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Unità nella diversità: il cammino sostenibile del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

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Una nuova consapevolezza di sé, che passa da quella “unità nella diversità” che celebra l’identità stessa di un territorio. Una nuova immagine per raccontare ancor più nel dettaglio, attraverso le nuove etichette consortili, l’unicità del mosaico che delinea l’eccellenza del vino piemontese che fa capo al Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. È, infatti, ben più di una semplice rivisitazione grafica quella che ci pone oggi innanzi ai volti e alle anime delle Denominazioni tutelate dall’ente istituito nel 1946 e che ancora oggi salvaguardia e promuove 14 prestigiose Denominazioni: quattro Docg e 10 Doc. Tra le prime figurano Barbera d’Asti Docg, Nizza Docg, Ruché di Castagnole Monferrato Docg e Terre Alfieri Docg; tra le seconde, troviamo Albugnano Doc, Calosso Doc, Cortese dell’Alto Monferrato Doc, Dolcetto d’Asti Doc, Freisa d’Asti Doc, Grignolino d’Asti Doc, Loazzolo Doc, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc, Monferrato Doc e Piemonte Doc. Per quella che a tutti gli effetti si configura come un racconto condiviso che narra al contempo di essenziali peculiarità a definire un universo capace di mostrare tutta la sua bellezza frutto della biodiversità di queste terre. Una zona ad alta densità vocazionale, il Monferrato, quando si parla di vino ma non solo: proprio come dimostra il fatto che ci sia vita – e che vita! – al di là della Barbera d’Asti. Merito di molteplici volti, espressioni di altrettante eccellenze, di una zona che sempre più sta scalando posizioni per gradimento nel calice sia tra neofiti del vino alle prime armi sia tra esperti appassionati. “Parlare di identità significa riconoscere e valorizzare le peculiarità di ogni Denominazione, ma anche tessere queste diversità in un tessuto comune piemontese, coeso e unitario”, esordisce il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Vitaliano Maccario. “La Barbera non è solo il cuore dei nostri vini, ma anche il vitigno da cui scaturisce la nostra tradizione vinicola. La nuova grafica si propone come un simbolo forte di questa visione: l’impronta digitale sul logo non solo certifica l’autenticità e l’unicità del territorio, ma simbolizza anche la comunità – ogni produttore, ogni cittadino che contribuisce alla ricchezza della nostra identità collettiva”. Ecco che il vino è viatico a qualcosa di più grande: è filo che intesse la trama di un intero territorio e di una sostenibilità che è, di conseguenza, ambientale, sociale ed economica al medesimo tempo. 

Unità nella diversità: il cammino di sostenibilità del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e le anime delle Denominazioni tutelate.

La contemporaneità dei vini del Monferrato dalla vigna all’etichetta

Non è un caso, d’altronde, se è davvero una straordinaria biodiversità in vigna quella a definire una terra proclamata Patrimonio dell’Umanità Unesco. Una zona di vini capaci non soltanto di trasporre in bottiglia il valore e la storia di queste aree, ma anche di rispondere a quelli che sono i nuovi indirizzi nei consumi. 

“La Barbera d’Asti, con la sua innata freschezza e immediata bevibilità, si rivela essere in effetti un vino particolarmente apprezzato dalle nuove generazioni”, evidenzia il presidente Maccario. “Queste sue caratteristiche la rendono un eccellente punto di partenza per quanti desiderino esplorare la ricca tradizione enologica del Monferrato”. Ed è così che a far capolino ritornano a essere espressioni che stanno vivendo una seconda giovinezza, è proprio il caso di dirlo. 

“Denominazioni come il Grignolino d’Asti Docg e il Ruché di Castagnole Monferrato Docg”, prosegue Maccario, “stanno registrando un’interessante ascesa di popolarità tra i giovani consumatori. La loro riscoperta può essere attribuita alla tendenza verso vini che si distinguono per leggerezza e freschezza, caratteristiche ideali per occasioni conviviali e meno formali. Queste produzioni, grazie alla loro accessibilità e al loro profilo gustativo poco impegnativo, rappresentano veri e propri ponti culturali che invitano i giovani a innamorarsi non solo delle specifiche etichette ma dell’intero panorama enologico del Monferrato e dell’astigiano”. Ecco, dunque, che la stessa sostenibilità economica e sociale che fa vivere queste aree, si tramuta in principio d’innovazione. 

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: i nuovi orizzonti della cooperazione tra uomo e natura

La salvaguardia e l’attenta custodia di tradizioni vitivinicole tramandate di generazione in generazione per lungo tempo, e che oggi riemergono vive come mai prima, si sono trasformate in un impegno che, giorno dopo giorno, sta conducendo ben oltre la preservazione e la celebrazione dell’unicità di un territorio e delle sue inestimabili Denominazioni. 

