fratelli Remi e Jean-René Brice da poco giunte in Italia: l’Héritage E.P. Brut Nature e il parcellare Bouzy le Poteau Millesimée Brut Nature Grand Cru.

Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0. Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione in degustazione.

Dal Pinot Noir a un 100% Chardonnay firmato da Ferdinand Ruelle, genero di Olivier Bonville. Un classico progetto che nasce per sperimentare fuori dal recinto della Maison di “famiglia”, le ottime bollicine Franck Bonville, che catapulta in un vero e proprio viaggio. È un cammino iniziato ad Avize e che punta in futuro a condurre all’esplorazione dei migliori e più espressivi terroir della Champagne, attraverso la creazione di cuvée taylor made che daranno forma a un nuovo modo di concepire l’attività del négoce nella regione: come già dimostra la release del Jour 3: Meunier à Belval-sous-Châtillon millésimé Extra Brut. Ma in questa occasione nel calice abbiamo trovato Odyssée 319 Jour 2: Le Couchant Millésimé Brut Grand Cru 2015, parcellare millesimato che in bocca si esprime orizzontalmente e non verticalmente. Non il nostro preferito in gamma se si punta a parlare della specificità di Avize e dello Chardonnay in Côte Des Blancs, per cui suggeriamo piuttosto l’assaggio del Blanc De Blancs Brut Grand Cru del produttore, ma indubbiamente un vino di spessore, importante, dove l’affinamento sui lieviti per 72 mesi e l’uso del legno si fanno sentire.

Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0. Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione in degustazione.

A metà del percorso abbiamo preso la direzione di Cumières, nella Vallée De La Marne, per mettere alla prova nel calice la rivoluzione di Aurélie Robinet e dalla madre Muriel, oggi alla guida di Champagne Vadin Plateau. Da una delle loro magnifiche vigne, veri e propri fazzoletti di terra dislocati in sette parcelle di altrettanti villaggi differenti, nasce il 100% Meunier in degustazione: il Vadin-Plateau Terre Des Moines Millesime 2017 Brut Nature 1er Cru. Nessun dosaggio, 48 mesi sui lieviti, tirage sous liège, per uno Champagne che non ha interferenze di sorta a offuscare l’espressione di un lieu-dit dalla produzione molto limitata. Una bollicina millimetrica, davvero buona con il suo profilo gastronomico che invita a bere e ribere.

Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0. Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione in degustazione.

Si resta nella Vallée De La Marne con il penultimo assaggio, che abbandona le espressioni monovitigno per andare sul classico blend champenoise, ma ovviamente “riletto” in chiave contemporanea, come da filosofia dei Vigneron selezionati da Les Bulles. Il Gamet Caractères Extra Brut racconta del passaggio generazionale, tra padre e i fratelli Marianne e Jean-François Gamet, in atto nella cantina di famiglia a Mardeuil con le sue vigne letteralmente divise in due dal fiume Marna. 72 mesi sui lieviti, cuvée 80% Meunier, 15% Pinot Noir, 5% Chardonnay provenienti da Mardeuil, Fleury-la-Rivière e Damery, il carattere dei vini di riserva che partecipano all’assemblaggio con una quota abbondante (50%): per una bella bevuta, in cui emerge un’essenza agrumata e che si connota per il sorso salmastro. Uno Champagne multistrato, generoso, che non smetteremmo mai di bere.

Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0. Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione in degustazione.

La chiusura del nostro viaggio è all’insegna di un delicato tocco di rosa, quello impresso dalla mano di Diane Jacquinet, entrata in azienda dopo gli studi enologici e che sta dando una decisa svolta alla realtà di Les Mesneux, nella Montagne De Reims. “Voglio produrre Champagne di terroir”, la sua filosofia. “Vini non troppo dolci, né acidi, né legnosi. In una parola: equilibrati”. Ed è proprio quel che traspare dall’assaggio conclusivo del Jacquinet-Dumez Sublimum Rosé Extra Brut 1er Cru. Una nota di pesca fa da introduzione a un Rosé particolare fin dal suo tenue colore. Poi, il perfetto equilibrio tra freschezza e complessità, in questo vino di grazia, delicato ma deciso. La ricetta: 80% Meunier e 20% Pinot Noir (di cui 10% vin rouge), ogni vitigno a seguire la propria strada nel contenitore ideale a rispondere a quella costante ricerca di equilibrio che rappresenta il traguardo finale. Poi, vino di riserva che contribuisce per il 67% all’assemblaggio compensato da un dosaggio basso (solo 1 g/l) e la breve sosta sui lieviti (18 mesi): per uno Champagne da provare e che si presenta nitido e scintillante.

Les Bulles: viaggio in 6 etichette nella New Gen dei Vigneron della Champagne 3.0. Luca Baccarelli, Roccafiore e la selezione in degustazione.
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