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Sostenibilità nel vino, Leonardo Sagna: “Tema centrale per una progettualità a lungo termine”

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Il consumatore finale è realmente disposto a pagare la sostenibilità? Abbiamo indagato per comprendere cosa arriva di quello che è l’impegno di un produttore per essere sostenibile all’utente finale. E soprattutto: quanto è disposto a riconoscere sotto il profilo economico il prezzo di scelte virtuose assunte lungo la filiera. La comunicazione dell’asset sostenibilità presenta, infatti, oggi ampi margini di miglioramento, almeno per il mondo del vino tricolore. Questo è quanto evidenzia l’ultima Indagine sul settore vinicolo in Italia firmata dall’Area Studi Mediobanca. Tra le voci di alcuni dei protagonisti della distribuzione Horeca in Italia, ecco il pensiero sul tema di Leonardo Sagna, quarta generazione di Sagna S.p.A., storica realtà distributiva torinese diretta insieme al padre Massimo e al fratello Carlo Alberto.

Sostenibilità nel vino nella distribuzione Horeca in Italia, Leonardo Sagna: “Tema centrale per una progettualità a lungo termine”
Leonardo, Carlo Alberto e Massimo Sagna

Come il tema della sostenibilità, nelle sue diverse sfumature, oggi condiziona le scelte di un distributore nella composizione della selezione del proprio portfolio?

Il tema della sostenibilità ci coinvolge trasversalmente da diversi anni e acquisterà sempre maggior peso in futuro.

Noi, lo viviamo già da molto attraverso l’impegno di diverse aziende che rappresentiamo, come Louis Roederer, Querciabella, Ronchi di Cialla, Domaines Ott e Rhum J.M.

E proprio nella valutazione dell’inserimento di nuove realtà a catalogo, quello della sostenibilità è un tema centrale poiché va di pari passo con la nostra idea di progettualità a lungo termine.

Quanto oggi il consumatore finale è attento nella scelta di un prodotto sostenibile quando si parla di Wine & Spirits?

Quando parliamo di Wine & Spirits possiamo dividere i consumatori in due macrocategorie.

Da un lato ci sono giovani under 30, in cui soprattutto le donne dimostrano un certo interesse verso i prodotti certificati, aperti alle nuove tendenze, ma che non sempre riconoscono il valore economico, a causa di una bassa propensione al consumo.

Dall’altra, troviamo un target più maturo che accoglie con maggiore consapevolezza prodotti che rientrano in questa categoria, siano essi di nicchia o più disponibili nel mercato.

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