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Terremoto nel CdA del Consorzio Oltrepò Pavese: la replica della presidenza

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A distanza di qualche ora dal duro comunicato con cui la quasi totalità dei consiglieri del gruppo imbottigliatori del CdA del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha rassegnato le dimissioni, giunge in serata la risposta della presidenza guidata da Francesca Seralvo alle accuse rivolte di “gestione opaca, interesse di parte e rischio dissesto finanziario”, in cui a venire evidenziata era anche “una condotta non sempre rispettosa delle regole statutarie”. La nota di replica a quella dei rappresentanti delle aziende che hanno optato per l’uscita dal Consiglio, senza però abbandonare per il momento l’ente consortile con le loro imprese, inizia ribadendo con forza gli “obiettivi di trasparenza, etica e lealtà tra tutti gli associati”, per poi evidenziare come l’impegno della presidenza sia “rivolto a garantire una gestione trasparente, rispettosa delle norme di legge e focalizzata sull’interesse collettivo di tutte le categorie rappresentate dal Consorzio”. Ecco le parole da Terrazza Coste in risposta all’attacco dei consiglieri dimissionari.

La nota ufficiale della presidenza del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese agli imbottigliatori dimissionari del CdA

“Il nostro Consiglio di Amministrazione ha intrapreso un percorso volto a rendere l’azione del Consorzio sempre più efficiente ed efficace, adottando decisioni strategiche per il raggiungimento dei fini istituzionali”, spiega a preambolo la nota della presidenza del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese rivolgendosi ai consiglieri dimissionari. “Queste decisioni mirano a valorizzare le varie Denominazioni del territorio e a sostenere le imprese della filiera vitivinicola che operano con serietà e impegno nell’Oltrepò Pavese. Riteniamo imprescindibile l’adesione a principi di lealtà commerciale, rispetto delle norme e correttezza professionale. Il Consorzio promuove un ambiente di collaborazione e unità, in cui ogni comportamento deve contribuire alla valorizzazione dell’immagine e del prestigio delle nostre Denominazioni. Ogni consorziato è tenuto a rispettare questi principi, sanciti dallo Statuto del Consorzio, per garantire l’armonia e il successo collettivo”.

Poi la risposta diretta al comunicato del pomeriggio in merito a Erga Omnes e rappresentatività del Consorzio in caso di uno strappo definitivo:

“Le aziende dimissionarie rappresentano la sola fase dell’imbottigliamento di tutta la filiera, che rappresenta ora il vero focus di tutela e promozione del Consorzio, talune nemmeno presenti sul territorio e rappresentano in termini di rappresentatività della produzione Doc/Docg solo il 12,4%, diversamente da quanto comunicato da talune testate. Inoltre, stiamo già lavorando per dare una forma più moderna e performante al Consorzio, con una nuova direzione volta alla valorizzazione della filiera e della qualità. Il nostro obiettivo è riportare l’Oltrepò Pavese al prestigio che avrebbe sempre dovuto avere, attraverso un rinnovato impegno per l’eccellenza e l’innovazione”.

In merito alle prossime mosse, la volontà della presidenza del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese è netta. “Il Consiglio di Amministrazione, con il sostegno della maggioranza dei suoi membri, continuerà a lavorare con determinazione per il bene comune di tutti i consorziati, superando ogni ostacolo che si opponga al progresso e alla crescita del Consorzio”, termina la nota ufficiale. “Il nostro obiettivo rimane quello di promuovere e valorizzare le eccellenze del nostro territorio, assicurando che ogni azione intrapresa sia volta a realizzare gli scopi istituzionali per cui il Consorzio è nato”.

Terremoto nel CdA del Consorzio Oltrepò Pavese: la replica della presidenza agli imbottigliatori consiglieri dimissionari del CdA.
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