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Sostenibilità nel vino, Fabio Torretta: “È driver che guida gli acquisti”

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È di Fabio Torretta, general manager di Compagnia dei Caraibi, la chiosa della nostra inchiesta dedicata a indagare come il tema della sostenibilità incida sul mondo del vino. L’azienda piemontese leader nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e prestige provenienti da tutto il mondo, nonché birre craft italiane, ha pubblicato proprio in questi giorni, per il terzo anno su base volontaria, il proprio Report di Sostenibilità. Il documento ne conferma l’impegno nella promozione di un paradigma aziendale inclusivo, equo e rigenerativo. Negli anni, infatti, Compagnia dei Caraibi ha fatto dell’etica e della trasparenza i pilastri cardine dei valori imprenditoriali. L’attenzione per le persone è sempre stata un tassello fondamentale che ha guidato l’azienda verso la promozione di una cultura sempre più inclusiva e rispettosa, un equilibrio crescente in termini di parità di genere e con un grande impegno nella formazione per lo sviluppo delle competenze. Anche in termini di sostenibilità ambientale la visione è sempre stata chiara: continuare a lavorare per ridurre i consumi e le emissioni, mappando quelle di gas serra per poter mettere in campo interventi mirati ed efficaci.

Sostenibilità nel vino, Fabio Torretta di Compagnia dei Caraibi: “È driver che guida gli acquisti”. La chiosa della nostra inchiesta

Cosa vi ha portato a pubblicare per il terzo anno su base volontaria il vostro Report di Sostenibilità?

Come ogni anno, anche nel 2023 i calcoli effettuati dal Global Footprint Network relativi all’Earth Overshoot Day ci hanno ricordato che consumiamo molte più risorse di quelle che il pianeta è in grado di rigenerare: per vivere in equilibrio avremmo bisogno di 1,7 pianeti Terra.

Questo dato allarmante ci spinge a riflettere e agire con urgenza. È impensabile garantire un futuro al nostro Pianeta e alla nostra specie se non agiamo rapidamente per ridurre il debito costante che abbiamo con la Terra.

Come Gruppo, guardiamo al futuro con senso di responsabilità, impegnati sempre più a plasmare e promuovere un modello di business responsabile che possa determinare impatti estremamente contenuti per l’ambiente e, al tempo stesso, incidere positivamente sulle persone. Con la ferma convinzione che ogni nostra azione possa fare la differenza.

Come il tema della sostenibilità, nelle sue molteplici sfumature, oggi condiziona le scelte di un distributore nella composizione della selezione del proprio portfolio?

La sostenibilità è un criterio centrale per Compagnia dei Caraibi, che influenza non solo la selezione dei prodotti ma anche la scelta dei fornitori, l’adozione di un Codice Etico e la preferenza per produttori che dimostrano un impegno concreto in tema.

In una prima fase di selezione, infatti, vengono tenuti in considerazione la qualità dei prodotti e l’affinità del produttore ai valori aziendali. Successivamente, viene avviato un processo di qualifica con la richiesta di informazioni legate alla sicurezza del prodotto e al possesso di eventuali certificazioni specifiche.

La sostenibilità economica viene perseguita attraverso la gestione dei margini per tutti gli attori della filiera, garantendo al contempo l’esclusività di una varietà di prodotti di nicchia.

Quanto oggi il consumatore finale è attento nella scelta di un prodotto sostenibile quando si parla di Wine & Spirits?

Oggi sempre più ci troviamo di fronte a consumatori consapevoli e responsabili, che preferiscono brand e prodotti capaci di rispecchiare i loro valori personali, inclusi quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale.

Anche nel segmento di Wine & Spirits, è diventata un driver che guida gli acquisti, con le aziende che adottano pratiche sostenibili che beneficiano sia di un’immagine positiva sia di una maggiore fidelizzazione.

Oggi le scelte di consumo non sono più solo guidate da un’attenzione alle tematiche ambientali – e quindi alle certificazioni riportate in etichetta e alle buone pratiche consapevoli – ma anche a quelle sociali, con una predilezione per le aziende che dimostrano un impegno concreto verso la sostenibilità sociale attraverso iniziative di Csr e aziende che raggiungono le certificazioni di Società Benefit e BCorp.

I consumatori sono disposti a riconoscere sotto il profilo economico il prezzo di scelte sostenibili da parte del produttore?

I consumatori più informati e sensibili sono disposti a pagare un premium price per prodotti che rispecchiano i valori della sostenibilità ambientale e sociale. Ad influenzare positivamente la disponibilità a pagare di più sono inoltre la percezione della qualità, generalmente più alta se parliamo di prodotti sostenibili, e la fascia demografica di appartenenza.

I consumatori più giovani, come i Millennials e la Gen Z, tendono a essere più sensibili alle questioni ambientali e sociali e più propensi a investire in questa categoria di prodotti.

Infine, la disponibilità economica è un fattore determinante: i consumatori con un reddito più elevato sono naturalmente più predisposti a sostenere i costi aggiuntivi associati ai prodotti sostenibili.                     

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