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Dl Agricoltura, via libera del Senato: cosa cambia per il vino italiano

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Via libera dal Senato, nella giornata di ieri, al Dl Agricoltura, approvato con una maggioranza di 99 voti a favore, 59 contrari e un astenuto. Ora il provvedimento tornerà alla Camera per essere convertito in legge entro il 14 luglio. Ma già dal mondo del vino arrivano i primi giudizi positivi per un decreto che promuove un passo avanti nella digitalizzazione del settore, migliorando la tracciabilità e la trasparenza delle produzioni italiane.

Dl Agricoltura: via al collegamento tra schedario viticolo e registro di cantina 

Federvini esprime soddisfazione per l’importante passo in avanti verso l’ulteriore digitalizzazione del settore con il via libera al Dl Agricoltura.

La misura consentirà di completare quel percorso di semplificazione degli adempimenti, avviato alcuni anni fa con la dematerializzazione dei registri di cantina. Un passo in avanti sostanziale in grado di ottimizzare i profili di tracciabilità e trasparenza dei vini in Italia.

Federvini, in particolare, accoglie positivamente l’emendamento già approvato in IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato – primo firmatario il Sen. Gian Marco Centinaio – in cui si prevede di collegare lo schedario viticolo e i nuovi registri dematerializzati dei prodotti vitivinicoli.

“L’emendamento approvato in Senato, con il favore del Governo, segna un primo importante passo”, dichiara la presidente di Federvini, Micaela Pallini. “Un bellissimo segnale che ci consente di guardare con rinnovato entusiasmo verso l’obiettivo di introdurre una semplificazione degli oneri di gestione per le aziende, assicurando nel contempo una ancora più efficace tracciabilità dei vini, dalla vigna, grazie ai dati presenti nello schedario viticolo, alla bottiglia, grazie ai dati presenti nei registri di cantina”.

La novità emersa nei lavori di conversione in legge del Dl Agricoltura in Senato, fa seguito ai decreti del Masaf, di qualche anno fa, sui registri di cantina e sul nuovo schedario viticolo, prefigurando nello stesso ambiente digitale, le informazioni del potenziale viticolo aziendale e quelle legate alle operazioni di cantina. Il collegamento tra il nuovo schedario e il registro dematerializzato, infatti, consentirà – fra le altre cose – la compilazione della dichiarazione di vendemmia con i dati già presenti nello schedario (le informazioni relative al vigneto) e con quelli già presenti nel Registro (le uve e i mosti che entrano in cantina), contribuendo allo snellimento degli oneri delle imprese produttrici.

“Digitalizzare per semplificare”, queste le parole con cui Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini, accoglie la notizia. “Non possiamo che esprimere grande soddisfazione per il provvedimento promosso dal vicepresidente Centinaio: ora tutti al lavoro per la seconda fase – quella operativa – per rendere il nostro settore più moderno, con sistemi di tracciabilità e controllo al passo con i tempi e, quindi, in grado di liberare risorse utili da dedicare alla spinta competitiva, di cui abbiamo grande bisogno per rafforzare il posizionamento sui mercati internazionali”.

Gian Marco Centinaio: “L’Italia compie un importante passo avanti nella tracciabilità digitale dei nostri vini”

Alle parole di soddisfazione del mondo del vino, seguono quelle del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega:

“L’Italia compie un importante passo avanti nella tracciabilità digitale dei nostri vini dalla vite alla bottiglia. A renderlo possibile è stata l’approvazione in Commissione al Senato dell’emendamento che ho proposto come primo firmatario sul collegamento tra lo schedario viticolo e i registri dei prodotti vitivinicoli”.

Dl Agricoltura, via libera del Senato: per il vino italiano più digitalizzazione e migliore tracciabilità. I giudizi positivi sul decreto.

Spiega Centinaio:

“Grazie a questa norma, sarà più facile incrociare i dati delle uve che entrano in cantina e del vino che viene prodotto, identificandone provenienza, qualità e lavorazione. Si tratta di uno strumento efficace per prevenire e combattere truffe e false denominazioni, così da tutelare in particolare i prodotti Docg, Doc e Igt e offrire la massima trasparenza e una corretta comunicazione ai consumatori”.

“La filiera vitivinicola, in particolare Federvini, richiede da tempo la possibilità di collegare schedario viticolo e i nuovi registri dematerializzati dei prodotti vitivinicoli”, conclude il senatore della Lega. “Questo dimostra l’importanza della norma approvata, ma soprattutto la volontà di riaffermare che la stragrande maggioranza dei produttori italiani di vino è onesta e vuole difendere la qualità del proprio prodotto, a dispetto di quanto avrebbe voluto far credere qualche inchiesta giornalistica nei mesi scorsi”.  

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