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Joseph 2.0: vi facciamo entrare nella nuova casa di Maison Krug ad Ambonnay

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Ci vuole tempo per dare vita a uno Champagne, è risaputo. Sì è presa tutto il tempo necessario Krug – sette anni, per la precisione, quanto la durata dell’affinamento nelle cantine di una Édition di Krug Grande Cuvée – per sviluppare soluzioni su misura, rispondere a ogni criticità palesatasi lungo il cammino, soddisfare necessità specifiche e dare forma a Joseph 2.0, la sua nuova “casa”. Quello che si apre oggi è un nuovo capitolo di una Maison, ma soprattutto del sogno da cui, grazie alla visionaria intuizione di Joseph Krug, nel 1843 ha preso vita. Quel che però rappresenta il nuovo centro produttivo Krug situato al cuore di Ambonnay, proprio innanzi a uno dei suoi celebri Clos, è molto di più che una struttura all’avanguardia: “È un atto di trasmissione”, come ci ha spiegato la Chef de Caves, Julie Cavil, in occasione della nostra visita in anteprima, dove l’investimento promosso ha significato individuare per ogni aspetto esclusivamente il massimo in una visione che avesse quale orizzonte non soltanto il lavoro dell’oggi, ma anche quello del futuro. 

Ph. Léo Ginailhac

Dentro a Joseph 2.0: WineCouture vi porta nella nuova casa di Maison Krug ad Ambonnay

“Poter offrire il migliore Champagne al mondo, anno dopo anno, a prescindere dalle variazioni meteorologiche”: questo il credo da sempre che muove Maison Krug. Una realtà che ha fatto dell’arte dell’assemblaggio e della ricerca del massimo piacere nel calice i cardini di un’architettura che in oltre 180 anni l’ha condotta nell’Olimpo della Champagne. 

“Perpetuare il sogno di Joseph Krug nel futuro significa rispettare i suoi principi cardine con gli strumenti e le risorse di oggi e domani”, sottolinea Julie Cavil. Ed è così che ha preso forma il progetto della nuova cantina Joseph, avviato nel 2017. 

La nuova sede al cuore di Ambonnay centralizza tutte le attività di vinificazione, dalla ricezione dei mosti fino all’imbottigliamento. Un vero e proprio “Paradiso” in termini d’innovazione per chi fa vino, in grado di offrire le condizioni ideali alla produzione vinicola, sia per le persone che vi lavorano sia per l’ambiente. 

Joseph 2.0: vi facciamo entrare nel nuovo centro produttivo di Maison Krug ad Ambonnay accompagnati dalla Chef de Caves, Julie Cavil.
Ph. Romain Berthiot

Il nuovo sito Joseph 2.0, possiamo dire, consente a quanti quotidianamente impegnati all’interno della cantina di avere a disposizione tutti gli strumenti per regolare al meglio la melodia e il tono di ogni partitura, ovvero delle diverse cuvée che dall’orchestra al solista definiscono la gamma della Maison. Con un click, ad esempio, grazie all’app Krug Black Book è possibile ottenere un profilo dettagliato di ciascun grappolo raccolto o vin clair realizzato. “Questo progetto è simile alla creazione di una sala per concerti con un‘acustica ideale, in cui poter eseguire l’audizione dei nostri vini”, spiega Julie Cavil. “Il luogo perfetto per la musica e per chi la interpreta”. 

Nel cuore della Montagne de Reims, è una musica inconfondibile a ingentilire il terroir di Ambonnay, storico cru famoso per il suo carattere unico e l’eccezionale qualità dei suoi vigneti di Pinot Noir. Un angolo di Champagne costante fonte di ispirazione per Krug, che lo ha scelto per la sua nuova “casa” proprio dove nel 1994 Henri e Rémi Krug hanno individuato il secondo solista Krug da affianca al celebre Clos du Mesnil. Joseph 2.0, infatti, si affaccia sui filari del Clos d’Ambonnay. 

Con un’estensione di circa 9.500 metri quadri di superficie totale e otto cantine indipendenti, cinque impianti di vinificazione sotterranee e 330 serbatoi singoli firmati dall’italiana Defranceschi, il nuovo centro fornisce le migliori condizioni possibili per accordare gli strumenti ed esprimere ogni nota, prima di orchestrarli nell’inimitabile musica degli Champagne Krug. 

“La nostra priorità è l’eccellenza, creata dalla passione di tutto il nostro personale che si è riunito per realizzare questo straordinario progetto”, sottolinea Manuel Reman, presidente e Ceo di Maison Krug. Ed è una reale avventura umana guidata dai talenti di Krug e da tutti coloro che li hanno supportati – architetti, ingegneri e artigiani – quella che si respira tra le mura di Joseph 2.0. “Le persone sono il cuore del progetto. La sede è stata progettata da e per i suoi utenti”, evidenzia Julie Cavil. 

Ogni fase della costruzione del nuovo centro produttivo è stata meticolosamente studiata, nel desiderio di fondersi armoniosamente con il paesino di Ambonnay, ma anche di sviluppare una complessiva revisione delle procedure quotidiane, migliorando le abitudini, superando i limiti e individuando ogni possibilità di ottimizzazione. In particolare, sono state eliminate le operazioni in altezza, con la creazione di un accesso più ergonomico ai barili, riducendo al minimo la necessità di movimentarli. Di conseguenza, lo spazio disponibile della sede è raddoppiato rispetto alle dimensioni iniziali. 

Test e collaudi completi eseguiti nel corso degli ultimi sette anni, poi, hanno condotto alla scelta della gravità per la svinatura, oltre a temperature indipendenti e controlli igrometrici in ciascuna delle otto cantine. Le procedure di pulizia dei barili sono state standardizzate e gli utensili sono ora mobili, adattandosi all’uomo e alle azioni che deve svolgere. 

Con Joseph 2.0, Maison Krug ha realizzato una struttura su misura in simbiosi con l’ambiente naturale e con chi lo vive nella quotidianità, donando alle future generazioni, già oggi, gli strumenti necessari per continuare ad orchestrare un sogno immortale e a celebrare ogni anno la più generosa espressione dello Champagne.    

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