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Speciale World Lambrusco Day 2024: i nostri assaggi a Matera

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Al cuore dei Sassi, in una della location più suggestive d’Italia, l’insolito incontro con la bollicina in rosso (ma non solo, come vedremo) che anche i “maestri” francesi ci invidiano. È un abbinamento molto particolare quello che ha condotto una delle eccellenze nel calice per antonomasia, il Lambrusco Doc, a Matera. L’occasione era di quelle da segnare sul calendario: la prima versione tricolore del World Lambrusco Day, Italian Edition culminata il 22 giugno con una Masterclass guidata da Filippo Bartolotta e un banco di assaggio molto partecipato da un pubblico di operatori proveniente da tutto il sud Italia, con 16 produttori emiliani presenti e oltre 70 etichette in mescita. Ma al walk around tasting ha fatto da preludio una due giorni che ci ha permesso, in compagnia del primo Master of Wine italiano, Gabriele Gorelli, di andare alla scoperta e all’assaggio delle molteplici sfumature della bollicina in rosso. Ecco i nostri assaggi alle masterclass della suggestiva tournée a Matera del Lambrusco Doc, tra rifermentato in bottiglia e Metodo Classico, territori, stili e savoir-faire.

World Lambrusco Day 2024: perché la scelta di Matera

La prima domanda che sorge spontanea ci fa ovviamente interrogare sul perché della scelta di Matera per la prima edizione italiana del World Lambrusco Day, dopo l’esperienza parigina di 12 mesi fa e in attesa di quella che condurrà la manifestazione a sbarcare a New York nel 2026 nell’ambito del progetto triennale. A rispondere è Giacomo Savorini, direttore del Consorzio Tutela Lambrusco, che spiega i motivi dietro quello che si configura come una volontà di allargare gli orizzonti, uscendo dai confini di casa e spingendosi oltre la tradizionale comfort zone:

“La scelta di portare i vini Lambrusco in tournée, anno dopo anno, nelle più belle città dell’Italia e del mondo non è casuale. Il territorio resta un punto centrale nelle nostre strategie promozionali, ma riteniamo importante per un vino così diffuso come il Lambrusco uscire dai propri confini regionali e provinciali per andare ad incontrare il suo pubblico là dove questo pubblico vive, degusta e sceglie i vini da portare in tavola”.

“Molte delle persone che fanno conoscenza dei nostri vini in questa modalità spesso programmano poi visite in Emilia per approfondire i temi e le cantine che maggiormente li hanno colpiti”.

Le tante anime del Lambrusco

Il Lambrusco è un universo di sfumature e colori: con i suoi vini freschi e piacevoli, grazie alle differenti varietà, ai territori e ai diversi metodi di produzione utilizzati, ha la versatilità tra i suoi punti di forza, come abbiamo scoperto una volta di più in occasione degli assaggi al World Lambrusco Day 2024.

Dal frizzante – che rappresenta circa il 90% della produzione – fino agli Spumanti Metodo Martinotti o Metodo Classico, dal secco alle versioni amabili, i vini Lambrusco ben si prestano ad accompagnare un pasto dall’aperitivo al dessert.

Attenzione, però, quando parliamo di Lambrusco è sempre al plurale. Questa parola indica infatti una famiglia di 12 vitigni a bacca nera. Autoctoni, sviluppati e diffusi da tempo immemore al cuore della regione Emilia-Romagna: si tratta di Sorbara, Grasparossa, Salamino, Foglia Frastagliata, Barghi, Maestri, Marani, Montericco, Oliva, Viadanese, Benetti e Pellegrino.

Oggi, quando diciamo Lambrusco parliamo non solo di 12 varietà, ma anche di una Doc che si sviluppa per 10mila ettari di vigneto, includendo 70 cantine e 5mila viticoltori, per una produzione annulla che si attesta attorno le 40 milioni di bottiglie, il 60% vendute all’estero.

Speciale World Lambrusco Day 2024: i nostri assaggi a Matera tra rifermentato in bottiglia e Metodo Classico, territori, stili.

Un racconto al plurale: le Denominazioni

Le Denominazioni del Lambrusco abbracciano varietà diverse e territori differenti: la provincia di Modena e di Reggio Emilia, dalle zone di pianura a quella collinare, ciascuna con la propria tradizione enologica.

Se nel modenese la tendenza predilige il focus su una singola varietà, nel reggiano è tradizionalmente utilizzato un blend/uvaggio di differenti vitigni.

