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WineCouture Meets Ana Paula Bartolucci

Chi è Ana Paula Bartolucci, la Chef de Cave argentina che ha rivoluzionato l’aperitivo

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Il suo nome è Ana Paula Bartolucci e arriva dalla regione di Mendoza, la patria del vino argentino in prossimità delle Ande. Poco più di 30 anni, da qualche mese è diventata Chef de Cave di Chandon Argentina. Per i profani, significa che è sua la mano dietro ogni scelta strategica ed enologica in cui è coinvolta la realtà sudamericana nata nel 1959 dall’intuizione di Robert-Jean de Vogüé, allora presidente di Moët & Chandon. Una grande responsabilità, quella affidata ad Ana Paula Bartolucci, che ha già generato frutto, come testimonia il successo di Chandon Garden Spritz, il raffinato aperitivo della winery argentina, elegante cocktail ready to serve: rigorosamente on the rocks, ça va sans dire, con l’aggiunta di una fettina di arancia essiccata e un rametto di rosmarino. Ed è proprio alla scoperta del percorso di creazione del rivoluzionario drink che la winemaker ci ha condotto in occasione di una masterclass milanese in cui è stato possibile anche degustare le tre cuvée firmate da Chandon in Argentina e ancora inedite per il pubblico italiano.

Da sinistra, Morgane Pont-Bruyns, Silvia Rossetto, Ana Paula Bartolucci e Matilde Castagnetti

Il ritorno a Milano di Ana Paula Bartolucci

Appuntamento a Milano, in occasione del colorato weekend di Piano City Milano. È al cuore del capoluogo meneghino, nell’elegante location di Garden Senato in via Senato 14, sito emblematico nel Quadrilatero della Moda, che Ana Paula Bartolucci si è ripresentata in Italia, nella nuova veste di Chef de Cave, dopo la prima visita 12 mesi fa e lo straordinario trionfo che ha accolto nel Belpaese, fin dall’esordio nel 2022, Chandon Garden Spritz.

Nel suo Secret Garden, Chandon non ha soltanto dato vita a un giardino esperienziale che ha ospitato due giorni di eventi gratuiti aperti al pubblico, ideali per vivere momenti speciali in compagnia. Una vera oasi urbana, hub creativo e dinamico dove sono andate in scena quattro emozionanti performance al pianoforte tra le più importanti del programma di Piano City Milano.

Ma la magica location è stata anche palcoscenico di un’esperienza unica che ha consentito d’immergersi in un percorso di creazione e degustazione, rivivendo il processo creativo che ha portato alla realizzazione dell’innovativo drink ready to serve Chandon Garden Spritz: il frutto di quattro anni di sperimentazione e ricerche e ben 64 combinazioni testate per trovare l’equilibrio perfetto di gusto e ottenere un prodotto sorprendentemente fresco e audace.

Chandon Garden Spritz: come nasce il drink ready to serve che ha rivoluzionato l’aperitivo

Il primo assaggio di questo nostro viaggio fino alle pendici delle Ande è stato proprio con la referenza che ha rivoluzionato l’aperitivo. Chandon Garden Spritz è caratterizzato da una sofisticata cuvée Brut di alta qualità dello spumante Chandon, realizzata con uve Chardonnay, Pinot Noir e Sémillon, coltivate ad un’altitudine di circa 1.000 metri s.l.m. nella tenuta di Mendoza. Qui, il terroir e il clima favoriscono naturalmente la freschezza, la maturità e l’acidità necessarie. Ogni varietà viene vinificata separatamente con Metodo Charmat a fermentazione lenta, preservando, così, le più importanti caratteristiche di ogni uvaggio.

“La cuvée Brut è il prodotto con cui è iniziata la storia di Chandon Argentina”, spiega Ana Paula Bartolucci, “quindi è un orgoglio che sia la base di Chandon Garden Spritz”.

Chi è Ana Paula Bartolucci, la Chef de Cave argentina che ha rivoluzionato l’aperitivo con il cocktail ready to serve Chandon Garden Spritz.

Alla cuvée viene poi aggiunto un liquore all’arancia Valencia, aromatico e rinfrescante, realizzato a mano secondo una ricetta artigianale segreta che prevede un mix di arance, erbe e spezie provenienti dai migliori terroir del mondo: Argentina e Brasile, India, Madagascar e Centro America.

Cardamomo, genziana, cannella, camomilla, pepe rosa, pepe bianco e nero: sono questi solo alcuni degli ingredienti che hanno ispirato Ana Paula Bartolucci nella creazione di Chandon Garden Spritz.

“Tutti gli ingredienti naturali che danno forma a Chandon Garden Spritz sono i requisiti essenziali per ottenere un prodotto caratterizzato dall’alta qualità”, prosegue la Chef de Cave. “Per questo motivo ognuno di essi è trasportato in cantina per essere controllato e lavorato internamente in ogni fase del processo”.

Nasce così il drink ready to serve realizzato senza aromi e coloranti artificiali e con la metà dello zucchero rispetto al classico aperitivo.

