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Zonin1821: a Londra la collaborazione con l’artista e scultore Giulio Cinti

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In occasione del proprio Annual Wine Tasting di Londra, Zonin1821 ha presentato la collaborazione con Giulio Cinti, artista e scultore. Il percorso artistico di Giulio Cinti si è sempre nutrito di temi legati all’estasi, alla liberazione degli istinti e alla celebrazione del divino attraverso il dionisiaco. La collaborazione con Zonin1821 ha dato all’artista la possibilità di esplorare questi temi connettendo la propria visione estetica con il mondo del vino, simbolo di convivialità e di riti sociali condivisi che si tramandano da generazioni.

“Questa collaborazione nasce dalla volontà di raccontare l’eterogeneo patrimonio culturale che custodiamo da generazioni con un linguaggio complementare rispetto a quello che viene utilizzato tradizionalmente dal nostro settore. L’arte così come il Vino è un ponte capace di dar inizio ad infiniti dialoghi, scambi e storie. Arte e Vino esprimono entrambi apertura, condivisione ed alterità: essi generano nei loro fruitori emozioni uniche, personali e irripetibili. In questo senso il vino è arte, passione e cultura”, ha detto Michele Zonin, vice presidente del Gruppo.

ZONIN1821: vino e arte

Questa collaborazione con Giulio Tinti si pone all’intero del percorso nel mondo dell’Arte e della Cultura che Zonin1821 sta intraprendendo. Già lo scorso anno, Castello di Albola ha presentato la propria prima esposizione chiamata “Dialoghi Paralleli”: un percorso culturale, tra arte e tecnica, pittura e vino, che ha dato la possibilità ai visitatori di scoprire, all’interno della tenuta chiantigiana, le opere di due artisti particolarmente vicini al territorio: Fabio Calvetti & Armando Xhomo. Sono nate quindi sei sculture particolarmente espressive attraverso cui l’artista ha cercato di rappresentare volti pagani come Dioniso, le baccanti e le altre figure protagoniste del corteo del Dio del vino.

Ogni opera è stata associata ad un Cru, ovvero la più alta espressione di una territorialità, unica e diversa dalle altre, capace di custodire una cultura vitivinicola che si tramanda da generazioni.  

Il vino è così diventato espressione culturale e fonte vitale del processo creativo stesso: da Aquilis di Ca’ Bolani, Tenuta in Friuli-Venezia Giulia, a Il Solatio di Castello di Albola in Toscana, senza dimenticare Oltrenero Brut Nature della Tenuta Oltrenero a Zenevredo in Oltrepò Pavese, Altemura di Masseria Altemura in Puglia, Deliella di Principi di Butera in Sicilia e l’Octagon di Barboursville.

Il vino, da simbolo della convivialità qual è per sua natura, diviene energia materica capace di esprimere il profondo percorso espressivo dell’opera stessa. Grazie alla loro espressività materica, le opere richiamano lo sguardo e l’intelletto del fruitore, invitandolo a contemplarle e completarle: anche in questo caso, così come in un brindisi tra commensali, è nella relazione conviviale che si scopre la loro essenza dell’altro e lo si arricchisce di un significato nuovo.

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