“È manifesta, qui, la bellezza incontrastata dei nostri territori. E il riconoscimento da parte dell’Unesco è sicuramente un importante valore aggiunto che negli ultimi anni ci ha permesso di portare, ancor di più, nel mondo la conoscenza dei nostri vini”, spiega Maccario. “È, però, fondamentale ricordarsi che tale unicità è possibile solo grazie a una costante cooperazione tra uomo e natura. È il frutto del lavoro di centinaia di anni portato avanti dai nostri uomini e dalle nostre donne che hanno saputo mantenere, ma anche interpretare secondo i tempi, la tradizione vitivinicola, nel rispetto della storia e del paesaggio”. 

Unità nella diversità: il cammino di sostenibilità del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e le anime delle Denominazioni tutelate.

Ecco, allora, il vino farsi così ambasciatore e simbolo in cui trova sintesi il volto più rappresentativo della vocazione storica di un territorio, grazie a cui il valore della sostenibilità acquisisce concretezza e centralità, non solo in termini ambientali ma anche sociali. Tradizioni centenarie e un approccio che si concentra sulla conservazione della bellezza naturale, in una costante rinnovarsi di sinergie e connessioni.

 “La nostra mission, oggi, deve essere quella di consolidare quanto di grande fatto nel corso del tempo sul territorio, ma aprirci sempre più al mondo, internazionalizzandoci”, continua Maccario. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, d’altronde, sempre più si muove spingendo in direzione di un allargamento degli orizzonti, valorizzando e promuovendo il Monferrato non solo come eccellenza vitivinicola, ma anche come destinazione enoturistica a 360°, ricca di tradizioni gastronomiche e culturali. 

“Grazie al costante impegno dei nostri viticoltori e alla strategica visione di promozione e valorizzazione delle piccole Denominazioni emergenti, stiamo assistendo a un incoraggiante recupero”, sottolinea Maccario in merito ai trend che hanno definito questo primo semestre che volge alla conclusione. “I dati preliminari sull’imbottigliamento del 2024 indicano infatti un segno più, dimostrazione di una resilienza che alimenta la fiducia per un anno di riscatto. In particolare, la Barbera d’Asti Docg continua a distinguersi, frutto di un meticoloso lavoro di squadra focalizzato sulla qualità, che ci fa guardare al futuro con ottimismo e la convinzione che il 2024 segnerà un momento importante per il nostro territorio e i nostri vini. La fiducia che nutriamo nei confronti del futuro del Monferrato e delle sue Denominazioni deriva non solo da un ottimismo innato ma anche da una serie di dati concreti e successi accumulati: negli ultimi 10 anni, abbiamo assistito infatti a una crescita esponenziale, non solo in termini di volume produttivo ma anche per quanto riguarda la qualità e la reputazione dei nostri vini sui mercati nazionali e internazionali”. 

Uno slancio positivo che, come evidenziato, trova un riflesso nel rafforzamento dell’identità territoriale, che poi si traduce in quella cura del territorio che porta a un rafforzamento della sostenibilità ambientale attraverso l’innovazione, come evidenzia il caso del progetto NoviAgri.

Unità nella diversità: il cammino di sostenibilità del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e le anime delle Denominazioni tutelate.

L’intelligenza artificiale al servizio della Barbera del futuro

La Barbera del futuro, ma non solo, nasce in vigna. E lo fa attraverso test sul campo che tratteggiano i contorni di un progetto pionieristico che mira a migliorare e ottimizzare il controllo delle malattie in vigneto, quali Flavescenza Dorata e Mal dell’Esca. 

Lo fa attraverso scelte d’avanguardia, con l’impiego avanzato di tecnologie e intelligenza artificiale, tra cui un’applicazione mobile e un Decision Support System (DSS). Avviato con l’intento di ridurre l’impatto ambientale e i costi di gestione in vigneto, grazie a una minore dispersione dei trattamenti fitosanitari, NoviAgri ha già dimostrato risultati promettenti. 

“Siamo estremamente orgogliosi dei progressi compiuti con il progetto”, evidenzia Vitaliano Maccario. “L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella viticoltura non è solo il futuro, ma è già una realtà nel nostro territorio, dimostrando che l’innovazione tecnologica può andare di pari passo con la tradizione e la manualità dei nostri viticoltori”. Sostenibilità, a tutto tondo. Per un approccio multidisciplinare, sinergia tra pubblico e privato, fondamentale per affrontare le sfide della viticoltura moderna. “Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato continuerà con entusiasmo il suo percorso di innovazione e sostenibilità”, chiosa Maccario, “confermando il proprio impegno non solo verso la qualità eccezionale dei suoi prodotti, ma anche verso la tutela dell’ambiente e la salute dei consumatori”. 

Per un cerchio che si chiude, mostrando tutta la forza di un universo proiettato al domani.  

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