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WineCouture Meets Alessandro Rossi

Partesa for Wine: “Una selezione di fuoriclasse”

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Nuovi trend, un’estate che si auspica sempre più “italiana”, l’importanza di non confondere il concetto di sostenibilità con quello, molto diverso, di naturalità del vino e i colpi in vista per rinforzare il portfolio che compone la selezione Partesa for Wine. Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa a tutto campo.

Cosa stanno bevendo in questo inizio d’anno gli italiani e quali nuovi trend stanno emergendo?

Si sta consolidando l’interesse verso vini in purezza e verso vini a Denominazione, capaci di esprimere al meglio le peculiarità della terra d’origine. In parallelo, lo stile della nouvelle vague degli enologi italiani si fa sempre più moderno, con vini meno densi e corposi, ed è in crescita la preferenza per gli sparkling e per i bianchi, soprattutto quelli con maggiori acidità e verticalità, comunque vini di grandissima bevibilità.

È un contesto estremamente favorevole per alcune produzioni in particolare, come quelle campane, ma anche da altre aree geografiche nel resto d’Italia, che oggi stilisticamente si avvicinano maggiormente alla “perfezione” richiesta da consumatore finale.

È tornata “sete” di prodotto italiano al mondo Horeca tricolore, come avevi auspicato in un’intervista online con WineCouture a inizio anno?

Il vino italiano, con quello francese, è senza dubbio il più apprezzato nel mondo. Qui in Italia, però, continua a prevalere una sorta di esterofilia che si può leggere anche nelle carte vini dei ristoranti italiani: un terzo circa viene spesso dedicato alle produzioni internazionali. E, ça va sans dire, i francesi fanno la parte del leone. Ad ogni modo, in un momento particolarmente difficile sotto il profilo economico per le famiglie italiane, sempre di più emerge il grande rapporto qualità-prezzo dei vini italiani. Il che comporta una riscoperta di quello che l’ampelografia italiana può regalare in termini di estrema qualità.

Sostenibilità e vino. Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa for Wine: “Una selezione di fuoriclasse”.

Che primo semestre si sta chiudendo per Partesa for Wine sotto il profilo dell’andamento di mercato e che estate sarà per il vino in Italia?

Si avverte ancora qualche strascico di un 2023 nel segno della stabilizzazione, dopo la grande ripresa dei consumi fuoricasa del post-pandemia che ha segnato il 2022. Ma anche nel segno dell’incertezza: sia climatica, con una primavera molto piovosa al Nord e calda e siccitosa al Sud, sia più generale, legata alla delicata situazione geopolitica e alle dinamiche inflattive, andando ad incidere sul tradizionale andamento dei consumi fuoricasa in questo periodo. Sapevamo comunque che aprile sarebbe stato uno spartiacque. E dopo un maggio incerto, ci aspettiamo che l’arrivo della bella stagione dia un nuovo impulso ai consumi fuoricasa.

Ma a due condizioni: primo, che non sia un’estate troppo calda che rischierebbe invece di limitarli; secondo, che più italiani trascorrano le vacanze in Italia, dopo due anni di “esodo” all’estero. I nostri connazionali, infatti, consumano tendenzialmente di più a tavola rispetto ai turisti stranieri e la loro presenza rappresenta quindi una variabile di grande importanza.

Ci aspettiamo poi un autunno di stabilità e una fine dell’anno positiva, anche se non con particolari exploit, che introdurrà un 2025 di consolidamento e di lenta ripresa nei prossimi tre anni. Molto, però, dipenderà anche da come evolverà la situazione geopolitica a livello internazionale.

Sostenibilità e vino. Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa for Wine: “Una selezione di fuoriclasse”.

Parlando di strategie: su quali etichette e tipologie di prodotto avete deciso di puntare per il 2024?

La nostra strategia segue il punto di bevuta del consumatore e ci ha portato a rivolgere un’importante attenzione allo stile di produzione del Sud Italia che sta performando particolarmente bene sia sui bianchi sia sui rossi. In parallelo, prosegue il lavoro sulle grandi regioni classiche, dove le Denominazioni continuano a portare un valore sostanziale a livello qualitativo. Infine, presidiamo il mondo sparkling con un’ampia e variegata offerta da tutta Italia. Continueremo, quindi, ad interpretare e anticipare le esigenze del consumatore finale, e, per il futuro, cercheremo sempre più, per ogni area geografica, brand estremamente importanti e solidi, anche sotto il profilo comunicativo.

La sostenibilità ambientale è un tema che oggi conta per il vino nelle scelte lungo la filiera, dalla produzione all’acquisto?

La sostenibilità è certamente un tema centrale e molti produttori, come i loro fornitori, si sono mossi già da tempo per adottare buone pratiche che minimizzino il loro impatto sull’ambiente, dalla vigna fino alla bottiglia. Più complesso il discorso per la valle della filiera: i punti di consumo devono conciliare la sostenibilità con la praticità e la domanda dei loro avventori, e i consumatori con la disponibilità di spesa.

Ci tengo poi a ricordare che c’è ancora una certa confusione nel consumatore finale, che spesso fa coincidere il concetto di sostenibilità con quello, molto diverso, di naturalità del vino: è un punto su cui è necessario lavorare, a diversi livelli della filiera, per fare la dovuta chiarezza. 

Sostenibilità e vino. Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa for Wine: “Una selezione di fuoriclasse”.

Dobbiamo attenderci anche lato vino con Partesa for Wine lo sviluppo di iniziative come quelle che vi vedono protagonisti sul fronte degli Spirits con Liq.ID e Ruadh Mhor?

Partesa ha già una linea di vini private label, B.Simple, nata per rispondere a precise esigenze dei ristoratori, come del resto Liq.ID nel mondo Spirits, e dotata di un apprezzabile livello qualitativo e di una grande versatilità, che permette di impiegarli anche nella mixology. Tuttavia, B.Simple non è un progetto così strategico come Liq.ID, perché, come accennavo, nel mondo vino ci stiamo concentrando su produzioni di più alto profilo. Occorre però dire che le private label nella Grande distribuzione, come i vini di primo prezzo, creati anche da grandi brand, nel fuoricasa, sono chiave per facilitare l’avvicinamento delle nuove generazioni di wine lover.

L’estate è dietro l’angolo e in Italia sotto l’ombrellone il soggetto principe è da sempre il calciomercato: avete in serbo qualche colpo e nuova firma per la squadra di Partesa for Wine?

Lo scorso anno abbiamo dato il benvenuto a numerose e importanti cantine italiane e straniere, inclusa la prima da oltreoceano: la californiana Elizebeth Spencer.

Ora la squadra conta oltre 130 produttori di qualità. Continueremo a lavorare con l’obiettivo di allargarla ulteriormente, puntando ai fuoriclasse di ogni regione italiana, e di diventare il punto di riferimento nel nostro Paese per i vini statunitensi: già in autunno, potremo schierare in campo le produzioni di altre due cantine californiane. E non mancheranno altri colpi di mercato… Stay tuned!         

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