Ecco come si distinguono:

  • Lambrusco di Sorbara Doc

60% min. Lambrusco di Sorbara, 40% max. Lambrusco Salamino, 15% max. altri Lambruschi.

  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

85% min. Lambrusco Grasparossa, 15% altri Lambruschi e Malbo Gentile.

  • Colli di Scandiano e di Canossa

Colli di Scandiano e di Canossa Lambrusco: 85% min. Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Salamino, Lambrusco Barghi (congiuntamente o disgiuntamente), 15% max. Malbo Gentile, Marzemino, Croatina, Sgavetta, Termarina e Perla dei Vivi.

Colli di Scandiano e di Canossa Lambrusco Grasparossa: 85% min. Lambrusco Grasparossa, 15% max. Lambrusco Marani, Lambrusco Montericco, Ancellotta, Malbo Gentile e Croatina.

Colli di Scandiano e di Canossa Lambrusco Montericco: 85% min. Lambrusco Montericco, 15% max. Lambrusco Marani, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Salamino, Malbo Genitle, Ancellotta e Croatina.

Speciale World Lambrusco Day 2024: i nostri assaggi a Matera tra rifermentato in bottiglia e Metodo Classico, territori, stili.
  • Lambrusco Salamino di Santa Croce

85% min. Lambrusco Salamino, 15% max. altri Lambrusco, Ancellotta e Fortana.

  • Modena Doc

85% min. Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Salamino, Lambrusco di Sorbara; Lambrusco Marani, Lambrusco Maestri, Lambrusco Montericco, Lambrusco Oliva, Lambrusco a foglia frastagliata (congiuntamente o disgiuntamente), 15% max. Ancellotta, Malbo Gentile, Fortana.

  • Reggiano Doc

Reggiano Doc Lambrusco: 85% min. Lambrusco Marani, Lambrusco Salamino, Lambrusco Montericco, Lambrusco Maestri, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Viadanese, Lambrusco Oliva, Lambrusco Barghi (congiuntamente o disgiuntamente), 15% max. Ancellotta, Malbo Gentile, Lambrusco a foglia frastagliata, Fogarina.

Reggiano Doc Lambrusco Salamino: 85% min. Lambrusco Salamino, 15% max. Ancellotta, Lambrusco Marani, Lambrusco di Sorbara and Malbo Gentile.

Dal rifermentato in bottiglia al Metodo Classico: gli assaggi della prima Masterclass al World Lambrusco Day con Gabriele Gorelli MW

La prima Masterclass del World Lambrusco Day a cura di Gabriele Gorelli MW ci ha condotto alla scoperta dei differenti metodi di produzione che caratterizzano il Lambrusco Doc, con un excursus che ci ha portati a spaziare dai rifermentati in bottiglia ai Metodo Charmat (o Martinotti) che effettuano la seconda fermentazione in autoclave.

  • Francesco Bellei & C Puro 2013 VSQ

Vinificato in bianco, Metodo Classico che affina per 9 anni e mezzo circa sui lieviti. Voluto fortemente da Sandro Cavicchioli, è frutto di una tra le più storiche realtà di Bomporto, nel modenese. 100% Lambrusco di Sorbara Metodo Classico, non dosato, racconta di una grandissima annata per il Lambrusco: la 2013. Bolla sommessa, cremosa, massaggiante. Quel che punge è una tensione e un’acidità forte. Teso, elettrico. Grandissimo vino, da non mancare. Una curiosità: in etichetta è indicato come VSQ, perché proprio nei giorni della tournée materana era in fase di approvazione in Comitato Nazionale Vini al Masaf la modifica al disciplinare per far entrare la tipologia Bianco nella sola denominazione Lambrusco di Sorbara Doc.

  • Cantina della Volta Christian Bellei 2016 VSQ

Vino che si continua a distinguere per qualità. Siamo a Nord della Doc Sorbara e ancora con un Metodo Classico che fa riferimento alla famiglia Bellei. Dosato 3,5 g/l, dopo 84 mesi (7 anni) sui lieviti per questa specifica annata. 100% Lambrusco di Sorbara Metodo Classico, racconta un’annata 2016 più calda della 2013, a rendere di conseguenza il vino più morbido. Maggiore nota di agrume, parte citrina di pompelmo che lo rende più accessibile a tanti rispetto al precedente.

