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Fantini Wines tra passato, presente e futuro. Parla Valentino Sciotti

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In uno scenario congiunturale che per il mondo del vino italiano è stato e rimane difficile Fantini Wines ha fatto scelte precise: consolidare la propria identità forte, mantenere un eccellente rapporto tra prezzo e qualità senza cedere di un millimetro su questo secondo fattore, allargare ancora i propri mercati d’esportazione. E ancora: riaffermare la propria vocazione all’on trade, quindi il canale Horeca, dopo essersi ben posizionata tatticamente anche sull’off trade durante i lockdown, investire nello sviluppo e nella ricerca, in modo da continuare a catturare i trend mutevoli dei consumatori internazionali. Ma non solo. Come dice il fondatore e amministratore delegato, Valentino Sciotti (foto in basso), l’obiettivo è “riportare le marginalità ai livelli che ci competono”. Sforzo subito coronato da successo, tanto che il gruppo ha chiuso il 2023 con un margine operativo lordo in piccola crescita, passando dal 21,65 al 21,92%.

Fantini Wines: la vision nel segno di flessibilità, ricerca e sviluppo

Fantini Wines ha focalizzato (e continua a farlo) le attività anche sul versante della ricerca qualitativa e del marketing che hanno consentito di diventare una delle cantine di primo piano nel Sud Italia in termini di export. Il percorso intrapreso dopo il 2020 quando, al deflagrare del Covid, l’azienda vitivinicola riuscì a crescere grazie a un celere riposizionamento sul mercato, virando verso i canali off trade, quindi verso la grande distribuzione, è e sarà sempre più nel segno di questa flessibilità operativa.

Fantini Wines tra passato, presente e futuro. Parla Valentino Sciotti. Il percorso di sviluppo anche sul versante export

Un’altra scelta strategica ha coinvolto il tema dell’identità. «In una fase di forte inflazione e di aumento costante dei costi di produzione, tante aziende hanno abbassato i prezzi dei loro vini”, ha evidenziato Valentino Sciotti.

Queste politiche emergenziali si sono rivelate sbagliate, avendo prodotto un assottigliamento delle marginalità. Ma Fantini Wines le ha puntellate meglio di tanti altri, perché si è collocata da tempo nella fascia medio-alta del mercato. Anche la vocazione all’export del gruppo vinicolo abruzzese, che vende oltrefrontiera oltre il 96% della propria produzione, ci ha aiutato, sfondando la quota di 90 paesi in tutto il mondo.

Guardando alla seconda parte di questo anno 2024 le prospettive sono improntate alla sana cautela. Ma per porre delle basi serie in vista del futuro, e di un possibile percorso di crescita dal 2025, Fantini Wines non ha mai smesso di investire nel proprio comparto di ricerca e sviluppo. “Quattro anni fa abbiamo comprato 60 microvinificatori da 30 o 50 litri, proprio per fare continua sperimentazione. Vuol dire ogni anno portare avanti fino a 100 prove di vinificazione diverse: è qualcosa di meraviglioso, quello che facciamo noi in 365 giorni altre cantine lo ottengono in 30 anni”, ha concluso Valentino Sciotti.

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