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Imprese Agricole: per Sandro Boscaini auspicabile l’aggiornamento delle normative

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Si è tenuto il 6 giugno a Verona, presso la sede di Banca Passadore, l’incontro dal titolo “Le Imprese Agricole: Fragilità, Resilienza, Successo”, promosso da Banca Passadore, dallo Studio Legale Lambertini & Associati e Masi Agricola, con il qualificato intervento di Confagricoltura. Nel corso del convegno, il primo di una serie di ulteriori approfondimenti, sono stati esaminati aspetti societari, legali e fiscali, nonché le peculiarità normative e gestionali, dell’impresa nel settore primario: l’azienda agricola sia in forma familiare sia societaria. Il dibattito è stato coordinato dal Cavalier del Lavoro Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, che ha così sintetizzato:

“L’impresa agricola è ancestrale, assolvendo alla necessità primaria del nutrimento rappresenta una delle cellule fondamentali della società. Da essa si sviluppa poi il senso stesso della convivenza e dello Stato. Da questo iniziale aiuto dell’uomo alla terra madre, per farla produrre di più e meglio, nasce naturalmente lo scambio dei beni e si arriva gradualmente alla più attuale industrializzazione della produzione, dei processi di trasformazione, conservazione e commercializzazione. Tutto questo spiega come l’impresa agricola sia attualmente molto complessa in quanto in essa convergono le funzioni del primario con quelle industriali e dei servizi, non sempre ben regolamentate. Si auspica l’aggiornamento delle normative”.

Le Imprese Agricole: "auspicabile aggiornamento delle normative". Il convegno a Verona con Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola

“Le Imprese Agricole: Fragilità, Resilienza, Successo”, il convegno a Verona coordinato da Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola

Le relazioni introduttive dell’incontro “Le Imprese Agricole: Fragilità, Resilienza, Successo”, sono state svolte da PierGiovanni Ferrarese, presidente Giovani Confagricoltura Verona, da Alberto De Togni, presidente Confagricoltura Verona e da Massimiliano Giansanti, presidente Nazionale di Confagricoltura, che ha sottolineato:

“Negli ultimi 20 anni, il numero complessivo delle aziende agricole si è ridotto notevolmente, a fronte di un lieve calo della superficie agricola utilizzata nello stesso arco temporale. Contestualmente, sono diminuite le imprese individuali. Le aziende del settore primario, dunque, si stanno aggregando e strutturando maggiormente. Parallelamente, è aumentato in modo significativo l’utilizzo di tecniche di agricoltura 4.0 senza particolari inflessioni della manodopera. In questo quadro, è essenziale che vengano adottate iniziative finanziarie capaci di stimolare l’innovazione per agevolare la competitività”.

L’avvocato Lamberto Lambertini ha svolto il suo intervento sugli aspetti legali, così sintetizzato:

“La struttura societaria dell’impresa agricola è dominata dalle società semplici o da società di persone, pertanto particolarmente fragile nel caso di conflitti tra soci: l’Amministratore socio può essere troppo facilmente revocato e non ha una vera possibilità di difesa, il tutto aggravato dai rischi di una rendicontazione annuale senza rigidi schemi, e pertanto spesso imprecisa e fantasiosa. L’auspicio è che la struttura societaria di queste imprese possa essere più resiliente e attrezzata”.

Nicola Caputo, il Direttore Area Fiscale Confagricoltura, si è soffermato sul perimetro delle attività agricole oggettivamente ampliato e la carenza di normative precise, affrontando anche il tema della figura dell’imprenditore agricolo professionale (IAP) nelle società agricole. Gli adempimenti contabili e la fiscalità abbisognano anch’essi di revisioni normative.

Il notaio Cristiano Casalini, infine, ha incentrato il suo intervento sul passaggio generazionale e sul deleterio rischio di frazionamento delle dimensioni agrarie in fase successoria.

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