  • Paltrinieri Grosso Lambrusco di Sorbara Doc

Ritorniamo a un non dosato: 0 g/l per un Lambrusco di Sorbara Metodo Classico, non vintage in questo caso. Ritorna anche il colore. Più floreale dei precedenti, ritroviamo la parte nocciolata tipica della mano del produttore. Tensione distintiva al palato del Sorbara. Una vera e propria scossa che, se gestita, si esprime in maniera pura e al contempo con profondità. Viviamo anche la parte salata, dal calcare dei vini di pianura.

  • Cantina Settecani Settimocielo Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc

Vendemmia 2020, sono 24 mesi sui lieviti e passiamo a parlare di Grasparossa di Castelvetro. C’è il tannino che contribuisce a rendere più avvolgente il sorso. Nota agrumata di arancia rossa come sottofondo.

  • Medici Ermete Unique Reggiano Doc

Ancora un Metodo Classico, ma in questo caso si parla la lingua di un 100% Lambrusco Marani. Scelta inusuale, siamo a Reggio Emilia con un altro produttore tra i più iconici della Doc. Unique, proprio come il vitigno scelto per farlo. 4 g/l di dosaggio, annata 2021, altro millesimo eccezionale per il Lambrusco. Più selvaggio del Sorbara, dove c’è la parte più erbacea che emerge. Vino da consumatore più curioso, per chi cerca qualcosa di diverso. Chiara espressione di come nel Lambrusco non serva andare a cercare metodi estremi, ma piuttosto identificare uno stile differente che si scosta da quello classico della tradizione: è una reinterpretazione questo vino, novità perché non c’è mai stato sul territorio. Ci sono la viola e il ribes che vengono fuori al palato. Poi parliamo di un vitigno che resiste a tutto, quindi profondamente moderno visti i mutamenti climatici degli ultimi anni che rendono ogni vendemmia sempre più complicata.

  • Tenuta Forcirola Retrò

Vino frizzante rosso, vinificato in anfora di terracotta per poi completarsi con una rifermentazione in bottiglia. 100% Lambrusco di Sorbara, 0 g/l. Una realtà giovane, ma che alle spalle vede ancora la famiglia Cavicchioli e il suo savoir-faire. Tipiche note fruttate del Lambrusco, con preponderanza di frutti rossi, fragola, ribes, ma anche seriosità dei lieviti a imporsi. È un vino che ha bisogno di legittimazione.

Speciale World Lambrusco Day 2024: i nostri assaggi a Matera tra rifermentato in bottiglia e Metodo Classico, territori, stili.
  • Paltrinieri Radice Lambrusco di Sorbara Doc

Uno dei campioni del Sorbara rifermentato. Annata 2022, che non è stata particolarmente generosa o qualitativamente rispettata come la 2021, ma il Radice di Paltrinieri stupisce sempre. Questo è un vino che difficilmente non piace. Color pesca, in quel punto di colore proprio del Pantone 2024. Fragolina, parte erbacea con la sua maturità: il Sorbara più puro al naso. Il bello viene in bocca, che risponde perfettamente al gusto e alla leggerezza ricercata nel mondo: 11% Vol, 0 g/l. Acidità sottile, equilibrio bilanciato, per un vino eccezionale.

  • Cantina di Carpi e Sorbara Omaggio a Gino Friedmann Lambrusco di Sorbara Doc 2023

Anche in questo caso siamo innanzi a un 100% Lambrusco di Sorbara rifermentato in bottiglia. Interessante di questo vino è la sua bevibilità. Più concentrato del precedente. Molto lineare, preciso, disegnato. Tensione tra aspetto verde e bollicina che regala sollievo non rimarcando parte erbacea ma diluendola. Croccante, vino da piccoli frutti rossi. Il sorso è elettrico.

  • Francesco Bellei & C Ancestrale 2023 Lambrusco di Sorbara Dop

Ennesima sfumatura dei colori del Lambrusco. Rifermentato in bottiglia, sempre Sorbara. C’è tanto lieviti, fa grande differenza se viene servito o meno agitato. È il primo vino che fa criomacerazione. È proprio tradizionale: croccante aromaticità che non è netta come nel Friedmann. Si tratta di una sbavatura che aggiunge interesse. Mirtillo rosso, pompelmo, note ferrose. Lavorato per offrire complessità senza rinunciare a un’espressione inclusiva e accogliente: vero omaggio 0 g/l all’archetipo Lambrusco senza avere tannicità.

Riscoprire il Lambrusco: territori, stili e savoir-faire

Se la prima Masterclass del World Lambrusco Day ci ha condotto alla scoperta dei differenti metodi di produzione che caratterizzano il Lambrusco Doc, la seconda ha voluto concentrarsi su territori, stili e savoir-faire, in quella che è stata una vera e propria “riscoperta” della bollicina rossa emiliana per eccellenza.

