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Vino: il manifesto Fivi e Cevi per le elezioni del Parlamento Europeo

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In vista delle prossime elezioni del Parlamento Europeo, Fivi e Cevi scrivono a candidate e candidati italiani presentando il Manifesto per il futuro del sistema vitivinicolo. Oltre metà delle normative che regolano il settore vitivinicolo vengono elaborate, discusse e approvate a Bruxelles: per questo motivo, anche per i Vignaioli indipendenti è fondamentale trasmettere le proprie posizioni ai futuri eletti alla vigilia di una nuova legislatura. Fivi, di concerto con la Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti (Cevi), ha così elaborato un proprio “Manifesto”, suddiviso in cinque punti prioritari e inviato nei giorni scorsi ai candidati italiani, per sensibilizzarli sull’importanza di legiferare in modo efficace, coerente e armonioso, per garantire un futuro al comparto vitivinicolo europeo.

“Il vino non è semplicemente una bevanda alcolica, ma è innanzitutto un prodotto agricolo”, spiega Lorenzo Cesconi, Vignaiolo in Trentino e presidente Fivi. “Questo è il caposaldo non solo del nostro Manifesto, ma di tutto l’impegno che mettiamo e metteremo in campo per tutelare la viticoltura italiana ed europea”.

“I Vignaioli sono protagonisti di un modello produttivo sostenibile in ogni fase della filiera: in campagna, in cantina, sul mercato. Senza viticoltura non c’è paesaggio rurale storico, non c’è tutela territoriale contro il dissesto idrogeologico, c’è abbandono della terra e spopolamento delle aree interne. Senza Vignaioli, il mercato del vino sarebbe appannaggio di prodotti industriali avulsi dal territorio. Alle istituzioni europee diciamo: non chiediamo semplicemente sussidi, ma il riconoscimento del nostro ruolo e una strategia coerente che punti a una riforma strutturale del sistema vitivinicolo europeo, all’altezza dei grandi cambiamenti in atto, climatici, geopolitici e di consumo”.

Fivi e Cevi scrivono ai candidati italiani al Parlamento Europeo: il manifesto per le prossime elezioni e le richieste del vino.
Lorenzo Cesconi, presidente Fivi a Vinitaly 2024 (Ph. Michele Purin)

Fivi e Cevi scrivono ai candidati al Parlamento Europeo: il manifesto per le prossime elezioni e le richieste del vino 

Sono cinque i punti in cui si articola il Manifesto firmato da Fivi e Cevi:

  • Il riconoscimento del vino come prodotto agricolo, riformando la Pac in modo più inclusivo per i piccoli produttori.
  • La sostenibilità economica, attuando misure che riducano i costi di produzione, semplifichino le vendite e rendano più semplice, efficiente e competitiva la conduzione delle piccole imprese vitivinicole.
  • La sostenibilità ambientale, con il sostegno alla transizione agroecologica e la ricerca di nuove tecniche agronomiche, non puntando tutte le carte solo sulle tecnologie di evoluzione assistita.
  • La sostenibilità sociale, rafforzando il raccordo tra aziende agricole e territorio, valorizzando le esternalità positive delle imprese verticali.
  • Infine, la richiesta di non imporre nuove misure restrittive sul consumo moderato e consapevole di vino, sostenendo con forza l’obiettivo di combattere l’abuso e il consumo dannoso.

“Nelle prossime settimane incontreremo tutti i candidati che avranno piacere e interesse a confrontarsi con noi”, conclude Cesconi. “Il futuro del sistema vitivinicolo europeo non riguarda solo i quasi 3 milioni di addetti che lavorano direttamente o indirettamente nel settore, ma tutta la società europea e le comunità territoriali, generando 130 miliardi di euro di PIL, 52 miliardi di euro di entrate fiscali e attirando oltre 36 milioni di turisti del vino: chi avrà l’onore e l’onere di sedere in Parlamento europeo, è importante che ne sia consapevole e conosca a fondo un settore così importante per il futuro dell’Europa”.

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