Ma c’è di più: non tutti sanno che le arance utilizzate sono della tipologia Valencia, coltivate in modo biologico in una fattoria a conduzione familiare a Entre Rios, nel nord-est dell’Argentina, che porta avanti il testimone di questa tradizione agricola da tre generazioni. L’azienda produce circa 2,5 tonnellate di arance all’anno, che vengono raccolte alla loro piena maturità e sbucciate a mano. Le scorze delle arance, invece, sono lavorate fresche o essiccate per conferire sapori di caramello, cioccolato o frutta candita, e macerate in una miscela di alcol d’uva insieme a erbe e spezie estratti individualmente.

“È un equilibrio preciso quello scelto nella ricetta 64: quella definitiva”, racconta Ana Paula Bartolucci in merito a quella che è stata la genesi di Chandon Garden Spritz. “La 37, ad esempio, era la proposta di cui eravamo molto soddisfatti inizialmente. Dopo una settimana, però, abbiamo capito che non era la giusta formula. E ha rappresentato un vero insegnamento: quello che eravamo riusciti a ottenere, infatti, era un profilo molto tradizionale, che però il consumatore non avrebbe saputo distinguere. Quindi abbiamo deciso di moltiplicare gli aromi e l’intensità delle sensazioni nel calice per arrivare alla soluzione definitiva: la 64, appunto. Per questo motivo è la generosità, in termini di sapori e aromi, a definire Chandon Garden Spritz”.

Chi è Ana Paula Bartolucci, la Chef de Cave argentina che ha rivoluzionato l’aperitivo con il cocktail ready to serve Chandon Garden Spritz.

Nel corso della masterclass condotta dalla winemaker argentina è stato possibile assaporare alcuni dei liquori che danno all’aperitivo il suo gusto unico ed inconfondibile. A iniziare dal primo, quello all’arancia, dove si trova la combinazione della freschezza e della nota caramellata.

Poi, spazio a quello al cardamomo, con la sua incredibile intensità. “Al naso vogliamo ottenere un aroma botanico, mentolato, di eucalipto”, sottolinea Ana Paula Bartolucci. “Al palato otteniamo così quella complessità che ritroviamo poi nel prodotto finale”.

Il terzo liquore protagonista dello speciale tasting è quello alla genziana. “L’aroma è terroso, quasi di legno bagnato, ma al palato si riconosce alla perfezione l’amaro che definisce i tratti peculiari della genziana”, continua la Chef de Cave argentina.

Chi è Ana Paula Bartolucci, la Chef de Cave argentina che ha rivoluzionato l’aperitivo con il cocktail ready to serve Chandon Garden Spritz.

Questi sono anche i tre maggiori ingredienti, a cui poi concorrono nella ricetta altri, in misura minore, che rappresentano il segreto di Chandon. Come nel caso dello 0,02% di vaniglia che fa capolino nella formula finale. “Un apporto fondamentale”, spiega Ana Paula Bartolucci, “perché cambierebbe totalmente il profilo senza quella goccia”. Un aneddoto che fa comprendere alla perfezione il perché il team di Chandon Argentina abbia speso quattro anni per sviluppare la giusta combinazione e ci sia stata la necessità di 64 diversi tentativi.

L’altro volto delle bollicine: le inedite (per l’Italia) Cuvée Réserve Blanc de Blancs e Blanc de Noirs

Il Secret Garden targato Chandon è stato anche il proscenio per il primo contatto, per ora riservato solo a professionisti della stampa, con quello che è l’altro volto della cantina argentina. In via del tutto eccezionale, infatti, abbiamo potuto assaggiare Chandon Brut, la Cuvée Réserve Blanc de Blancs e la Cuvée Reserve Blanc de Noirs: tre etichette pluripremiate, al momento ancora non distribuite in Italia.

Se di Chandon Brut, elemento fondamentale nella creazione della ricetta che conduce a definire il profilo di Chandon Garden Spritz, abbiamo già spiegato origini e peculiarità, le altre due cuvée rappresentano due prodotti speciali posti sotto le luci dei riflettori per l’occasione così da far comprendere cosa sia possibile fare alle pendici della cordigliera delle Ande.

È così che ci siamo trovati innanzi nel calice quello Chandon Cuvée Réserve Blanc de Blancs, Metodo Classico che affina per 24 mesi sui lieviti, 100% Chardonnay. Un vino di volume, pieno, carnoso al palato, che si esprime attraverso una distinta nota vanigliata, calda, che progressivamente lascia spazio a una sfumatura citrica matura.

Chi è Ana Paula Bartolucci, la Chef de Cave argentina che ha rivoluzionato l’aperitivo con il cocktail ready to serve Chandon Garden Spritz.

Lo Chandon Cuvée Réserve Blanc de Noirs, invece, è Metodo Classico, anch’esso che passa 24 mesi sui lieviti, ovviamente in questo caso 100% Pinot Noir. Un vino dalla spiccata personalità, che esprime una sfumatura speziata e minerale oltre il frutto rosso. Di grande struttura, progressivamente fa emergere una nota aranciata amara.

Chi è Ana Paula Bartolucci, la Chef de Cave argentina che ha rivoluzionato l’aperitivo con il cocktail ready to serve Chandon Garden Spritz.

Per due volti che raccontano, ben oltre Chandon Garden Spritz, quella che è l’anima spumeggiante del vino del Nuovo Mondo di Moët Hennesy.

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