  • Paltrinieri La Riserva Lambrusco di Sorbara Doc

Metodo Charmat Lungo. Bello nella sua completezza. Dosaggio zero. Non è Lambrusco da libro di testo, ma racconta bene anche la cifra stilistica del produttore. Color pesca, sempre in linea con il Pantone dell’anno 2024. Si espande in bocca, setato.

  • Cantina Zucchi Silvia Zucchi Rosato Lambrusco di Sorbara Doc

Sapido, deciso, versatile: non siamo noi a dirlo, è proprio l’etichetta che parla, intuizione della giovane e brillante produttrice Silvia Zucchi. Più etereo. Vino istantaneo: parliamo di velocità della bolla, che rimane a centro bocca sviluppandosi direttamente. Fragrante, frutto, croccante, meno aromatico. È un Sorbara che davvero parla.

  • Venturini Baldini – Tenuta di Roncolo Ca’ del Vento Rosé Reggiano Doc

Dosato alla perfezione 3 g/l, è Sorbara più delicato che sa di Charmat. Un vino dove il frutto è esaltato in bocca. Non è identitario se parliamo di Reggiano, ma è una bottiglia di accesso perfetta per introdurre e accompagnare verso Lambruschi più identitari del territorio.

Speciale World Lambrusco Day 2024: i nostri assaggi a Matera tra rifermentato in bottiglia e Metodo Classico, territori, stili.
  • Cantina Ventiventi La Vie Modena Doc

Più concentrato, scuro di frutto: è un Sorbara che tende al Salamino. Arriva da zona di S. Croce, dosato 6 g/l, si intensifica, diventa più denso. Estrazione più pronunciata che massaggia. Il vino vira a una sfumatura più amara, carico di tannini.

  • Umberto Cavicchioli & F. Vigna del Cristo Lambrusco di Sorbara Doc

Il classico per eccellenza. Non c’è molto da aggiungere al frutto di una delle aree più vocate al Lambrusco, di certo la regina del Sorbara Doc. Fa storia a sé, come tutti i vini che arrivano da questo particolare angolo di Emilia.

  • Pezzuoli F.lli Bellei Pietrarossa Lambrusco di Sorbara Doc

Altro Charmat lungo, altro Sorbara ma con un colore deciso, figlio di grande estrazione. Vinoso, denso, fino a quasi vertere al vino fermo.

Speciale World Lambrusco Day 2024: i nostri assaggi a Matera tra rifermentato in bottiglia e Metodo Classico, territori, stili.
  • Cantine Lombardini Il Signor Campanone Reggiano Doc

Blend di Salamino all’80% e poi un tocco di Sorbara. Uno dei vini più potenti, intensi ed esuberanti. C’è tannino, ma più agrumato. Felpato. Vino gourmet che chiama il cibo. 6,86 g/l di zuccheri residui. Perfettamente centrato nella sua distintiva formula.

  • Fattoria Moretto Monovitigno Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc

Siamo al limite estremo della provincia di Modena. È un Grasparossa iconico: monovitigno che ha fatto la storia di questa varietà come la Vigna del Cristo per l’universo Sorbara. È vino funky, eccentrico. Mora. Rustico, particolarmente selvatico. Dosato 1 g/l. Finale che tende all’amaricante rispetto al precedente, che era più largo e gourmet.

  • Cleto Chiarli Vigneto Cialdini Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Dop

Dosato 13 g/l. Questo è il Lambrusco nella sua accezione più tradizionale e precisa. Disegnato alla perfezione in bottiglia e nel calice. Parla di Emilia dal primo all’ultimo sorso.

  • Cantina Puianello Amarcord Colli di Scandiano e di Canossa Doc

Varietà Montericco. Vinoso, accenno balsamico. Mora, quasi prugna, ciliegia scura. Succulento. Dosato 8 g/l. Meno definito di altri, ma che grande piacere è capace di regalare.

  • Cantina Gualtieri Il Ligabue Reggiano Doc

È un Reggiano, in tutto e per tutto. Ciliegia matura, rosso definito. Un classico per definizione.

  • Cantina Settecani I vini della tradizione Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Dop

Il finale ci porta a incontrare anche quella che è la tipologia più diffusa, qui presentata con un dosaggio di 48 g/l. Pulito, base per altezza, morbido, largo: Amabile in ogni senso.

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